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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Nel 2015, il 54% della popolazione mondiale (4 miliardi di persone) viveva nelle città, mentre si prevede che entro il 2030 saranno in totale cinque miliardi le persone che risiederanno in agglomerati urbani. In Italia, nel 2015 l’11,3% della popolazione soffriva di disagio abitativo nelle aree densamente popolate, contro una media Ue del 5,2%.

Prima analisi degli SDGs a livello regionale: il Rapporto Lombardia 2017

Il Rapporto di Éupolis declina gli Obiettivi sul territorio e confronta il posizionamento lombardo con quello dei 21 Paesi europei facenti parte dell’Ocse.

Il Rapporto Lombardia 2017 indaga su come un livello di governo sub-nazionale possa contribuire al conseguimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030  (SDGs) declinandoli sul territorio, analizzando le politiche regionali più rilevanti rispetto ai target di interesse, e presentando prospettive e possibili sviluppi. Si tratta quindi di uno strumento di analisi di contesto che può orientare e sostenere le scelte strategiche dei decisori lombardi, anche in vista della possibile implementazione a livello regionale della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.

Il documento, prima analisi completa degli SDGs a livello regionale, è stato realizzato da Éupolis Lombardia, l’Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione di Regione Lombardia, ed è stato presentato in un convegno che si è tenuto a Milano il 3 luglio. All’evento ha partecipato anche il portavoce dell’Alleanza, Enrico Giovannini, in quanto componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Istituto.

Interessante il confronto tra la Lombardia e i 21 Paesi dell’Ue facenti parte dell’Ocse (Ue21) in termini di posizionamento rispetto agli SDGs. Gli Obiettivi 7 e 13 dell’Onu vengono trattati in un unico capitolo, mentre non viene trattato l’Obiettivo 14 sulla conservazione degli oceani e dei mari, vista la collocazione geografica della regione. Ecco alcuni dei dati che emergono dall’analisi:

  • Ridurre povertà e vulnerabilità. Sebbene la povertà nella regione sia al di sotto della media nazionale, l’incremento è più significativo. È anche molto più bassa l’incidenza di persone a rischio di povertà o esclusione sociale: mentre l’Italia è il penultimo dei Paesi Ue21, la Lombardia si colloca dopo i primi quattro Paesi Ue21. In termini di deprivazione materiale l’Italia è terzultima nella classifica Ue21, ma anche la Lombardia è nella seconda metà della classifica.
  • Agricoltura e nutrizione sostenibili. La produttività lombarda è significativamente superiore ai valori nazionali ed europei, ma il rapporto tra spesa pubblica in agricoltura e produttività è inferiore del 20% rispetto a quello nazionale. In termini di quota della superficie agricola destinata ad agricoltura biologica (2,06%), la regione è molto al di sotto del dato medio nazionale (7,9%).
  • Buona salute. Il dato lombardo relativo all’aspettativa di vita alla nascita è il più alto di tutti i Paesi Ue21 (83,2 anni). Seguono la Spagna (83,0), l’Italia (82,7) e la Francia (82,4). I meno longevi sono i polacchi (76,7), gli slovacchi (76,7) e gli ungheresi (75,7).
  • Educazione di qualità. I tassi di scolarità lombarda sono molto più alti di quelli nazionali, ma in termini di giovani che abbandonano prematuramente l’istruzione e la formazione, la regione fa di poco meglio dell’Italia: 12,7% contro 13,8% in Italia e un valore mediano Ue21 del 7,9%.
  • Parità di genere. Il rapporto tra quote percentuali di popolazione attiva femminile e maschile è migliore rispetto all’Italia. Il 4% delle donne lombarde ha subito violenza fisica o mentale nell’ultimo anno: il dato è solo di poco inferiore a quello nazionale (4,5%).
  • Acque pulite.  I livelli garantiti di acqua potabile in Lombardia sono tra i più alti in Italia, anche a fronte di un ciclo di depurazione in cui il carico organico depurato in relazione a quello generato è pari al 96%.
  • Energia pulita e azioni per il clima. L’accesso all’energia è ampiamente garantito, con una quota di consumi coperti da rinnovabili pari al 12,5%. Questa percentuale è superiore a quella italiana, ma inferiore rispetto alle altre regioni del Nord. La Lombardia è poi l’unica regione italiana ad aver adottato una Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici.
  • Occupazione e crescita economica. Nonostante il Pil pro capite lombardo sia diminuito tra il 2011 e il 2014, i livelli registrati sono stati comunque superiori rispetto al dato nazionale. Stabile il tasso di disoccupazione, anche se è diminuito tra i più giovani.
  • Innovazione e infrastrutture. L’infrastruttura fisica ha indicatori di accessibilità superiori rispetto alla media italiana. La regione è anche la prima in Italia per numero di brevetti e start-up innovative.
  • Ridurre le disuguaglianze. Nonostante il reddito medio delle famiglie lombarde sia superiore alle altre regioni, la disparità tra i redditi netti è tornata a crescere.
  • Città e territori sostenibili. Se la qualità delle abitazioni e quella del trasporto pubblico locale sono al di sopra della media nazionale, è invece al di sotto lo spazio di verde pubblico.
  • Produzione e consumo responsabili. Il territorio lombardo è utilizzato intensivamente sia rispetto alle risorse non rinnovabili sia rispetto a quelle biologiche. Solo il 5% dei rifiuti urbani provenienti da raccolta differenziata vengono conferiti in discarica.
  • Tutelare ambiente e biodiversità. Sebbene la superficie forestale lombarda sia inferiore alla media nazionale, la Lombardia è la regione che effettua il maggior numero di controlli su piante e animali al rischio.
  • Istituzioni efficaci e affidabili. In termini di giustizia, nelle carceri lombarde 14 detenuti su 100 sono in attesa di giudizio, contro i 16 su 100 in Italia. Inoltre, la percentuale di individui che dichiarano di avere difficoltà ad accedere ai servizi pubblici è molto ridotta.
  • Promuovere le partnership per gli obiettivi. In termini di intervento pubblico nella cooperazione allo sviluppo, in Lombardia sono attive 105 Ong e sono particolarmente significative le attività promosse dalle università e dagli enti locali.

Scarica i materiali:

 

di Lucilla Persichetti

 

mercoledì 05 luglio 2017
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