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CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI

Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Nel 2015, il 54% della popolazione mondiale (4 miliardi di persone) viveva nelle città, mentre si prevede che entro il 2030 saranno in totale cinque miliardi le persone che risiederanno in agglomerati urbani. In Italia, nel 2015 l’11,3% della popolazione soffriva di disagio abitativo nelle aree densamente popolate, contro una media Ue del 5,2%.

Per un’Agenda urbana nazionale serve una visione strategica sul ruolo delle città

Secondo il 3° rapporto Urban@it, la politica dedica una nuova attenzione ai contesti urbani, ma non bastano le soluzioni emergenziali senza progetti di lungo termine. Serve grande attenzione alle periferie.

E’ stato presentato il 20 ottobre presso l’Università di Bologna il terzo rapporto annuale di Urban@it sulle città, dal titolo “Mind the gap. Il distacco tra politiche e città. All’evento, che è stato aperto da Walter Vitali, direttore di Urban@it e coordinatore del gruppo di lavoro 11 dell’ASviS sulle città sostenibili, è intervenuto anche il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini.  

Il lancio del rapporto è avvenuto dopo la pubblicazione, l’11 ottobre, del dossier di Anci e Urban@it "Rigenerazione urbana: un progetto per l'Italia - Dossier sui Progetti di Comuni e Città Metropolitane per il Bando Periferie”, che richiama anche il lavoro svolto da Urban@it con l’ASviS elaborando il documento “Un’Agenda per lo Sviluppo Urbano Sostenibile”.

Al centro del documento presentato a Bologna è il tema dell’incontro “incompleto” tra città e politiche, delineando le forme in cui si articola la distanza che separa il tessuto sociale urbano dalle risposte delle istituzioni.

Il rapporto sottolinea che, dopo anni di stasi, una serie significativa di provvedimenti è tornata ad occuparsi di città. Le politiche italiane sembrano quindi dedicare nuova attenzione ai contesti urbani e ricercare in essi soluzioni, idee, risorse e attori capaci di affrontare le sfide della società contemporanea. Ma se da una parte questa tendenza suggerisce una riduzione delle distanze tra politiche e città, dall’altra Urban@it sottolinea che le politiche non hanno ancora adottato una visione strategica del ruolo delle città nello sviluppo del Paese.

Quello tra contesti urbani e politiche pubbliche è quindi un gap che si riduce e al tempo stesso si riconfigura nello scarto tra retoriche e pratiche, interventi emergenziali ed esigenze di lungo termine, logiche settoriali e bisogno di politiche integrate. Per colmare queste distanze, Urban@it ritiene essenziale sviluppare processi di co-progettazione “capaci di favorire apprendimento reciproco tra politiche e città, incrementando la capacità istituzionale, favorendo l’apertura delle politiche pubbliche al riconoscimento delle pratiche dal basso, dei logo linguaggi e dei loro codici”.

Solo in questo modo sarà possibile riconciliare le politiche con il territorio e disegnare una Agenda nazionale per le politiche urbane in grado di affrontare efficacemente, “dall’alto”, i temi che emergono “dal basso”, come quello delle difficoltà del welfare e in particolare del terzo settore,  caricato di compiti crescenti con risorse bloccate o decrescenti, quello delle migrazioni e dell’accoglienza dei rifugiati, o ancora il tema dell’abitare e della limitata possibilità del sociale di gestire le forme più gravi di povertà e marginalità.

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di Lucilla Persichetti

lunedì 23 ottobre 2017
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