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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale, il Material footprint, che indica i flussi di risorse minerali e organiche che sono state rimosse dall’ambiente per produrre un bene, è passato dai 48,5 miliardi di tonnellate del 2000 a 69,3 miliardi di tonnellate nel 2010. In Italia si stanno affermando modelli di produzione e consumo più responsabili, ma occorre sensibilizzare i cittadini sulla riduzione degli sprechi.

Una vacanza in viaggio può far bene agli obiettivi di sviluppo sostenibile

Può il turismo contribuire allo sviluppo sostenibile? E’ la domanda cui l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite ha cercato di dare una risposta nel Rapporto “Tourism for development”.

Aumentare la consapevolezza del ruolo del turismo nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. E’ lo scopo del Rapporto “Tourism for development” pubblicato dall’Unwto, l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni unite. Il rapporto evidenzia la correlazione tra turismo e molti degli SDGs e rafforza la necessità di integrare la sostenibilità nelle pratiche turistiche.
Il turismo può funzionare da volano per la crescita economica, migliora la qualità vita, protegge l’ambiente, preserva il patrimonio culturale e può garantire la pace. Sono questi gli aspetti principali su cui si concentra il rapporto, suddiviso in due volumi, che raccoglie le best practice di settore a livello globale. Un settore con potenzialità enormi e che non può essere sottovalutato; secondo l’International Labour Organization entro il 2026 il turismo creerà 136 milioni di nuovi posti di lavoro.

Per sfruttare le opportunità offerte in ciascuno dei settori sopra citati bisognerà coordinare le parti interessate e superare le sfide che il sistema turismo impone, prima fra tutte la necessità di sviluppare un modello di business solido e stabile. Attualmente i bassi livello di investimento, l’accesso limitato ai finanziamenti, la carenza di competenze specializzate sono i limiti con cui bisogna fare i conti. Riformare la politica, regolamentare le attività turistiche, investire nelle risorse umane e coinvolgere le comunità, sono i passi da compiere per garantire un futuro più green al settore turistico. Concetti ancora più importanti se applicati ai Paesi in via di sviluppo.

Nel mondo sono tante le iniziative degne di nota che dimostrano quanto il turismo possa contribuire allo sviluppo sostenibile. Nella zona montuosa del Ladakh, in India, il progetto “Global Himalayan Expedition” è un'iniziativa con un forte impatto sociale che sfrutta il turismo e la tecnologia per fornire energia pulita, educazione digitale, connettività, accesso e opportunità di creazione di mezzi di sussistenza alle comunità montane remote.

Crescita economica e sociale, nuove opportunità di lavoro, equità di genere, investimenti in infrastrutture, sono tutti aspetti legati al turismo sostenibile. Un turismo che deve continuare a crescere dissociandosi dal degrado ambientale e dall’uso indiscriminato delle risorse. E’ necessario mettere in campo strategie di sviluppo basate sull’uso efficiente delle risorse, valutando correttamente l’impatto che le attività turistiche avranno sul territorio e sulle popolazioni. L’approccio all’uso delle risorse basato sulle tre “R” ridurre, riutilizzare e riciclare, può essere un ottimo punto di partenza.

Sensibilizzare i turisti verso comportamenti ecologici, riconoscere l’importanza dei siti e delle risorse, contribuisce alla conservazione dell’importante patrimonio naturale e culturale a nostra disposizione. Secondo il Rapporto, collegare la cultura all’offerta turistica facilita la rigenerazione urbana, incoraggia l’interazione ospite-turista e promuove la creatività locale.
Per far sì che il turismo dia il massimo contributo allo sviluppo sostenibile, serve innanzitutto integrazione tra i due aspetti. Serve un coordinamento efficace a livello internazionale, nazionale e locale che sappia pianificare, guidare e sostenere il turismo sostenibile e che allo stesso tempo monitori i risultati.

di Tommaso Tautonico

martedì 03 luglio 2018
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