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VITA SULLA TERRA

Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica

Tra il 2010 e il 2015, la perdita annuale di aree forestali era meno della metà che nel 1990, ma la perdita di biodiversità continua a tassi allarmanti. In Italia non si è concluso l’iter di approvazione della Legge sul consumo di suolo e, tra giugno e luglio 2017, sono andati in fumo oltre 26mila ettari di superfici boschive, pari al 93,8% del totale della superficie bruciata per dolo o colpa in tutto il 2016.

Il panda non è più a rischio di estinzione ma le specie ancora minacciate sono quasi 24mila

Si è concluso il congresso di Iucn, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, tenutosi quest'anno alle Hawaii, dall'1 al 10 settembre: oltre 6mila delegati da tutto il mondo tra cui scienziati, ong, imprenditori, oltre ai rappresentanti di 170 governi.

Il panda non è più a rischio di estinzione, il surriscaldamento dei mari sta portando alla perdita di biodiversità in tutto il mondo e le specie ancora a rischio, incluse nella Lista rossa, sono quasi 24mila.
Questi alcuni dei temi analizzati e discussi durante il congresso di Iucn, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, tenutosi quest'anno per la prima volta negli Stati Uniti, alle Hawaii, dall'1 al 10 settembre.
All'evento, che rappresenta il più importante meeting del mondo in materia di tutela dell'ambiente e della biodiversità, hanno partecipato oltre 6mila persone provenienti dai cinque continenti, tra cui scienziati, ricercatori, membri di ong, rappresentanti di popolazioni indigene, imprenditori e i delegati di 170 governi.

Dal 1948, anno della sua nascita, l'Iucn si è riunito ogni 2-4 anni e può vantare il merito di aver sollevato questioni di primaria rilevanza globale ancor prima che queste rientrassero nelle agende e nelle legislazioni nazionali e internazionali, come ad esempio negli anni '50 l'allarme sulla pericolosità di alcune sostanze presenti negli insetticidi, o negli anni '60 la discussione sull'impatto che poteva avere il surriscaldamento globale, o ancora negli anni '70 il richiamo all'avvio di uno sviluppo sostenibile.

Tra le importanti attività dell'Iucn c'è la compilazione e l'aggiornamento della Lista rossa, il più completo database sullo stato di conservazione di animali e vegetali in tutto il mondo che suddivide le specie in nove categorie: non valutato, dati insufficienti, rischio minimo, quasi a rischio, vulnerabile, minacciato, gravemente minacciato, estinto in natura, estinto. Nella lista sono oggi censite 82.954 specie di cui 23.928 sono gravemente minacciate.
Gli argomenti trattati nel congresso dell'Iucn, il cui slogan è stato “Il Pianeta a un bivio”, incrociano e cercano di integrare in maniera sostenibile le immediate necessità della civilizzazione umana, gli impatti a lungo termine che questa comporta e le capacità della Terra di mantenere e rigenerare la vita.

I dieci giorni dell'evento sono stati suddivisi in due parti: il Forum e l'assemblea dei membri. Il primo riservato alla presentazione di idee, stimoli, esperienze, condivisione di buone pratiche, il secondo a una sessione di votazione alla quale partecipano i membri dello Iucn.
Tra gli speaker in programma alcuni nomi che hanno fatto la storia della lotta per la  tutela delle specie e della biodiversità, come la primatologa Jane Goodall che ha dedicato gran parte della propria vita alla ricerca sugli scimpanzé e che stata in questa occasione nominata uno dei presidenti onorari di Iucn.


Nel rapporto “Protected Planet Report 2016”, presentato durante il congresso e realizzato in collaborazione con l'agenzia Onu per l'ambiente Unep, viene dimostrato quanto la creazione di alcune aree protette contribuisca significativamente alla tutela della biodiversità. Come nota con soddisfazione anche Marco Lambertini, presidente del Wwf, a proposito della sopravvivenza del panda gigante, per anni annoverato nella Lista rossa come  “A rischio di estinzione” e ora declassato a “Vulnerabile”: “Per quasi 50 anni questo mammifero è stato il simbolo della conservazione delle specie e la nostra icona. Sapere che il pericolo che corre è diminuito ci conferma che l'impegno congiunto di scienza, politica e comunità locali può salvare gli animali selvatici e tutelare la biodiversità”.
Questo risultato è riconducibile alla creazione in Cina, dove il Wwf è oggi la più importante organizzazione internazionale in azione, di ben 67 riserve protette dove vivono i due terzi degli esemplari di panda oggi nel mondo.
“Ma ricordiamoci delle specie ancora seriamente minacciate, come il gorilla orientale, il più grande primate esistente, che soffre della caccia illegale”, conclude Lambertini.
Di questi gorilla si contano oggi meno di 5mila individui.

di Elis Viettone

sabato 10 settembre 2016
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