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VITA SULLA TERRA

Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica

Tra il 2010 e il 2015, la perdita annuale di aree forestali era meno della metà che nel 1990, ma la perdita di biodiversità continua a tassi allarmanti. In Italia non si è concluso l’iter di approvazione della Legge sul consumo di suolo e, tra giugno e luglio 2017, sono andati in fumo oltre 26mila ettari di superfici boschive, pari al 93,8% del totale della superficie bruciata per dolo o colpa in tutto il 2016.

Gli scienziati avvertono: è in corso un armageddon ecologico per gli insetti

Inquinamento atmosferico, modifica dell'habitat, pesticidi, riscaldamento globale, diffusione urbana: queste le cause del drastico calo di coccinelle, farfalle, falene, api. Il Guardian fa il punto della situazione.

“Quando ero uno studente negli anni '70, ottenni un lavoro estivo come postino e consegnai posta ai villaggi di Kirk Hammerton e Green Hammerton nel North Yorkshire. Ricordo le passeggiate mattutine attraverso le strade. In quasi tutte le case, vedevo la stessa immagine: finestre intonacate di falene tigre, attratte dalle luci della sera prima, che si aggrappavano ancora al vetro”. Questa la testimonianza di Simon Leather, professore di entomologia presso la Harper Adams University nello Shropshire, uno degli scienziati intervistati da Robin McKie, editor e osservatore scientifico per il Guardian, e autore dell’articolo “Where have all our insects gone?”. “Era una bella immagine”, prosegue il professore, “ma negli ultimi anni non è rimasto nulla". Infatti, “l'inizio dell'estate è il periodo dell'anno in cui gli insetti dovrebbero rendere nota la loro presenza, ma stanno fallendo nel farlo”, commenta lo stesso McKie, “gli insetti britannici, a quanto sembra, stanno scomparendo”.

Questa notizia è stata rimarcata da un tweet del conduttore naturalista e televisivo Chris Packham, che ha commentato l'assenza di insetti durante un fine settimana nella sua casa nel New Forest. “Non ho visto una singola farfalla nel mio giardino. La nostra generazione sta presiedendo un'apocalisse ecologica e in qualche modo l'abbiamo normalizzata", ha affermato.

Le statistiche sul regno Unito (ma la situazione non è diversa negli altri Paesi) supportano queste impressioni. Le popolazioni di coccinelle stanno crollando (la popolare coccinella a due punti si è ridotta del 44%, secondo una stima del 2012); tre quarti delle specie di farfalle - come la Signora Dipinta e la Fritillaria di Glanville - sono diminuite in modo significativo; le api, con più di 250 specie nel Regno Unito, stanno subendo gravi perdite. Inoltre, “70 delle 100 specie di colture che forniscono il 90% del cibo in tutto il mondo sono impollinate dalle api”, ricorda Robin Mckie. Ma il problema è molto più vasto. “La gente pensa che siano solo le api che impollinano i frutteti, ma ci sono anche un numero enorme di mosche dedite all’impollinazione. Tutte le specie sono minacciate", ha detto Simon Leather.

Per quanto riguarda le falene, il quadro è ancora più allarmante. “A parte la falena tigre, che una volta era molto diffusa nel Regno Unito”, afferma McKie, “la V-moth (Marcaria Wauaria) ha registrato un calo del 99% tra il 1968 e il 2007, e ora è minacciata di estinzione”.

“Un vero Armageddon per gli insetti è in corso”, affermano molti entomologi, e il risultato è attribuibile a una serie di problematiche ambientali: inquinamento atmosferico, modifica dell'habitat, uso eccessivo di pesticidi e riscaldamento globale. “Sono le piccole cose che governano il mondo" affermò Edward O Wilson, biologo di Harvard, che una volta osservò: "Se tutta l'umanità dovesse scomparire, il mondo si rigenererebbe tornando al ricco stato di equilibrio che esisteva diecimila anni fa. Se gli insetti dovessero svanire, l'ambiente piomberebbe nel caos."

Ma uno dei dati più allarmanti è stato fornito pochi mesi fa da un articolo pubblicato sulla rivista Plos One. La ricerca era basata sugli sforzi di dozzine di entomologi che nel 1989, in Germania, iniziarono a impiegare metodi standardizzati per la raccolta di insetti. “Il peso degli insetti catturati in ciascun campione è stato misurato e analizzato”, si legge nell’articolo, “rivelando uno schema molto preciso: il peso medio annuale degli insetti trovati nelle trappole è diminuito del 76% nel corso dei 27 anni di ricerca”. "Stiamo facendo appezzamenti di terra inospitali alla maggior parte delle forme di vita, e siamo attualmente in rotta per l'armageddon ecologico. Se perdiamo gli insetti, tutto crollerà", aggiunge Dave Goulson, professore della Sussex University, a commento della ricerca.

Inoltre, il problema della selvaggia diffusione urbana aggrava la situazione. Gli schemi abitativi continuano a invadere boschi e brughiere, e le strade ed edifici generano un inquinamento luminoso che porta fuori strada gli insetti notturni e interrompe il loro accoppiamento.

Oltre ai cambiamenti dell'habitat, vi sono i pericoli posti dai pesticidi, in particolare i pesticidi neonicotinoidi: secondo una ricerca citata nella rivista Science l’anno scorso, questi pesticidi sono stati rinvenuti in concentrazioni elevate di nettare e polline di fiori selvatici cresciuti nei pressi dei campi trattati.

Ma non tutti gli esperti condividono questo allarme. La professoressa Helen Roy del Centro di Ecologia e Idrologia di Edimburgo, ad esempio, vede una speranza. Ha infatti commentato in un’intervista al giornale The Observer: “Ci sono troppe storie di successo - storie di insetti che si stanno riprendendo e prosperando - per provare un senso di disperazione. Ovviamente, molte specie stanno soffrendo, ma io sono un’ottimista e non penso che sia giusto definirlo un'apocalisse". Punto di vista condiviso da David Gibbons, membro dell'Rspb, la più grande organizzazione per la protezione degli animali in Europa, il quale ha concordato sul fatto che non tutte le indagini sui numeri degli insetti hanno rivelato una storia di declino irrevocabile.

“La migliore illustrazione dell'importanza ecologica degli insetti è però fornita dall’avifauna terrestre”, afferma l’osservatore scientifico e autore dell’articolo Robin McKie. Senza insetti, infatti, centinaia di specie soffrono la fame e alcuni ornitologi ritengono che questa mancanza di cibo stia già causando evidenti cali nel numero di volatili. "Gli uccelli della campagna britannica si sono più che dimezzati dal 1970", sottolinea Michael McCarthy, autore naturalista, "alcuni declini sono stati catastrofici: il pigliamosche maculato, un predatore specializzato nella cattura di insetti aerei, è diminuito di oltre il 95%, mentre l'Averla rossa, che si nutre di grandi coleotteri, si è estinta in Gran Bretagna negli anni '90".

In conclusione, "non possiamo permetterci di perdere questa enorme quantità di insetti, e ciò rende la questione di particolare urgenza e importanza per tutti", afferma lo scienziato Simon Leather, a chiusura dell’articolo. "Vale la pena tenerlo presente mentre iniziano le serate estive e non vediamo quasi più nessun tipo di insetto".

 

di Flavio Natale

giovedì 28 giugno 2018
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