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PACE, GIUSTIZIA E ISTITUZIONI SOLIDE

Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli

A livello globale, il numero di vittime di omicidi volontari si è attestato nel 2015 tra le 4,6 e le 6,8 vittime ogni 100mila persone, e persistono molteplici forme di violenza nei confronti dei bambini. In Italia, sono stati adottati molti provvedimenti per promuovere giustizia e istituzioni solide, ma resta bassa la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.

L'Italia e il Goal

Cittadini e istituzioni: rinnovare la PA e aprire i sistemi informativi

Dal processo civile telematico all’accesso ai dati pubblici, molti gli interventi recenti per promuovere giustizia e istituzioni solide. Tuttavia la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali deve essere potenziata.

Nel Rapporto 2017 sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile, presentato alla Camera il 28 settembre, si esamina la situazione dell’Italia in relazione all’Obiettivo 16 (“Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli”) dell’Agenda 2030. 

I Target dell’Obiettivo 16 includono diversi impegni significativi sottoscritti dall’Italia, tra i quali:

- 16.3 “Promuovere lo stato di diritto a livello nazionale e internazionale e garantire parità di accesso alla giustizia per tutti”
- 16.4 “Entro il 2030, ridurre in modo significativo i flussi finanziari e di armi illeciti, rafforzare il recupero e la restituzione dei beni rubati e combattere tutte le forme di criminalità organizzata”
- 16.5 “Ridurre sostanzialmente la corruzione e la concussione in tutte le loro forme”
- 16.6 “Sviluppare istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti a tutti i livelli”
- 16.10 “Garantire l'accesso del pubblico alle informazioni e proteggere le libertà fondamentali, in conformità con la legislazione nazionale e con gli accordi internazionali”

L’Obiettivo 16 ha una connotazione molto ampia per l’eterogeneità dei suoi Target e dei suoi indicatori, e numerosi sono stati gli interventi in Italia nell’ultimo anno, ma nel nostro Paese assume particolare rilievo il Target 16.3, soprattutto con riferimento alla questione della eccessiva durata dei processi e alla ipertrofia dei contenziosi pendenti. Per superare questo stato di criticità il Processo civile telematico è stato esteso a nuovi ambiti, incrementandone l’utilizzo e quindi favorendo una riduzione dei costi del sistema.

Rispetto ai Target 16.4 e 16.5 si segnala il disegno di legge sul whistleblowing, prossimo all’approvazione, che tutela chi lavora in aziende pubbliche o private e denuncia casi di corruzione svolgendo un ruolo significativo in termini di prevenzione e accertamento del fenomeno. È stato potenziato anche il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) in materia di regolazione di appalti pubblici, con una serie di linee guida emanate nel 2017 e sottoposte a consultazione pubblica, con l’obiettivo di dare trasparente applicazione alla disciplina contenuta nel nuovo Codice degli Appalti.

Inoltre, vista l’importanza dell’informazione come precondizione per il raggiungimento dell’Obiettivo 16, sono da sottolineare le novità intervenute in termini di Open data e di accesso al patrimonio informativo dei dati pubblici come base per progettare dinamiche partecipative che non soltanto ripensino i rapporti tra la Pubblica amministrazione e il cittadino, ma che riconoscano quale loro motore la conoscenza che gli individui possono sviluppare grazie all’accesso e all’utilizzo dei dati prodotti dalle Amministrazioni pubbliche. In particolare, un importante strumento di attuazione è rappresentato dal cosiddetto Foia (Freedom of Information Act) che in Italia è stato di recente disciplinato da una legge di rango primario (D.Lgs. 97/2016). 

Ma l’arcaicità della Pubblica amministrazione, la fragilità delle “associazioni partito” e la rarefazione dei luoghi di socializzazione in molte aree urbane frappongono ostacoli all’accesso dei cittadini organizzati ai processi decisionali secondo forme nuove di deliberazione che segnano ovunque l’evoluzione della democrazia. Oltre a una necessaria riforma dei partiti, questa forma di esclusione sociale richiede tre tipi di intervento:

  • un rinnovamento coraggioso dei funzionari e dirigenti della Pubblica amministrazione, secondo una vera e propria “staffetta generazionale”, per assicurare un rapido ricambio della cultura amministrativa;
  • una radicale e tempestiva apertura dei sistemi informativi relativi a obiettivi, processi e risultati delle azioni pubbliche, secondo il modello avviato con OpenCoesione, per assicurare alle organizzazioni di cittadinanza attiva e agli intermediari tradizionali un monitoraggio effettivo in itinere;
  • la costruzione, per ogni azione pubblica, di spazi di pubblico confronto sia con i soggetti “rappresentativi” sia con quelli “rilevanti”, secondo il modello del “Codice Europeo di Condotta del Partenariato”.

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS per l’Obiettivo 16 indica un miglioramento, passando da 100 del 2010 a 115,5 del 2015, anche se questo Obiettivo ha raggiunto un picco nel 2013 a 124,3 per poi diminuire sensibilmente.

L’indicatore composito relativo all’Obiettivo 16 è stato costruito sulla base dei seguenti indicatori:

  • Vittime di omicidio volontario consumato
  • Percentuale di detenuti in attesa di primo giudizio sul totale dei detenuti
  • Fiducia nel sistema giudiziario
  • Persone di 14 anni e più che esprimono fiducia nelle forze dell'ordine e nei vigili del fuoco (fiducia media in una scala da 0 a 10)
  • Difficolta di accesso ad alcuni servizi

I dati dettagliati sugli indicatori relativi a questo Goal si possono ricavare interrogando il database interattivo dell’Alleanza.

Leggi l’analisi del Goal 16 nel Rapporto ASviS 2017 e le proposte dell’Alleanza su Povertà e disuguaglianze.

 

 

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