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PACE, GIUSTIZIA E ISTITUZIONI SOLIDE

Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli

A livello globale, il numero di vittime di omicidi volontari si è attestato nel 2015 tra le 4,6 e le 6,8 vittime ogni 100mila persone, e persistono molteplici forme di violenza nei confronti dei bambini. In Italia, sono stati adottati molti provvedimenti per promuovere giustizia e istituzioni solide, ma resta bassa la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

L’adesione di partiti e movimenti all’appello ASviS per una legislatura sostenibile

Giovannini, dopo l’incontro con i leader: “Partiti e movimenti politici confermano l’inserimento nei programmi dei temi fondamentali dell’Agenda 2030 e l’impegno a raggiungere i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Molti dei principali schieramenti politici (Civica Popolare, +Europa, Insieme, Liberi e Uguali, Movimento 5 Stelle, Noi per l’Italia, Partito Democratico, Forza Italia) hanno sottoscritto l’Appello lanciato il 5 febbraio dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), che in 10 punti descrive le iniziative fondamentali per mettere l’Italia su un sentiero di sostenibilità economica, sociale e ambientale, mantenendo gli impegni assunti in sede ONU nel 2015, con la sottoscrizione dell’Agenda 2030.

“Nelle scorse settimane ho incontrato i principali partiti e movimenti politici, molti dei quali hanno voluto sottolineare il loro impegno sul tema dello sviluppo sostenibile aderendo alle proposte contenute nel nostro Appello, a partire dall’inserimento nella Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile”, spiega Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile. L’Appello contiene proposte che vanno dal riconoscimento dello sviluppo sostenibile tra i principi fondamentali della Costituzione italiana alla trasformazione del Cipe in “Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile”, dal rispetto degli Accordi di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici all’istituzione di un intergruppo parlamentare per lo sviluppo sostenibile, dall’aumento dei fondi per l’Assistenza ai paesi in via di sviluppo alla definizione di una Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, dalla creazione di un organismo per le politiche volte a superare le disuguaglianze di genere al coinvolgimento di Regioni e Città nella Strategia di sviluppo sostenibile.

“La sottoscrizione di questo appello da parte di così tante forze politiche – prosegue Giovannini – è una risposta importante alle istanze della società civile italiana, che, attraverso l’ASviS, ha scelto l’Agenda 2030 e il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile come prospettiva comune per il futuro del nostro Paese. Ovviamente, l’Alleanza e i suoi oltre 180 aderenti monitoreranno con attenzione l’attuazione degli impegni sottoscritti, così da far sì che la prossima legislatura metta davvero l’Italia sul sentiero della sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

In alcuni casi, le forze politiche hanno espresso pubblicamente o con un messaggio inviato all'Alleanza, le proprie osservazioni e commenti. In particolare (i testi seguento sono riportati secondo l’ordine temporale con cui sono stati espressi):

+ Europa

+Europa aderisce al manifesto Asvis, con la sola seguente riserva: il perseguimento del punto 9 del decalogo (0,7% del PNL in aiuti allo sviluppo) non può prescindere dal congelamento della spesa pubblica previsto nella proposta economica di +Europa. (Michele Governatori, messaggio all’ASviS)

Insieme

Noi di Insieme aderiamo con entusiasmo. Sono in gran parte temi che abbiamo inserito nel nostro programma a partire all'inserimento del principio di sostenibilità in Costituzione. Insieme vuole portare in Parlamento una forza politica convintamente ambientalista e impegnata sil terreno della sostenibilità sociale dello sviluppo. (Giulio Santagata, messaggio all’ASviS)

Civica Popolare

"Condivido in pieno l'appello lanciato dall'Asvis alle forze politiche per portare l'Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile. I temi legati all'agenda 2030 delle Nazioni Unite sono stati già al centro del G7 Salute che ho organizzato lo scorso anno a Milano, dove per la prima volta è stato lanciato un unico messaggio forte sulla certezza che i problemi ambientali e i cambiamenti climatici incidono sulla salute dei cittadini e sul fatto che è fondamentale adottare strategie globali per uno sviluppo sostenibile. Inoltre sulla scia del G7, lo scorso dicembre ho sottoscritto con l'Anci la 'Urban Health Rome Declaration'" con cui "sono state identificate 15 azioni per migliorare la salute delle nostre città. Dal monitoraggio dei sistemi di inquinamento alla riduzione degli inquinanti, ma anche alla trasformazione delle metropoli in veri e propri 'organismi viventi', sostenibili dal punto di vista ecologico e ambientale. Città neutre da punto di vista energetico, in grado di favorire la salute dei cittadini in tutti i campi, dall'aria che si respira al cibo che si mangia". "Su questi temi Civica Popolare si farà parte attiva e sarà impegnata in maniera decisa affinché siano centrali, in  Parlamento ma non solo, tutte le strategie per uno sviluppo sostenibile del Paese". (Beatrice Lorenzin, Dichiarazione all’Agi e all’Adn Kronos)

Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle nasce con il fine di attuare un cambio di paradigma: la realizzazione di un modello di economia che sia innanzitutto rispettosa dell'Ambiente. Per questo motivo abbiamo inserito tra i principi fondamentali del programma ambiente la Sostenibilità Ambientale. Abbiamo dato prova della nostra credibilità come pionieri della transizione energetica verso l’efficienza e l'uso delle fonti rinnovabili ed abbiamo lavorato incessantemente per promuovere approcci innovativi come la tutela dei beni comuni, l’economia circolare e l’integrazione del concetto di benessere umano, sociale ed ambientale nella gestione dell’economia nazionale e globale.  Il nostro obiettivo è "vivere nei limiti di un solo pianeta", che vuol dire entro le capacità di carico dei sistemi naturali conservandone la loro vitalità e la loro resilienza.

Gli Obiettivi dell’Agenda 2030 e gli Accordi di Parigi, sono primi passi fondamentali verso lo sviluppo sostenibile, che è imprescindibile da una reale sostenibilità ambientale, ma per risolvere alla radice i problemi ambientali derivanti dalla nostra impronta ecologica, il Movimento 5 Stelle da anni propone obiettivi più ambiziosi.  Da un piano energetico, che prevede l’uscita dalle fonti fossili entro il 2050, a un piano di mobilità sostenibile ispirato a quest'obiettivo, alla difesa dei beni comuni, alla promozione di programmi per una reale economia circolare (non green washing) che superi i limiti della  produzione lineare ed infinita, generatrice di rifiuti. (superamento di discariche e inceneritori)

Raccogliamo con favore l’appello dell’ASviS e ci impegneremo sui punti seguenti, molti dei quali sono già esplicitamente inseriti nel nostro programma implementandoli con ineludibili obiettivi ancora più ambiziosi (ndr: i testi in neretto integrano il contenuto originale di alcuni punti dell’Appello):

1. Riaffermare con forza i principi di tutela ambientale e di benessere economico diffuso che non sia in contrasto con l’utilità sociale, fissati negli articoli 9, 41, 42 e 51 della Costituzione. Aprire un dibattito parlamentare sulla necessità di rafforzare questi concetti e aggiungere in Costituzione, quali nuovi soggetti meritevoli di autonoma tutela giuridica non mediata, l'Ambiente e l'Ecosistema.

2. Dare attuazione a una efficace Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e la Sostenibilità Ambientale, orientata al pieno raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, da realizzare con un forte coordinamento della Presidenza del Consiglio

3. Promuovere la costituzione, all’interno del futuro Parlamento, di un intergruppo per lo sviluppo sostenibile e la sostenibilità ambientale, la transizione verso l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, la tutela dei beni comuni, l’economia circolare ed il concetto di benessere umano ed ambientale diffuso.

4. Rispettare gli Accordi di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici e ratificare al più presto le convenzioni e i protocolli internazionali già firmati dall’Italia sulle altre tematiche che riguardano lo sviluppo sostenibile e la sostenibilità ambientale ed al tempo stesso promuovere ineludibili e più ambiziosi obiettivi.

5. Trasformare il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile e la Sostenibilità Ambientale, la Transizione Energetica , l’Economia Circolare e la tutela dei Beni Comuni così da orientare a questo scopo gli investimenti pubblici.

10. Operare affinché l’Unione Europea metta l’impegno per attuare l’Agenda 2030 al centro della sua nuova strategia di medio termine e mettere all’ordine del giorno nuovi e ineludibili obiettivi verso la Transizione Energetica, l’Economia Circolare e la tutela dei Beni Comuni. (Luigi Di Maio, messaggio all’ASviS).
 

Partito Democratico

Abbiamo letto con grande interesse il vostro appello a cui aderiamo con convinzione. Cogliamo l’occasione per ringraziarvi per l’importante attività di approfondimento e sensibilizzazione che svolgete sui temi cruciali dello sviluppo sostenibile, nel solco degli impegni presi con l’Agenda 2030 dell’Onu. Come Partito democratico, siamo consapevoli dell’importante sfida che ci attende.

Nel 2016 abbiamo inserito per la prima volta nel bilancio dello Stato gli indicatori relativi al Benessere Equo e Sostenibile (Bes), al fine di valutare la qualità della vita al di là dei tradizionali indicatori meramente economici. Si tratta di una vera e propria innovazione culturale che conferma ancora una volta la centralità di questi temi nella nostra agenda.

Oggi è il cambiamento climatico a imporci un mutamento di paradigma, in linea con gli obiettivi sostenibili 2030 delle Nazioni Unite e l’accordo di Parigi sul clima. Accordi per la cui piena attuazione il Partito democratico, da sempre in prima fila su questi temi, si impegna nero su bianco nel proprio programma. 

Riteniamo poi fondamentale proseguire sulla strada del rafforzamento della cooperazione internazionale. Dopo anni di tagli, i nostri governi sono stati i primi a investire risorse in questo settore. Nel nostro programma ci impegniamo a innalzare ulteriormente le risorse per raggiungere lo 0,3% del Pil entro il 2020 e in prospettiva arrivare gradualmente allo 0,7% come previsto dal vertice Onu del 2015.

In tema di inclusione sociale, nella legislatura appena terminata, con l’introduzione del Reddito d’inclusione abbiamo colmato una lacuna storica del welfare italiano, quella del contrasto alla povertà. Quando siamo arrivati c’erano 20 milioni sperimentali, adesso ci sono 2 miliardi e 700 milioni strutturali per una misura unica di sostegno economico e attivazione sociale come il reddito d’inclusione, a cui si aggiungono i 400 milioni sperimentali per la lotta alla povertà educativa. Per la prossima legislatura ci impegniamo a incrementare le risorse per coprire tutta la platea delle famiglie sotto la soglia di povertà e per rafforzare l’infrastruttura di servizi di attivazione sociale e lavorativa, anche in collaborazione con il Terzo settore in uno spirito di sussidiarietà e coprogrammazione.

Infine, come richiamato nel vostro appello, crediamo sia giunto il momento di dare finalmente centralità al tema della parità di genere e della emancipazione economica femminile. Per questo nel nostro programma abbiamo inserito come nostra priorità misure di incentivo alla partecipazione femminile al mercato del lavoro, nuove risorse di sostegno alle famiglie con figli e strumenti per la conciliazione tra scelte di vita e di lavoro. Perché i Paesi in cui le donne lavorano di più sono anche quelli in cui si fanno più figli.

È per progettare questi e altri interventi, monitorandone i risultati passo dopo passo, che abbiamo deciso di raccogliere la vostra proposta, inserendola nel programma del Pd, per la trasformazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile, in modo da prevedere verifiche annuali della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.

Fiduciosi di poter avviare con voi un dialogo costruttivo su temi così fondamentali per il nostro Paese, vi rimandiamo al nostro programma - che cogliamo l’occasione per allegare - per un’esposizione più puntuale delle nostre proposte. (Tommaso Nannicini, messaggio all’ASviS)

Forza Italia

La sensibilità sui temi dello sviluppo sostenibile che caratterizza la vostra organizzazione è ampiamente condivisa, senza fondamentalismi ideologici, da Forza Italia. Crescita, ambiente, uguaglianza, inclusione, pari opportunità, sono tutte questioni che il nostro partito ha sempre promosso nel corso della sua esperienza politica. Per questo motivo, desideriamo impegnarci a portare avanti le vostre proposte durante la prossima legislatura, affinché l'Italia faccia un grande salto in avanti sulle tematiche collegate allo sviluppo sostenibile. Oltre all’impegno di fare tutto quanto sarà nelle nostre disponibilità per raggiungere tali obiettivi, senza purtroppo dimenticare la scarsità di risorse finanziarie attualmente a disposizione e la presenza di rigidi vincoli europei sulle finanze pubbliche che impediscono al nostro Paese di spendere più del dovuto, vogliamo ricordarvi che Forza Italia, grazie all'impegno preso in prima persona dal suo presidente Silvio Berlusconi, si è impegnata a giocare un ruolo da protagonista nella realizzazione di un grande piano Marshall per l'Africa, avente l'obiettivo di sviluppare l'economia dei paesi africani, in particolare quelli più fragili e più colpiti dal fenomeno dell'emigrazione verso i paesi europei. Siamo certi che condividiate in pieno questo ambizioso progetto e che si possa lavorare assieme per poterlo tramutare in realtà. (Renato Brunetta, messaggio all’ASviS)

Leggi il Comunicato stampa

 di Claudia Caputi

martedì 27 febbraio 2018
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