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CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI

Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

A livello globale, il Material footprint, che indica i flussi di risorse minerali e organiche che sono state rimosse dall’ambiente per produrre un bene, è passato dai 48,5 miliardi di tonnellate del 2000 a 69,3 miliardi di tonnellate nel 2010. In Italia si stanno affermando modelli di produzione e consumo più responsabili, ma occorre sensibilizzare i cittadini sulla riduzione degli sprechi.

Il contributo dell’arte nella lotta ai cambiamenti climatici

Emissioni di CO2 diminuite del 35% e consumi energetici ridotti del 23% dal 2012, con un risparmio di 16,5 milioni di sterline. Sono i risultati ottenuti dalle organizzazioni artistiche e culturali dell’Arts Council England. 10/12/2018

L’arte e la cultura sono tra i più potenti driver del cambiamento. Ci aprono la mente, ci fanno emozionare e ci spingono all’azione”. Con queste parole Christiana Figueres, ex Segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfcc - United Nations Framework Convention on Climate Change), introduce “Sustaining Great Art and Culture”, il rapporto dell’Arts Council England dedicato alla sostenibilità del mondo artistico.
Il Rapporto, diffuso a novembre, è il frutto di una partnership avviata nel 2012 tra l’Arts Council England, ente pubblico inglese impegnato nella promozione dell’arte e della cultura, e l’associazione benefica Julie’s Bicycle, che sostiene le comunità artistiche impegnate in favore della sostenibilità.

Come dimostrano i dati del Rapporto, le arti e le organizzazioni culturali possono ridurre il loro impatto sull’ambiente. La maggior parte degli enti appartenenti al National Portfolio Organisations (Npo) dell’Art Council England (centinaia di organizzazioni) hanno ridotto le loro emissioni di anidride carbonica del 35% dall’inizio del programma nel 2012/2013. Inoltre, i loro consumi energetici sono diminuiti del 23%, con un risparmio economico pari a 16,5 milioni di sterline. Negli ultimi sei anni, in tutta l’Inghilterra è cresciuto il numero di teatri, biblioteche, musei e auditorium che hanno messo in campo politiche ambientali mirate. Grazie all’installazione di pannelli solari, lampade a led, ottimizzazione dei viaggi e delle trasferte, il contributo delle organizzazioni nella lotta ai cambiamenti climatici ha dato ottimi risultati che vanno ben oltre gli aspetti ambientali.
Il 43% delle organizzazioni Npo dichiara che l’impegno ambientale ha favorito nuove partnership e collaborazioni; il 70% ritiene che l’impegno nella sostenibilità rende il personale più coinvolto e motivato; il 75% afferma che l’adozione di una policy ambientale facilita l’accesso ai finanziamenti.

Le arti hanno il potere di educare, stimolare, ispirare. In un momento delicato come quello che stiamo attraversando, dove l’attenzione per il clima non è mai stato così alto, abbiamo bisogno della loro influenza. Artisti e organizzazioni culturali possono dare forma alle conversazioni sull'ambiente, possono lanciare sfide ed essere provocatori, possono informare e aprire le nostre menti.

Nel corso degli anni le iniziative in questa direzione si sono moltiplicate: a Manchester è nato il Manchester Arts Sustainability Team, un gruppo di organizzazioni che lavorano per fornire alla città la prima strategia di cambiamento climatico. La città di Scarborough ospita Invisible Dust, un’organizzazione di beneficienza che lavora con i principali artisti e scienziati per produrre opere d’arte uniche, emozionanti, contemporanee, che esplorano l’ambiente e sensibilizzano sui cambiamenti climatici con il motto “Rendiamo visibile l'invisibile”. Il Brewery Arts Center di Kendal ha evidenziato i problemi relativi alla plastica nell’acqua potabile con la mostra “Plastic on the Menu”.  Nel 2017, The Poetry Society di Londra ha coinvolto alcuni giovani scrittori tra gli 11 e i 25 anni nella produzione di oltre 500 poemi sulle tematiche legate ai cambiamenti climatici. I Am The Universe (in collaborazione con l'Università di Leeds), Turn Up The Volume (con Oxfam), Namedropping (con People Need Nature) e Melting Ice (con National Maritime Museum), questi i nomi dei programmi culturali avviati che, grazie a workshop, pubblicazioni e performance teatrali, hanno raggiunto un pubblico di 11mila persone.

Questi sono solo alcuni esempi di quanto è stato fatto, ma la vera sfida è legata al futuro. Grazie ai risultati ottenuti sinora dal settore artistico e culturale, l'Arts Council England e la Julie's Bicycle puntano a nuovi e ambiziosi traguardi. Per questo hanno inaugurato due programmi di lavoro specifici: Accelerator, che offre alle organizzazioni risorse e competenze per sviluppare idee e progetti innovativi in campo ambientale e The Spotlight Program, uno schema mirato di riduzione dell’impronta di carbonio dedicato alle organizzazioni con grandi infrastrutture.

 

di Tommaso Tautonico

lunedì 10 dicembre 2018
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