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Gli SDGs e l’Italia

L’Italia ha svolto un ruolo di primissimo piano in tutte le fasi del negoziato Onu che ha portato all’adozione dell’Agenda 2030 e degli SDGs in tre modi: assumendo la vice-presidenza del Comitato preparatorio della Conferenza Rio+20; prendendo parte al Gruppo di lavoro sugli SDGs; infine, svolgendo all’interno dell’Ue un’azione di leadership particolarmente efficace durante il semestre di presidenza (2° semestre 2014), che ha coinciso con una delle fasi più complesse del negoziato.

Per riassumere le iniziative in Italia dopo l’approvazione all’Onu dell’Agenda 2030 (settembre 2015) dobbiamo distinguere:

  • attività del Governo
  • attività del Parlamento
  • attività di Regioni ed enti locali
  • il monitoraggio degli SDGs

Per quanto riguarda le iniziative dell’ASviS e più in generale della società civile, vedere qui.

Attività del Governo

Nel nostro Paese, dopo l’adozione della “Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia” approvata nell’agosto del 2002 con la deliberazione del Cipe n. 57 (ma mai dotata degli strumenti attuativi che pure vi erano indicati), solo recentemente è stato definito un quadro giuridico e normativo preciso riguardo allo sviluppo sostenibile. Il 2 febbraio 2016, infatti, è entrata in vigore la legge 28 dicembre 2015, n. 221 che all’articolo 3 prevede che “2. In sede di prima attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, l'aggiornamento della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, integrata con un apposito capitolo che considera gli aspetti inerenti alla «crescita blu» del contesto marino, è effettuato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”. Tale obbligo era peraltro già stato demandato al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con il Regolamento approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 luglio 2014, n. 142 (art. 9, comma 1a). 

Passo importante è stato compiuto dal Governo il 16 novembre 2016, con la pubblicazione di un quadro delle corrispondenze tra le misure del disegno di Bilancio e gli SDGs. Il documento, “Legge di Bilancio 2017 alla luce degli obiettivi dell’Agenda 2030” rappresenta un’iniziativa importante, sollecitata dall’ASviS con un’audizione del Portavoce alla Camera, che ha posto le basi per ulteriori necessari approfondimenti.

Poco dopo, il 23 dicembre, il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il provvedimento che recepisce nell’ordinamento italiano la direttiva sull’informazione non finanziaria, che favorisce l’adozione da parte delle imprese di pratiche sostenibili e l’integrazione delle informazioni sulla sostenibilità nelle loro relazioni periodiche, come auspicato dal 12esimo Goal sul consumo e la produzione responsabili.

Un segnale della rilevanza che sta assumendo l’Agenda 2030 nel dibattito pubblico italiano è la pubblicazione da parte del Ministero dell’Ambiente del documento “Posizionamento italiano rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030”, avvenuta il 5 gennaio 2017. Il Rapporto non solo effettua un’analisi molto dettagliata della situazione italiana rispetto agli SDGs, giungendo alla medesima conclusione del rapporto ASviS, ma costituisce soprattutto un primo tassello per la definizione della Strategia nazionale di sviluppo e quindi un’occasione per individuare i criteri per integrare gli SDGs all’interno delle politiche per il futuro del Paese. Il documento, che è stato pubblicato a distanza ravvicinata rispetto agli indicatori messi a disposizione dall’Istat (e per questo non ha potuto prenderli in considerazione), sarà sottoposto a una revisione da parte del Ministero stesso per correggere gli eventuali disallineamenti fra i risultati misurati e gli strumenti pubblicati dall’Istituto di statistica.

Il 13 marzo il Ministero dell’Ambiente ha presentato la bozza della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e pochi giorno dopo l’ha discussa con la società civile. La bozza della Strategia, redatta a seguito delle consultazioni del Ministero con la società civile (tra cui l’ASviS), definisce un programma in linea con l'Agenda 2030 che orienta le politiche del Paese e invita ad affrontare in maniera strutturale problematiche ambientali, economiche e sociali. “Oggi il ministero dell’Ambiente ha un compito in più”, ha dichiarato il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti durante la presentazione, “è diventato il ministero dello sviluppo sostenibile”. Sulla Strategia si è espresso anche il presidente dell’ASviS, Pierluigi Stefanini, che ha chiesto che il concetto di sviluppo sostenibile sia introdotto nella Costituzione, l’Istat rafforzi gli indicatori e la bozza diventi la vera strategia del Paese. Inoltre, l’Alleanza ha pubblicato un’analisi per Goal sulla scelta degli indicatori per la Strategia italiana, formulando osservazioni sulla metodologia adottata dal Ministero e sui risultati ottenuti.

Il 10 maggio si è svolta l’audizione del ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, e del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, sulla bozza della Strategia energetica nazionale, che stabilisce le priorità a breve e lungo termine per la diversificazione delle fonti energetiche, il potenziamento delle infrastrutture e delle energie rinnovabili e la ricerca nel settore.

Il 7 giugno la presidenza del Consiglio si è impegnata ad assumere il coordinamento della Strategia di sviluppo sostenibile, come annunciato da Paolo Gentiloni nel corso dell’evento conclusivo del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’ASviS. “Gestiremo anche la rendicontazione, con l’obiettivo di fare ogni anno un consuntivo a febbraio sull’attuazione dell’Agenda 2030”, ha aggiunto.

All’High-Level Political Forum, vertice internazionale per il monitoraggio degli SDGs, ha partecipato anche il governo italiano, insieme all’ASviS che è intervenuta in rappresentanza della società civile italiana. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha presentato la Voluntary National Review dell’Italia, descrivendo la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, e il vicedirettore generale e direttore centrale per le questioni generali e di indirizzo della cooperazione allo sviluppo alla Farnesina, Luca Maestripieri, ha sottolineato l’impegno italiano verso l’estero per il raggiungimento degli SDGs. All’incontro ha preso parte anche il Portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini, che ha parlato in rappresentanza della società civile.

Attività del Parlamento

Il 28 luglio 2016 la Camera dei Deputati ha approvato una modifica alla legge di bilancio, nella quale si prevede che gli indicatori di benessere equo e sostenibile (Bes), selezionati da un Comitato ad hoc, siano allegati al Documento di economia e finanza (Def).

Il 27 ottobre, invece, è stato raggiunto un importante traguardo per il clima con l’approvazione da parte del Senato della ratifica degli Accordi di Parigi, già licenziati dalla Camera. L’impegno italiano per il clima è stato poi rinnovato anche dal capo dello Stato Sergio Mattarella nel giugno 2017. 

Attività di Regioni ed enti locali

Nel giugno 2017, in occasione del G7 Ambiente, i sindaci delle città metropolitane hanno firmato la “Carta di Bologna per l’ambiente”: un documento che impegna le maggiori città italiane al raggiungimento di obiettivi di tutela ambientale in linea con gli SDGs, come proposto dall’ASviS.

Sempre nel mese di giugno, e fino a settembre, è aperta la consultazione sul documento “L’agenda per lo sviluppo urbano sostenibile. Obiettivi e proposte”, redatto dal gruppo di lavoro 11 dell’ASviS per le città sostenibili e da Urban@it, in cui i comuni italiani hanno accettato l’Agenda 2030 e chiesto un’Agenda urbana nazionale.

A luglio, invece, è stata pubblicata un'importante analisi sugli SDGs: il “Rapporto Lombardia 2017”, pubblicato da Éupolis, primo esempio concreto di analisi degli SDGs a livello regionale in quanto declina gli Obiettivi sul territorio e confronta il posizionamento lombardo con quello dei 21 Paesi europei facenti parte dell’Ocse; 

Gli indicatori per l'Italia

Per il monitoraggio degli SDGs, un nuovo traguardo è stato raggiunto il 14 dicembre 2016 con la pubblicazione da parte dell’Istat (incaricato dall’Onu di organizzare la produzione degli indicatori statistici SDGs a livello nazionale) di un primo set di 95 indicatori (in concomitanza con la presentazione del Rapporto Bes 2016), a seguito delle sollecitazioni da parte dell’ASviS susseguitesi fin dall’inizio della sua attività.

Il 23 maggio è stato compiuto un ulteriore passo in avanti per il monitoraggio degli Obiettivi con la pubblicazione da parte dell’Istat di un nuovo set di indicatori. La nuova lista integra il primo gruppo di 95 indicatori diffuso a dicembre, non solo aggiornando e ampliando le disaggregazioni, ma includendo anche 38 indicatori del Bes (Benessere equo e sostenibile). Questi ultimi risultano particolarmente importanti per la loro capacità di valutare il benessere “oltre il Pil”, motivo per cui 12 dei 135 indicatori Bes entreranno anche nella legge di bilancio per valutare le politiche, come stabilito nell’atto parlamentare presentato alla Camera il 5 luglio.

 

Aggiornato il 4 settembre 2017

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