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LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo della storia e la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera ha raggiunto un nuovo record. Con il nuovo Piano nazionale integrato energia e clima l’Italia si è data nuovi obiettivi nel contenimento delle emissioni, mentre la proposta di Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) è rimasta allo stadio di bozza dal 2017.

Oceani: temperature in aumento e rischio di innalzamento dei mari

I dati diffusi dalla rivista Science dimostrano che se non si interverrà tempestivamente, la temperatura degli oceani aumenterà di 0,78 gradi entro la fine del secolo, portando a un innalzamento dei mari di 30 centimetri. 25/1/2019

Il contenuto di calore dell’oceano (Ohc) sta aumentando a causa dell’azione dei gas serra, al punto che il 2018 potrebbe essere ricordato come l'anno più caldo per gli oceani.  

A sostenerlo, uno studio congiunto dell’università americana di Berkeley e dell’Accademia cinese delle scienze di Beijing, diffuso dalla rivista Science in un articolo che riporta i dati raccolti dagli oltre 4mila robot galleggianti del progetto Argo. Le analisi svolte dal 2000 a oggi grazie agli altimetri satellitari e alle boe-sonde Argo che scendono fino a 2000 metri di profondità negli oceani a orari programmati, per analizzare temperatura, salinità, e acidità dell’acqua, hanno rilevato gli errori e le approssimazioni del passato, escludendo le ipotesi di un rallentamento o di un’interruzione del riscaldamento globale e dimostrando, al contrario, che gli oceani si stanno riscaldando più velocemente del previsto. 

Lo studio spiega che gli oceani assorbono il 93% dell’energia solare in eccesso intrappolata dai gas serra, trasformando lo squilibrio energetico in aumento del contenuto di calore dell’oceano. La temperatura degli oceani, in assenza di intervento umano, è relativamente stabile, perché, a differenza della superficie, non subisce anno dopo anno l’influenza di eventi climatici o della variabilità interna. Questa naturale propensione alla stabilità rende gli oceani un archivio affidabile dei cambiamenti climatici, come spiega lo scienziato dell’università di Berkley Zeke Hausfather, co-autore dello studio, che scrive: “Se vuoi vedere dove sta accadendo il riscaldamento globale, guarda nei nostri oceani” e aggiunge: "Il riscaldamento oceanico è un indicatore molto importante dei cambiamenti climatici e abbiamo prove solide che si sta riscaldando più rapidamente di quanto pensassimo."

Se non verranno compiuti sforzi per ridurre drasticamente l’emissione di gas serra - afferma lo studio - la temperatura dei primi 2000 metri degli oceani aumenterà di 0,78 gradi entro la fine del secolo, determinando l’innalzamento del livello del mare di 30 centimetri. L’aumento della temperatura degli oceani evidenziata nello studio, inoltre, ha già determinato negli ultimi anni l’incremento delle precipitazioni, l’innalzamento del livello del mare, la distruzione delle barriere coralline, il calo dei livelli di ossigeno nell’oceano e il disgelo delle calotte polari. 

È importante stabilire un sistema di osservazione dell'oceano profondo per monitorare i cambiamenti al di sotto di 2000 metri  - conclude lo studio - perché questo livello di riscaldamento potrebbe avere un impatto enorme sugli ecosistemi oceanici e potrebbe produrre un ulteriore innalzamento del livello del mare attraverso l'espansione termica. 

 

di Viola Brancatella 

venerdì 25 gennaio 2019
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