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LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Nel 2016, le temperature globali hanno raggiunto livelli da record, superando di 1,1°C quelle dell’era preindustriale. L’Italia nel 2017 ha prodotto la proposta di un Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), la creazione della nuova Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (Snss) e l’annuncio della preparazione del Piano Nazionale Clima ed Energia.

CoordFree: “Dal governo subito una strategia energetico-climatica per l'Italia”

Passare dall'attuale Strategia energetica nazionale a una Strategia energetico-climatica, per contribuire al contenimento della crescita della temperatura globale sotto i 2 °C: così la richiesta del Coordinamento Free all'esecutivo

Una nuova strategia in materia energetica per il Paese che tenga conto anche delle implicazioni di scelte e politiche sul cambiamento climatico. Così il Coordinamento Free (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), composto da più di 20 associazioni impegnate su questi temi, nella conferenza stampa alla Camera il 25 gennaio ha proposto una nuova terminologia per indicare una visione più attenta alla questione climatica: non più l'attuale Strategia energetica nazionale (Sen) ma piuttosto una Strategia energetico-climatica (Sec).

Da Greepeace al Wwf, dall'Associazione Nazionale Costruttori di Impianti al Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione, passando per il Politecnico di Milano, le associazioni e realtà che compongono il Coordinamento Free hanno voluto ancora una volta ribadire la necessità di tracciare una strada da percorrere per rispettare gli accordi sottoscritti a Parigi, ovvero garantire una riduzione tra l'80 e il 95% delle emissioni climatiche rispetto al 1990, entro il 2050.

Inoltre, sempre per quella scadenza, l'Italia si è impegnata a produrre il totale del proprio fabbisogno energetico a partire da fonti rinnovabili, obiettivo per cui l'attuale previsione di arrivare al 2030 con una percentuale di approvvigionamento energetico da fonti alternative del 27% risulta ancora inadeguato e bisognerebbe invece, sottolinea il Coordinamento, puntare a ricavare già nel 2030 un 40% dell'energia dalle rinnovabili.

Ecco perché una pianificazione a lungo termine, con un approccio integrato e sinergico, risulta ancora più cruciale, riguardando diversi aspetti quali l'agricoltura, l'industria, le città, i boschi e le infrastrutture.

Come si legge nel documento presentato da CoordFree, allo scopo di “Contribuire in modo efficace (anche sotto il profilo economico e occupazionale) al contenimento sotto 2 °C della crescita della temperatura globale, facendo il possibile per limitarla a 1,5 °C, come prescritto dall’Accordo di Parigi”, questa Strategia Energetico-Climatica dovrebbe innanzitutto:

  1. essere il più possibile condivisa, grazie a un approfondito processo preliminare di consultazione
  2. avere come orizzonte temporale il 2050 e indicazioni operative al 2030;
  3. definire gli obiettivi e le azioni settoriali coerenti con il quadro strategico complessivo, massimizzando le reciproche sinergie.

La Sec infatti, spiega il documento, attraverso innovazioni tecnologiche, organizzative e territoriali, dovrà promuovere, a partire dai programmi in materia di fonti rinnovabili di energia, l'uso razionale dell’energia e l'economia circolare, finalizzata al riutilizzo e valorizzazione sostenibili dei prodotti a fine vita e dei residui.

Proficua secondo il CoordFree sarebbe l'elaborazione di un provvedimento simile a quelli introdotti in Francia e nel Regno Unito, che hanno pianificato la loro produzione energetica affinché aumentassero le opzioni “carbon free” nei tempi richiesti, proprio per rispettare il limite dei due gradi.

di Elis Viettone

mercoledì 15 febbraio 2017
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