per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

VITA SOTT'ACQUA

Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

Su 63 ecosistemi marini presi in esame dall’Onu, il 16% risulta a rischio o seriamente a rischio per l'eutrofizzazione costiera. La pesca eccessiva ha ridotto la produzione in campo alimentare, danneggiato gli ecosistemi e diminuito la biodiversità. Anche in Italia è il sovra-sfruttamento degli stock-ittici il principale problema, con una quota dell’88% nel 2014.

A rischio le acque europee: Italia carente nella depurazione dei bacini idrografici

Durante la quinta conferenza europea sull’acqua è emerso il ritardo degli Stati membri nella gestione e conservazione delle risorse idriche. Avviata una consultazion sulla gestione delle acque reflue. 27/9/2018

Per migliorare la qualità delle acque europee entro il 2027 sono necessari maggiori sforzi politici, legislativi e di investimento da parte degli Stati membri, che nel 2000 hanno aderito alla Direttiva Quadro sulle Acque.

È quanto emerso durante la Eu Water Conference 2018, tenutasi a Vienna il 20 e il 21 settembre, dove oltre 400 delegati hanno fatto il punto sullo stato di salute delle acque europee e sull’applicazione delle legislazioni.

Gli Stati dell’Unione sono in ritardo in materia di gestione delle acque: soltanto il 40% delle risorse idriche naturali è in buona salute e gli obiettivi fissati per il 2015 sono stati mancati. I Paesi membri - spiega Martina Mlinaric, senior policy officer dell’European policy office del Wwf - invece di raddoppiare i loro sforzi, cercano una via d’uscita dagli impegni presi, rischiando di mancare anche l’obiettivo del 2027: garantire buone condizioni ecologiche ai bacini idrici e quantità sufficienti di acqua per le esigenze delle persone e dell’ambiente.

Nonostante i miglioramenti raggiunti, come la gestione integrata dell’acqua e la prevenzione delle inondazioni, in Europa permangono problemi strutturali, legati alla gestione delle acque reflue inquinate, all’eccessiva estrazione di risorse idriche e alle modifiche ambientali dannose per i fiumi e i laghi. “L’Italia”, afferma Andrea Agapito, responsabile Acque Wwf Italia, “è nel mirino della Commissione europea per i ritardi sulla depurazione delle acque e sulla gestione dei bacini idrografici, che hanno determinato un processo di infrazione e varie istruttorie.

In linea con la denuncia del Wwf, l’Agenzia europea dell’ambiente in una relazione ha spiegato che la qualità delle acque sta migliorando molto lentamente e, in mancanza di investimenti e di una linea amministrativa comune, si rischia la bancarotta delle politica ambientale dell’Unione. La legislazione europea, intanto, dopo 27 anni dall’adozione dell’Urban Waste Water Treatment Directive, è in fase di valutazione e fino al 19 ottobre è possibile accedere alla consultazione pubblica on line per la valutazione della direttiva sul trattamento delle acque reflue.

 

Viola Brancatella

 

giovedì 27 settembre 2018
#goal6

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale