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Dati

Con il Rapporto 2017, per monitorare la situazione del Paese rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, l’ASviS ha introdotto una serie di strumenti statistici e analitici originali e innovativi, un unicum nel panorama internazionale.

Il database e gli indicatori compositi

La piattaforma Asset, sviluppata da Fpa (www.forumpa.it), è il sistema di analisi grafica utilizzato dall’ASviS che permette di visualizzare i valori e gli andamenti di 168 indicatori di base, per lo più di fonte Istat, suddivisi per Goal (per maggiori informazioni consultare la lista completa degli indicatori). La piattaforma consente di visualizzare ciascun indicatore secondo tre modalità: grafici, mappe e tabelle. È possibile inoltre scaricare le serie storiche, esportare i dati, eseguire confronti tra regioni e macroregioni su più indicatori anche di Goal diversi.

A partire da questi indicatori, l’ASviS ha calcolato un indicatore composito per ognuno dei 17 Goal e la piattaforma Asset permette di visualizzare l’andamento di ciascuno di questi indicatori. Per maggiori informazioni consultare la lista degli indicatori che compongono i compositi. La sperimentazione fatta nel creare indicatori compositi ha l’obiettivo di fornire agli stakeholder, ai media e al pubblico in generale una misura sintetica, chiara e di facile lettura dell’andamento dell’Italia rispetto ai vari Goal.

Consapevoli che per conseguire gli Obiettivi dell’Agenda 2030 bisogna accettare e affrontare la sfida della complessità, gli indicatori qui proposti non costituiscono una semplificazione del problema, ma uno strumento che permette un monitoraggio rapido e sintetico. Per sintetizzare gli indicatori elementari si è deciso di adottare la stessa metodologia adottata dall’Istat per gli indicatori compositi del Bes, ossia la metodologia Ampi, la quale, pur rispettando le proprietà desiderabili di un indice composito, mantiene un livello di semplicità tale da rendere agevole la comunicazione dei risultati ai non addetti ai lavori ed al pubblico in generale.

Dati la disponibilità di indicatori elementari e i criteri di selezione adottati, è stato possibile costruire un indicatore composito per 14 Obiettivi su 17, mentre per i goal 13, 15 e 17 si è deciso di utilizzare un singolo indicatore “headline”. Per semplicità possiamo dire che gli indicatori compositi sono indicatori costruiti componendo tra loro un numero maggiore di altri indicatori. La sperimentazione proposta dall’ASviS ha avuto quindi lo scopo di unire, per ciascun SDG, tutti quegli indicatori che permettevano un certo grado di analisi congiunta, al fine di mostrare la situazione italiana negli ultimi anni in relazione a tutti i 17 SDGs.

È fondamentale sottolineare che Il valore Italia del 2010 rappresenta il valore base (pari a 100) e l’andamento dell’indice va letto quindi rispetto al valore del 2010. In questo modo, se un indice composito presenta un miglioramento, ciò non significa necessariamente che l’Italia sia su un sentiero che le consentirà di centrare gli Obiettivi nel 2030, ma semplicemente che il Paese si sta muovendo nella direzione giusta e nella media, cioè il composito non è in grado di fornire informazioni utili sulla distribuzione (cioè sugli aspetti legati alle disuguaglianze) del fenomeno. In definitiva, questa metodologia non tiene conto degli Obiettivi posti dall’Agenda 2030 e quindi non misura la distanza che separa l’Italia dai Target da raggiungere entro il 2030. Ciò che il composito mostra con certezza è, invece, come la situazione è evoluta rispetto all’anno 2010.

Ad esempio, se un indicatore composito presenta un andamento crescente al di sopra della linea del 100 dopo l’anno 2010, significa che la situazione è, senza dubbio, complessivamente migliorata rispetto all’anno 2010. L’indicatore composito però non spiega né se questo miglioramento porterà senz’altro al raggiungimento dell’obiettivo, né se il miglioramento è dovuto al fatto che la situazione al 2010 fosse particolarmente grave, il che comporterebbe che si è ancora in una situazione complessivamente negativa. Queste considerazione andranno fatte in relazione alle informazioni a disposizione su ciascun Goal.

Perciò i grafici rappresentano un importante strumento aggiuntivo per poter leggere e analizzare le informazioni rispetto agli Obiettivi da raggiungere in Italia. Infine, la scelta di assumere il 2010 come anno base permette anche di confrontare tra loro l’andamento degli indicatori compositi dei diversi Obiettivi.

Per i dettagli sulle funzionalità della piattaforma:

Il modello della Fondazione Eni Enrico Mattei

Per offrire una primissima analisi del grado di efficacia di una strategia complessiva basata sulle proposte sopra formulate, il Rapporto presenta anche, per la prima volta, i risultati di alcuni esercizi modellistici realizzati dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem), aderente all’ASviS. L’impatto delle diverse politiche viene misurato utilizzando un indicatore composito (indice “Apps”) che offre una misura del benessere attuale e della sostenibilità futura ottenuta sintetizzando 28 indicatori, a loro volta rappresentativi di 16 dei 17 SDGs. Rimane escluso l’Obiettivo 5 (Parità di genere), anche se alcuni indicatori degli altri Obiettivi (in particolare 1, 4, 8, 10 e 17) riguardano anche la condizione delle donne.

L’impatto delle politiche sull’indice Apps viene valutato utilizzando un modello macro-economico, integrato con componenti sociali e ambientali, in grado di generare proiezioni degli indicatori fino al 2030 per 45 diverse aree geo-politiche (singoli Paesi o macroregioni) in base alle diverse ipotesi adottate. La performance dei singoli Paesi viene sia valutata per ogni Obiettivo in base alla distanza tra quest’ultimo e il valore simulato dal modello, sia attraverso l’indice sintetico Apps, che offre una misura complessiva del divario di ciascun Paese rispetto al raggiungimento di tutti gli SDGs.

Leggi i risultati del modello presentati nel Rapporto

 

 

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