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RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE

Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni

Dal 2008 al 2014, il 40% della popolazione mondiale più povera ha visto aumentare il proprio reddito o le possibilità di consumo. In Italia, il divario di reddito tra il 20% più ricco della popolazione e il 20% più povero è aumentato dal 5,4 del 2006-2007 al 6,3 del 2016, rispetto a una media europea del 5,2.

Gli italiani si interrogano su inclusione e tenuta del tessuto sociale nel 2018

L'indagine previsionale di Swg “Delphi 2018” rivela attitudini e preoccupazioni di cittadini e stakeholder per l'anno appena iniziato: immigrazione, lavoro e crescita economica tra le priorità.

Immigrazione, lavoro, ripresa: ecco le tre maggiori preoccupazioni dei cittadini italiani secondo il report previsionale “Delphi 2018”, realizzato da Swg, nel quale vengono considerati i protagonisti nazionali e internazionali, le parole chiave, le sfide per l'Italia e il mondo e le azioni da intraprendere nel 2018. Intervistando 500 cittadini e 200 stakeholder tra cui parlamentari, titolari  di piccole e medie imprese, onlus e settore accademico, la società triestina esperta in ricerche di mercato, sondaggi e osservatori ha individuato quelli che secondo gli italiani sono i temi cruciali che il Paese dovrà affrontare nel nuovo anno, a partire da un quadro globale caratterizzato dalle seguenti sette fonti di instabilità.

  1. Le spinte guerrafondaie a causa dell’instabilità in Medioriente, dove la scelta del presidente americano Trump su Gerusalemme ha causato reazioni e destabilizzato l'area, con le ambizioni russe e turche per una posizione egemonica.
  2. Le crisi della democrazia rappresentativa: i principali Paesi Ue si trovano in difficoltà nel creare governi stabili, con un sempre maggior ricorso a larghe coalizioni. Inoltre, si registra un pesante rancore sociale pronto a esplodere, mentre la mediazione tra tutti i segmenti della società e la politica risulta sempre più debole.
  3. L’emergenza climatica, per cui un cambio di rotta si scontra con gli interessi corporativi, i maggiori responsabili della fatica di stabilire una reale agenda per il futuro.
  4. Il persistere delle ansie e difficoltà rispetto ai flussi migratori, in generale senza assistere a segnali di politiche di apertura ai migranti ma vedendo anzi azioni orientate a una maggiore protezione e chiusura, in particolare verso l’Islam.
  5. La minaccia terrorista, vissuta come un’incognita, che prima o poi colpirà ancora, non si sa quando ma si sa che avverrà.
  6. Lo scontro tra popolo ed élite. Da una parte la classe dirigente perpetua un atteggiamento globalista e cosmopolita, dall'altro i popoli richiedono misure protezionistiche verso l’esterno e rispetto al traino dell'innovazione.
  7. Rallentamento dell’economia globale, dalla Brexit al caso spagnolo, alle difficoltà della Germania, con poco margine di aspettativa in un anno di risveglio economico.

Non stupisce quindi che il campione interpellato dia un grande rilievo alla necessità di un nuovo equilibrio di governo a partire dalla situazione attuale, in un Paese diviso in tre forze politiche principali, con la compagine trainata da Salvini e Berlusconi da una parte, il centrosinistra rappresentato dal Pd che ha perso la sua natura di coalizione ampia con l'ultima recente scissione dall'altra, e i Cinquestelle in una fase di stallo, capaci di avere un seguito nel centro-sud ma con poca presa nel centro-nord. Si spiega così la percezione di cittadini e stakeholder per i quali i protagonisti politici nel 2018 saranno proprio il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e il segretario del Pd, Matteo Renzi: gli unici in grado di offrire stabilità e continuità. Seguono Matteo Salvini (Lega Nord), Luigi Di Maio (M5S) e solo al quinto posto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

 

Diversa è la sensibilità di stakeholder e cittadini in merito alle prossime sfide globali. Se lavoro e immigrazione risultano sul podio di entrambi, per i primi bilancio e tasse sono tra le maggiori tre preoccupazioni, per i secondi è la ripresa economica a provocare più incertezza.

Destano inoltre apprensioni a tutti i livelli la tenuta sociale del Paese e il rischio che si apra una fase di tensioni e contraddizioni all'interno del tessuto sociale, per questo oltre all'attenzione verso la crescita si invoca un cambiamento più armonico e molti stakeholder ritengono fondamentali misure e politiche che considerino i temi dell’inclusione e della solidarietà.

di Elis Viettone

lunedì 08 gennaio 2018
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