per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Nel 2016, le temperature globali hanno raggiunto livelli da record, superando di 1,1°C quelle dell’era preindustriale. L’Italia nel 2017 ha prodotto la proposta di un Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), la creazione della nuova Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (Snss) e l’annuncio della preparazione del Piano Nazionale Clima ed Energia.

Elezioni 2018: appello "La scienza al voto" firmato dai partiti

L'accordo pre-elettorale impegna i firmatari su quattro punti: misure per la decarbonizzazione, efficiente energetica,  cooperazione allo sviluppo e la lotta alla desertificazione, istruzione sul cambiamento climatico.

“Le elezioni politiche sono imminenti e decideranno il futuro del nostro Paese. In questo contesto si dibatte, giustamente, di lavoro, sicurezza, immigrazione, salute, tasse, sviluppo economico, cioè dei temi che preoccupano maggiormente gli italiani”. Così si apre il documento redatto da 19 tra i maggiori scienziati italiani che si occupano di cambiamenti climatici e ambiente, raccolti nel Comitato scientifico “La Scienza al Voto”, firmato da quasi tutti i partiti in gara per le elezioni.

L'accordo pre-elettorale impegna i firmatari su 4 punti: adottare misure per la decarbonizzazione (anche con incentivi fiscali), applicare l'Accordo di Parigi sul clima attraverso un'efficiente strategia energetica, aumentare la cooperazione allo sviluppo e la lotta alla desertificazione nei paesi a rischio migrazione, promuovere informazione e formazione della popolazione sui temi del cambiamento climatico e dell'Agenda 2030.

“Perché allora una lettera aperta alle forze politiche da parte di 19 scienziati italiani che si occupano di cambiamenti climatici e ambiente?", chiede il documento, "Proprio per parlare di questi temi, in verità. Perché l’ambiente non è un argomento in più da introdurre nella campagna elettorale, bensì il quadro all’interno del quale, già oggi e ancor più in futuro, è inscritto il progresso del nostro Paese: il contesto insomma di cui è necessario tenere conto per poter risolvere, in modo efficace e scientificamente fondato, i problemi che ci interessano”. Il messaggio è chiaro: solo tenendo conto del contesto ambientale, sempre più critico nel nostro Paese, potremo affrontare le sfide che preoccupano maggiormente gli elettori. Le criticità ambientali tenderanno infatti ad amplificare i danni già recati al settore delle attività produttive (in particolare l’agricoltura, che deve affrontare il moltiplicarsi di eventi climatici estremi, con l’alternarsi di siccità e inondazioni), del territorio (l’intensificarsi delle alluvioni, l’erosione e l’innalzamento del mare) e della salute (l’aggravarsi delle ondate di calore e l’incremento dell’inquinamento atmosferico di origine fotochimica aumentano le patologie e la nostra stessa mortalità).

“E’ ormai chiaro come i prossimi cinque anni saranno decisivi, in Italia e nel mondo, per cercare di cambiare direzione e mitigare il riscaldamento globale attraverso l’uscita dai combustibili fossili”, dichiara il documento, e continua “abbiamo identificato molte possibili soluzioni scientificamente fondate e rilevato come esse incidano sui temi prioritari di questa campagna elettorale”. Tra queste proposte, alcune molto interessanti come quelle su lavoro e immigrazione.

Per quanto riguarda il lavoro, il comitato afferma che: “lo sviluppo di un sistema energetico più efficiente e basato sulle energie rinnovabili è un modo concreto per creare nuovi posti di lavoro, e, en passant, contribuire a evitarci i danni climatici peggiori”. Questo impegno richiede un corrispettivo impegno economico, finalizzato a ricerca e sviluppo, specialmente nel settore agricolo. In questo campo di produzione, infatti, i cambiamenti climatici richiedono un adattamento delle strutture, e l’adattamento ha a sua volta bisogno di tecniche innovative e professionalità. Una possibile forma di adattamento potrebbe avvenire tramite l’installazione di cicli produttivi circolari in grado di riutilizzare le materie prime, in modo da “dare vita a produzioni manifatturiere ad alta innovazione e in larga misura finalmente non delocalizzabili”.

Un piano di implementazione delle risorse idriche, allo stesso modo, potrebbe portare lavoro e maggiore sicurezza per i cittadini. Inoltre, “un piano nazionale di lotta all’inquinamento atmosferico nelle aree urbane, oltre a favorire imprenditoria innovativa, ridurrebbe i problemi di salute e allo stesso tempo la spesa”.

Anche l’immigrazione sarebbe particolarmente favorita dalla lotta al cambiamento climatico e da un investimento nelle energie rinnovabili. “Progetti di cooperazione per l’esportazione di tecnologie rinnovabili e l’adattamento nella zona del Sahel (da cui arriva il 90% circa dei migranti nel nostro Paese)”, afferma il documento “aiuterebbero ad attenuare i fenomeni migratori in quanto il recupero di terreni degradati o desertificati a foresta e ad agricoltura offrirebbe alle popolazioni locali le risorse per restare”.  

A sottoscrivere il documento sono stati Paolo Arrigoni (Lega), Michele Governatore (+Europa), Stefano Mazzetti (Pd), Grammenos Mastrojeni (Insieme), Fabio Rampelli (Fdi), Paola Natalicchio (LeU) e Michela Bechis (Potere al Popolo).

di Flavio Natale

giovedì 15 febbraio 2018
#ASviS_Altre_News #goal13

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale