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e valore al futuro

RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE

Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni

Dal 2008 al 2014, il 40% della popolazione mondiale più povera ha visto aumentare il proprio reddito o le possibilità di consumo. In Italia, il divario di reddito tra il 20% più ricco della popolazione e il 20% più povero è aumentato dal 5,4 del 2006-2007 al 6,3 del 2016, rispetto a una media europea del 5,2.

Articoli

Stati Generali della Green economy 2017: l'opinione dei cittadini italiani alla vigilia delle elezioni

di Toni Federico, Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

La terza Relazione sullo stato della green economy in Italia documenta i risultati di un’indagine sulle opinioni dei cittadini sulle misure di green economy nelle città. Il Consiglio nazionale della green economy avanza dieci raccomandazioni ai partiti politici.
Novembre-Dicembre2017

Indicatori compositi e piattaforma Asset: come leggere le sfide di domani

di Andrea Stefani, Segretariato ASviS

Nel Rapporto per la prima volta presentiamo degli indicatori sintetici basati sui dati rilasciati dall’Istat. È difficile avere a che fare con oltre 160 indicatori, per questo abbiamo costruito questi indicatori sintetici per ogni Goal nel tempo.

L’Italia e le policy verso gli SDGs: la sfida della valutazione

di Davide Ciferri, Segretariato ASviS

Un disegno appropriato di politiche rivolte allo sviluppo sostenibile si scontra necessariamente con la complessità dell’Agenda 2030 e i diversi gradi di interrelazione tra le dimensioni degli SDGs. Come evidenziato nel Rapporto ASviS 2017, lo sviluppo di modelli di valutazione è necessario per l’identificazione dei potenziali tradeoff e degli strumenti più efficaci per il raggiungimento degli SDGs.

I risultati del Global Shaper Survey: come i millennials vedono il proprio futuro

di Efrem Garlando, Global Shapers, Vice-Curator Rome Hub

Secondo il più grande sondaggio su come i giovani vedono il futuro, il cambiamento climatico rappresenta per la metà degli intervistati la principale sfida. Seguono le guerre su larga scala e le disuguaglianze. Tra le speranze, invece, la tecnologia ricopre un ruolo fondamentale.

SDGs e migrazioni ordinate, sicure, regolari e responsabili: una svolta importante

di Valerio Calzolaio, giornalista e scrittore, autore di "Libertà di migrare"

Le migrazioni, libere o forzate, hanno accompagnato la storia dell’uomo fin dagli albori. Parlare oggi di migrazione è un tema delicato, ma occorre fare il punto sullo stato del fenomeno, definire politiche migratorie sistemiche e sostenere gli SDGs anche per limitare le migrazioni forzate.
Settembre-Ottobre 2017

Povertà e disuguaglianze: da un’agricoltura che accoglie all’empowerment femminile come strumento di crescita

a cura di Lucilla Persichetti, Segretariato ASviS

Lo sviluppo rurale che equilibra il tessuto sociale e voci di donne che guidano il cambiamento. Tra gli eventi del Festival su povertà e disuguaglianze il ritorno alla terra e la valorizzazione dei diritti femminili emergono come potenti vettori di sviluppo.
Maggio-Giugno 2017

Sustainable Development Goals per gli investitori responsabili

di Flavia Micilotta, direttore esecutivo di Eurosif

Il raggiungimento degli SDGs richiederà un investimento pari a 1,4mila miliardi di dollari nei Paesi in via di sviluppo a basso reddito: il settore privato e gli investitori hanno quindi un grande ruolo da svolgere. Promuovere l'adozione di criteri ambientali, sociali e di governo in tutta la catena del valore degli investimenti può incoraggiare maggiori investimenti privati nello sviluppo sostenibile, con un conseguente impatto positivo sulla società.
Maggio-Giugno 2017

Un viaggio nel futuro che dura 17 giorni, per cambiare il nostro presente

di Flavia Belladonna, Segretariato ASviS

Non solo dibattiti, ma anche presentazioni di libri e progetti, proiezioni cinematografiche, performance teatrali, mostre fotografiche e visite guidate. Da oggi è possibile accedere al sito dedicato al Festival dello sviluppo sostenibile per rimanere aggiornati su tutti gli eventi.
Aprile 2017

Un futuro per i nostri giovani

di Luciano Monti, Condirettore scientifico Fondazione Bruno Visentini e docente LUISS

Circa il 2,30% del Pil del nostro Paese è impiegato a mantenere il costo sociale ed economico dei Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano nè studiano: a pesare non è tanto il costo per lo Stato, 14mila euro all'anno per ciascuno, bensì la perdita di risorse “non sfruttate”. Il Rapporto 2017 sul divario generazionale curato dalla Fondazione Bruno Visentini prova a delineare uno scenario dell’Europa e dell’Italia nel 2030.
Marzo 2017

La qualità dello sviluppo e il benessere socio-economico

di Fulvio Fammoni, presidente Fondazione Di Vittorio

Gli istituti di ricerca Fdv e Tecnè hanno realizzato il “Rapporto sulla qualità dello sviluppo in Italia” con l’obiettivo di misurare lo stato di salute del Paese dal punto di vista delle disuguaglianze territoriali. Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto le regioni con la migliore performance. Campania, Sicilia e Calabria i fanalini di coda.
Marzo 2017

Con i giovani disegnamo ora il mondo di domani

di Laura Brunetti, responsabile Comunicazione e Relazioni esterne Feem, e Simone Cresti, Sdsn Mediterranean Project Manager

Sono necessari impegno, entusiasmo e un modo di pensare in discontinuità con il passato: per questo i giovani sono ora chiamati a mobilitarsi per immaginare percorsi che contribuiscano al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).
Marzo 2017

La ricchezza mondiale in mano a pochi

di Gianni Bottalico, Fondatore dell'Alleanza contro la Povertà

L’attuale sistema economico continua ad alimentare le disuguaglianze. Anche in Italia, di fronte al dilagare della povertà, servono piani mirati e nuove politiche economiche e monetarie, come suggerisce l'ultimo Rapporto Oxfam.
Gennaio 2017

Una carriera contro le disuguaglianze: l'eredità intellettuale di Anthony Atkinson

di Salvatore Morelli, ricercatore all'Institute for New Economic Thinking at the Oxford Martin School, University of Oxford

L'economista ha dedicato una vita alla comprensione del fenomeno sociale della povertà, alla sua misurazione e alla formulazione di proposte politiche per il suo superamento: un contributo cruciale per la promozione degli SDGs.
Gennaio 2017

Ridurre l’ineguaglianza. Un criterio per selezionare indicatori per l’Italia nell’Agenda Onu 2030

di Fabrizio Barca, Fondazione Lelio e Lisli Basso - Issoco e Flavia Terribile, Gran Sasso Science Institute e Segretariato ASviS

La disattenzione alle ineguaglianze, nel senso di pari opportunità di accesso alle condizioni necessarie per vivere la vita che si desidera vivere, è causa primaria della crisi attuale del capitalismo e delle democrazie, che procede attraverso un progressivo scollamento fra classi dirigenti e larghissime fasce della popolazione. Con l’adozione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile a essa collegati, la riduzione delle disuguaglianze viene riconosciuta, anche per i paesi industriali, come dimensione irrinunciabile dello sviluppo. E’ un’occasione da non perdere per concentrare l’attenzione e il confronto su alcuni indicatori di disuguaglianza e sulle politiche necessarie per ridurla. E’ un modo di contribuire a dare corpo alla missione che la nostra Costituzione affida alla Repubblica: “rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza” dei cittadini e dei lavoratori.
Luglio-Agosto 2016

Dall'Hlpf di New York un primo bilancio sull’Agenda 2030

di Elis Viettone con la collaborazione di Matteo Mancini – Segretariato ASviS

Tra gli importanti documenti presentati nel corso del High Level Political Forum on Sustainable Development che testimoniano il lavoro e gli sforzi compiuti si segnalano in particolare il rapporto del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, le 22 “National voluntary reviews” e lo studio dell’Ocse per aiutare i governi nazionali a definire le loro strategie per lo sviluppo sostenibile.
Luglio-Agosto 2016

La terza rivoluzione industriale: una nuova e radicale economia della condivisione

di Ottavia Ortolani, Segretariato ASviS

L'economia della condivisione può diventare un'economia circolare in cui beni e servizi sono ridistribuiti tra più utenti, ma sono necessari un cambiamento ideologico e una volontà politica forte, secondo l’analisi di Rifkin.
Gennaio-Febbraio 2018

Aderenti

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