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Nel 2016, gli Aiuti pubblici allo sviluppo da parte dei Paesi Ocse sono aumentati dell'8,9% e Germania, Danimarca, Lussemburgo, Norvegia, Svezia e Regno Unito hanno raggiunto il traguardo fissato dall'Onu di portarli allo 0,7% del reddito nazionale lordo. In Italia, l’obiettivo è ancora lontano e si attende l’approvazione della legge sul Commercio equo e solidale.

Come mobilitare 150 miliardi di investimenti nella Ue in infrastrutture sociali

La task force Elti presieduta da Prodi ha presentato il suo piano per ridurre il gap nel campo dell’istruzione, della salute e dell’edilizia. Strumento essenziale è la finanza sostenibile, che unisce fondi pubblici e risorse private.

Il “New Deal per l'infrastruttura sociale”, il nuovo piano presentato da Romano Prodi il 23 gennaio a Bruxelles, mira a rispondere alle esigenze dei cittadini per il rilancio dell’Europa sociale colmando il gap degli investimenti in infrastrutture sociali.

L’iniziativa di Prodi nasce dalla decisione della European association long term investor (Elti), associazione europea impegnata nella promozione degli investimenti sostenibili nel lungo termine, di costituire una task force di alto livello sulle infrastrutture sociali nella Ue. La task force, presieduta da Romano Prodi e dall’ex ministro dell’economia francese Christian Sautter, è stata avviata nel febbraio 2017 con l’obiettivo di trovare formule per coinvolgere anche i privati nelle infrastrutture sociali per istruzione, salute ed edilizia e avanzare proposte su come colmare i gap esistenti in queste aree.

I lavori della task force hanno portato all’elaborazione e pubblicazione del rapporto “Boosting investment in social infrastructure in Europe”, redatto da Lieve Fransen, Gino del Bufalo ed Edoardo Reviglio e incentrato sul lancio di un piano europeo per le infrastrutture sociali volta a risolvere il problema dell’insufficienza degli investimenti nel settore (attualmente stimato in circa 100-150 miliardi di euro l’anno nell’Ue) e sulla promozione degli investimenti nel lungo termine.

Il Rapporto fornisce una stima dei fondi mancanti attraverso dati poco incoraggianti, soprattutto se si prende come scadenza il 2030, poiché il gap totale raggiunge 1.500 miliardi di euro. Inoltre, bisogna considerare che con la crisi economica gli investimenti sono diminuiti (nel 2016 gli investimenti erano del 20% più bassi rispetto al 2007). D’altra parte, però, indica anche il modo per reperire queste risorse, attraverso la finanza a impatto sociale, che consente di mettere insieme fondi pubblici e fondi privati.

Il Rapporto formula alcune raccomandazioni concrete per migliorare gli attuali strumenti finanziari ed elaborare strategie e iniziative nel settore sociale e indica con precisione i passi da fare nei prossimi anni per rendere operativo il piano.

In Italia sarà la Cassa depositi e prestiti (Cdp) a guidare l’attuazione del “Piano Prodi” per gli investimenti nelle infrastrutture sociali. La Cdp, oltre ad essere tra i promotori dello studio Ue portato avanti dall'Elti, infatti occupa già una posizione di leadership nel supporto dello sviluppo delle infrastrutture sociali in Italia.

“Il punto è che serve un’offerta di progetti a impatto sociale. Il goal è supportare gli enti locali nello sviluppo di progetti credibili. Possibilmente in rete tra loro, in modo da raggiungere una massa critica che li renda appetibili per i grandi investitori”, spiega Antonella Baldino, chief business officer Cdp e vicepresidente di Elti, in una dichiarazione al Corriere della Sera.

di Flavia Belladonna

Scarica il Rapporto

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lunedì 29 gennaio 2018
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