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SCONFIGGERE LA POVERTA'

Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

Dal 1999 al 2013, il numero di persone nel mondo che vivono sotto la soglia di povertà estrema è sceso del 28%, passando da 1,7 miliardi a 767 milioni. In Italia, nel 2016 le famiglie in povertà assoluta erano 1,6 milioni per un totale di 4,7 milioni di individui, il livello più alto dal 2005.

Povertà ed esclusione sociale, in Italia a rischio quasi un minore su tre

Sono 3,5 milioni i bambini che vivono in povertà, con conseguenze a livello di abbandono scolastico, esclusione sociale, alimentazione, attività fisica e salute. Lo rivelano l’Atlante dell’infanzia di Save the Children e fonti Istat.

Il 16 novembre, in occasione dell’imminente Giornata Mondiale dell’Infanzia che si celebra domenica 20, Save the Children e Treccani hanno presentato l’“Atlante dell’infanzia a rischio 2016: bambini e supereroi” a Roma presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

In questa edizione, pubblicata per la prima volta dalla Treccani, viene fornita una fotografia sullo stato di bambine, bambini e adolescenti che, come i supereroi dei fumetti, devono superare ogni giorno le carenze e barriere dei contesti in cui vivono per poter accedere ai propri diritti. Il Rapporto fornisce analisi, dati geolocalizzati e racconti di desideri di bambini e adolescenti per presentare lo stato dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.

La povertà incide profondamente sul tasso di abbandono scolastico e l’esclusione sociale. In Italia la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, è del 14,7% (contro una media europea dell’11%), dato che raggiunge il picco del 20% in Sicilia e in Sardegna. Il livello di istruzione dei genitori ha un notevole impatto sul futuro dei bambini. In Italia il 58,3% di minori sotto i 17 anni, i cui genitori hanno un titolo di studio che non supera la licenza media, sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, contro il 13% dei figli di genitori laureati.

La povertà minorile è segnata da profonde disuguaglianze in Italia e in Europa. Secondo dati Istat, 1,1 milioni di minori vivono in povertà assoluta, situazione particolarmente diffusa nel Sud Italia, dove viene colpito il 10,9% delle famiglie con bambini, contro l’8,6% del Nord. Rispetto alla media europea, i livelli di povertà minorile in Italia sono maggiori: in Italia il 32,1% dei giovani con meno di 17 anni è a rischio di povertà ed esclusione sociale, contro una media europea del 27,7%. Olanda e Germania riescono a mantenere tale rischio sotto la soglia del 20%.

Anche rispetto agli investimenti per l’infanzia l’Italia è indietro rispetto alla media europea: nel 2013 l’Italia ha destinato una quota di spesa sociale per infanzia e famiglie pari al 4,1%, contro l’8,5% della media europea, e ha investito fondi per fronteggiare l’esclusione sociale pari allo 0,7%, contro l’1,9% della media europea, portandoci al terz’ultimo posto nella classifica in Europa.

Relativamente ad attività fisica, alimentazione e tempo libero, più di un minore su dieci non può permettersi di fare sport o frequentare corsi extrascolastici; più di un bambo su 20 con meno di 15 anni non riceve un pasto proteico al giorno, né ha accesso a giochi da usare in casa o all’aperto; un bambino su tre non sa cosa voglia dire trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa.

Riguardo agli ambienti in cui vivono, il 39% dei bambini appartenenti a famiglie povere patisce il freddo perché i genitori non possono permettersi un’abitazione adeguatamente riscaldata, rischiando di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari, rispetto a una media europea del 24,7%. L’abitazione di oltre un bambino su dieci in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.

Per accedere a un estratto dell’Atlante clicca qui


di Flavia Belladonna

giovedì 17 novembre 2016
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