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Finanza sostenibile sempre più diffusa in Europa: i dati dello Studio Eurosif 2018

Francesco Bicciato, Segretario Generale del Forum per la Finanza Sostenibile

La nuova edizione dello European Sri Study rivela le caratteristiche e i dati più recenti di diffusione dell’investimento sostenibile e responsabile tra gli operatori finanziari europei. In Italia gli operatori finanziari diventano più disponibili a condividere informazioni sulle proprie strategie di sostenibilità.
Gennaio 2019

L’Europa continua a crescere sul fronte della finanza sostenibile. Una recente fotografia del mercato è stata scattata da Eurosif con l’edizione 2018 dell’European Sri Study, la ricerca biennale su caratteristiche e dati di diffusione dell’investimento sostenibile e responsabile (o Sri da Sustainable and Responsible Investment) tra gli operatori finanziari europei.

Come nelle precedenti edizioni, lo studio è stato condotto attraverso un questionario di carattere quantitativo e qualitativo che i Forum nazionali (il Forum per la Finanza Sostenibile per l’Italia) hanno inviato a un campione significativo dell’industria Sri; i dati raccolti sono relativi al biennio 2016-2017. Per quest’edizione dello studio, le fasi di analisi ed elaborazione dei dati sono state eseguite da Eurosif e dall’Università di Anversa.

Europa

Il mercato europeo della finanza sostenibile continua a essere guidato dagli investitori istituzionali (banche, fondazioni, assicurazioni, asset manager, ecc.): questi soggetti costituiscono i punti di riferimento delle istituzioni europee per la mobilitazione dei 180 miliardi di euro di investimenti annui (in aggiunta a quelli già stanziati) stimati necessari per centrare gli obiettivi climatici dell’Ue per il 2030. Allo stesso tempo, lo studio ha rilevato una crescita significativa della componente retail, passata dal 3,4% nel 2013 al 30% a fine 2017.

La ricerca presenta un’analisi nazionale e aggregata della diffusione dei diversi approcci che gli operatori finanziari possono adottare per includere le considerazioni di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (o Esg da Environmental, Social and Governance) nelle strategie d’investimento. Ne è emerso che l’integrazione dei criteri Esg nell’analisi dei titoli è la strategia che nel biennio ha registrato la crescita più rapida, pari al 60%, superando i 4mila miliardi di euro di masse in gestione.

Anche l’engagement ha guadagnato terreno, posizionandosi intorno ai 5mila miliardi di euro (+14% negli ultimi otto anni): questa tendenza segnala un marcato interesse degli investitori istituzionali a influenzare le politiche di sostenibilità delle aziende investite.

Le esclusioni si confermano l’approccio più comune (seppur abbiano subito una leggera flessione del 7% dal 2015) e risultano applicate a 9.400 miliardi di euro di masse; il tabacco è tra i settori maggiormente esposti a tale pratica.

L’impact investing continua a crescere: a fine 2017 il comparto ha raggiunto i 108 miliardi di euro di masse, da soli 20 euro nel 2013. Questi investimenti – che si caratterizzano per l’intento dichiarato da parte dell’investitore di conseguire contemporaneamente impatti socio-ambientali positivi misurabili e rendimenti che possono essere inferiori a quelli di mercato – risultano sempre più allineati agli SDGs.

Italia

Rispetto alle precedenti edizioni dello studio, la partecipazione degli asset manager e asset owner italiani è cresciuta considerevolmente, segno che gli operatori finanziari sono più disponibili a condividere informazioni sulle proprie strategie di sostenibilità.

In linea con la tendenza europea, il mercato Sri italiano è guidato dagli investitori istituzionali; allo stesso tempo, cresce l’interesse dei risparmiatori a tenere in considerazione i temi Esg nelle scelte d’investimento, come dimostrato dall’incremento significativo di strumenti Sri dedicati a questo segmento di clientela.

Anche per l’Italia si registra una crescita di quasi tutte le strategie Sri, a eccezione della selezione basata su convenzioni internazionali, in coerenza con il trend europeo; nonostante ciò, la strategia rimane la terza più diffusa nel nostro Paese, con circa 106 miliardi di euro di masse.

Esclusioni ed engagement sono gli approcci principali, rispettivamente con circa 1.450 euro e 135,7 miliardi di euro di masse. In particolare, l’engagement ha registrato una solida crescita (+213% rispetto al 2015), che riflette anche a livello italiano una rinnovata propensione degli istituzionali a orientare le politiche di business delle aziende in chiave sostenibile.

Gli investimenti tematici hanno vissuto la progressione più marcata: le masse gestite da fondi tematici sono passate da oltre due miliardi di euro nel 2015 a quasi 53 miliardi di euro a fine 2017.

Infine, anche il mercato italiano dell’impact investing si conferma in forte crescita e, anche se più difficilmente quantificabile rispetto ad altre strategie, ha raggiunto i 52 miliardi di euro: il trend dimostra comunque un interesse sempre maggiore degli operatori finanziari a coniugare obiettivi d’impatto e buone performance.

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