per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale, il Material footprint, che indica i flussi di risorse minerali e organiche che sono state rimosse dall’ambiente per produrre un bene, è passato dai 48,5 miliardi di tonnellate del 2000 a 69,3 miliardi di tonnellate nel 2010. In Italia si stanno affermando modelli di produzione e consumo più responsabili, ma occorre sensibilizzare i cittadini sulla riduzione degli sprechi.

Milano e altre 22 città dichiarano il loro impegno verso l’obiettivo “rifiuti zero”

La “Advancing towards zero waste declaration” prevede entro il 2030 di ridurre la generazione dei rifiuti solidi per capita di almeno il 15% e la quantità di rifiuti smaltiti in discarica di almeno il 50%. 14/9/2018

Se l’obiettivo “rifiuti zero” poteva suonare come un’utopia adesso diventa un impegno ufficiale sottoscritto da 23 sindaci di alcune fra le più grandi città del mondo. Lo scorso 28 agosto diverse metropoli, fra cui anche Milano, hanno infatti aderito alla “ Advancing towards zero waste declaration”, un’iniziativa  lanciata dalla Ngo C40  per contrastare il cambiamento climatico.

Il settore dei rifiuti, come sottolineato nella Dichiarazione, è uno dei maggiori contribuenti alla generazione di gas serra. Secondo un recente Rapporto dell’Unep, se si prendono in considerazione tutte le relative attività di gestione dei rifiuti, come lo smaltimento, il riciclaggio, il compostaggio e il  trattamento, il settore apporta circa 20% delle emissioni globali di gas serra. Un settore particolarmente critico è quello alimentare; secondo le stime della Fao, un terzo della produzione mondiale non viene utilizzato, comportando uno spreco che equivarrebbe a circa l’8 % delle emissioni.

La Advancing Towards Zero Waste Declaration impegna dunque le città al raggiungimento di tre traguardi per il 2030; ridurre la generazione dei rifiuti solidi per capita di almeno il 15%, ridurre la quantità di rifiuti smaltiti in discarica di almeno il 50%, ed infine aumentare il tasso di diversione dalle discariche e dall'incenerimento di almeno il 70%. Tutti e tre da misurarsi rispetto ai valori del 2015. Tradotta nella pratica, la strategia “rifiuti zero” prevede l’adozione di misure come l’abolizione della plastica monouso, recentemente proposta anche dall’Unione Europea, l’adozione  della “Responsabilità estesa del produttore” per il riciclo e il recupero dei materiali e la promozione di prodotti facilmente riparabili o biodegradabili.

In Italia soltanto la città di Milano ha sottoscritto la Dichiarazione. In precedenza, il capoluogo lombardo si era già distinto per la buona gestione dei rifiuti; oltrepassando la soglia del 55% di raccolta differenziata e classificandosi fra le migliori città europee. Va detto però che l’obiettivo “rifiuti zero” non sia poi così nuovo nel panorama italiano e che sono stati proprio i piccoli centri urbani i primi ad averle accolte. A cominciare è stato nel 2007 il comune toscano di Capannori,  dal quale poi si è diffusa l’iniziativa “Zero waste Italy”, che ad oggi conta oltre 275 comuni in lungo tutto il territorio nazionale. Nonostante l’Italia si  sia classificata al primo posto per il riciclo in Europa; quello dei rifiuti urbani rimane, purtroppo,  ancora un vecchio problema del Sud del Paese, dove il tasso di riciclaggio è di gran lunga inferiore (mentre è maggiore il costo del loro trattamento).

Perché lo “zero waste” non rimanga solo uno slogan, occorre quindi un impegno attivo delle città che, come sottolineato nella stessa Dichiarazione, sarà decisivo per concretizzare gli Accordi di Parigi.

di Francesca Cucchiara

 

 

 

venerdì 14 settembre 2018
#ASviS_Altre_News #goal12 #goal11

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale