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RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE

Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le Nazioni

Dal 2008 al 2014, il 40% della popolazione mondiale più povera ha visto aumentare il proprio reddito o le possibilità di consumo. In Italia, il divario di reddito tra il 20% più ricco della popolazione e il 20% più povero è aumentato dal 5,4 del 2006-2007 al 6,3 del 2016, rispetto a una media europea del 5,2.

Ocse: “In molti Paesi si vive meglio, ma l’ascensore sociale si è rotto”

Disparità inter e intra generazionali, “pavimenti” e “soffitti appiccicosi”, difficoltà per i figli di genitori poco istruiti : un rapporto analizza le ragioni della disuguaglianza sociale.

“In un certo numero di Paesi, c'è una crescente percezione che la mobilità sociale tra le generazioni sia diminuita e che, sempre di più, le fortune e i vantaggi dei genitori giochino un ruolo importante nella vita delle persone”, queste le parole del rapporto A Broken Social Elevator? How to promote social mobility, pubblicato il 30 giugno dall’Ocse, che prosegue: “cresce anche il pessimismo sulle possibilità di migliorare la propria situazione finanziaria nel corso della vita e questa tendenza è apparsa ben prima della crisi finanziaria globale”. Questo rapporto è stato redatto con il contributo di un team di analisti politici provenienti dalla Divisione occupazione e reddito dell'Ocse.

Nel contesto di maggiori disuguaglianze di reddito e opportunità, la mancanza di mobilità verso l'alto significa che molti potenziali talenti sono esclusi o rimangono sottosviluppati, e che molte opportunità di investimento non vengono sfruttate. All'opposto, la mancanza di mobilità al vertice può tradursi in rendite costanti per alcuni a con svantaggio di molti, a causa di un accesso ineguale a opportunità educative, economiche o finanziarie. “Il successo per chi è al vertice e per i propri figli non dovrebbe essere raggiunto a scapito degli altri”, dichiara il rapporto.

Ma esattamente, che cos’è la mobilita sociale? È un concetto molto vario. Può essere intesa come mobilità tra genitori e figli o nipoti (la cosiddetta mobilità intergenerazionale), oppure può comprendere solo le prospettive di mobilità all’interno della propria stessa generazione (mobilità intra-generazionale).  “Uno dei punti cardine del concetto di mobilità sociale è che la maggioranza delle persone comprende la mobilità solo come mobilità verso l'alto” si legge nel rapporto, “ma alti tassi di mobilità possono riflettere le stesse opportunità al rialzo come i rischi al ribasso”.

La maggior parte delle economie Ocse e di quelle emergenti ha registrato una sostanziale mobilità verso l'alto nel 2018, in termini assoluti: “in molti Paesi viviamo meglio dei nostri genitori”. Infatti, beneficiamo di livelli di reddito più alti, abbiamo un’istruzione di maggiore qualità, possediamo case ed elettrodomestici migliori, godiamo di servizi efficienti. Ma per altre importanti dimensioni della mobilità, vi sono minori possibilità di ulteriori miglioramenti nelle economie avanzate, mentre le economie emergenti hanno ampi margini di crescita. Una volta arrivati a un certo livello, infatti, il progresso rallenta necessariamente in alcune dimensioni chiave, come l'istruzione o la salute: “non tutti possono o vogliono ottenere un dottorato di ricerca e la salute non può migliorare indefinitamente”, spiega il documento.

Pertanto, la questione della mobilità relativa, vale a dire la possibilità di raggiungere una posizione migliore o peggiore nella distribuzione di reddito, istruzione, salute, rispetto a quella dei propri coetanei, acquista sempre più importanza nel dibattito pubblico, specialmente nelle economie avanzate, ed è uno dei punti cardine del documento Ocse.

Un ruolo fondamentale nell’analisi compiuta dall’organizzazione è giocato dai cosiddetti “pavimenti” e “soffitti appiccicosi”. I "pavimenti appiccicosi" sono quei fattori di mobilità sociale che impediscono alle persone di “salire nella scala”, come ad esempio crescere in famiglie con poca o nessuna ricchezza e avere genitori con problemi di salute. Inoltre, afferma il documento, “quattro persone su dieci con genitori scarsamente istruiti hanno un’istruzione secondaria inferiore, e solo una su dieci ottiene l'istruzione terziaria”.

 

I "soffitti appiccicosi", invece, sono accumuli di opportunità che permettono a coloro che si trovano nella parte superiore della distribuzione di assicurarsi che i vantaggi vengano trasferiti ai figli. Infatti, “gli individui con genitori più istruiti tendono ad avere risultati educativi migliori in termini di alfabetizzazione” e, inoltre, “i bambini finiscono in occupazioni simili ai loro genitori benestanti nella maggior parte dei casi”.

“I rischi e le opportunità sono nel mezzo” afferma il documento. La mobilità del reddito è più alta per chi vive nella classe media. Questo non si traduce solo in maggiori opportunità per la classe media rispetto ad altri gruppi, ma anche in maggiori rischi di cadere in basso dopo eventi della vita inaspettati, come disoccupazione o divorzio. “Una famiglia su sette della classe media, e una su cinque tra quelle che vivono vicino alle fasce più basse può scivolare del 20% in un periodo di quattro anni”.

I modelli di mobilità variano molto tra Paesi e gruppi di Paesi. Ad esempio, la mobilità sociale, in particolare in termini di guadagni, occupazione e istruzione, è molto alta nella maggior parte dei paesi nordici, e piuttosto bassa in molti paesi dell'Europa continentale, soprattutto in termini di guadagni, nonché nelle economie emergenti. La maggior parte dei Paesi dell'Europa meridionale mostra invece indicatori di mobilità relativamente bassi in termini di istruzione o occupazione, ma leggermente migliori in termini di mobilità degli utili. In quest’ultimo campo si comportano relativamente bene paesi come Canada o Nuova Zelanda, mentre nella mobilità per l’occupazione troviamo in testa Stati Uniti e Regno Unito.  Giappone e Corea primeggiano nella mobilità scolastica. Allo stesso tempo, però, i “pavimenti appiccicosi” e “soffitti appiccicosi” sono particolarmente pronunciati in Germania e negli Stati Uniti.

“Non vi è nulla di immodificabile nel fatto che il vantaggio o lo svantaggio socio-economico siano passati da una generazione all'altra, o che i pavimenti e i soffitti rimangano persistentemente appiccicosi”, dichiara il documento. Grandi differenze nei risultati di mobilità tra i paesi suggeriscono che c'è spazio per politiche che rendano le società più mobili. Ad esempio, i paesi che in passato hanno speso di più per l'istruzione tendono ad avere una maggiore mobilità educativa. Lo stesso discorso vale per il settore sanitario. Ma non conta solo la quantità di risorse devolute, ma anche la loro qualità, il loro uso efficace e il loro orientamento ai gruppi svantaggiati. “La risposta politica non si deve quindi limitare a spendere di più nel complesso”, conclude l’Ocse, “bensì a destinare la spesa a programmi efficaci e garantirne la qualità e un accesso equo”.

Scarica il report completo

 

di Flavio Natale

venerdì 06 luglio 2018
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