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SCONFIGGERE LA FAME

Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Negli ultimi anni l’insicurezza alimentare globale ha ripreso a crescere per la prima volta dal 2003 e oggi soffrono la fame 815 milioni di persone. In Italia l’agricoltura registra risultati positivi in termini di eco-efficienza, ma permangono i fenomeni di sfruttamento del lavoro e di evasione fiscale.

L’Italia e il Goal 2: più impegno per un sistema alimentare attento al sociale

Secondo il Rapporto ASviS 2018 il sistema agricolo e nutrizionale italiano migliora, ma deve diventare circolare, contrastare la povertà alimentare e rafforzare la collaborazione del mondo della ricerca con gli operatori locali. 10/10/2018

Il Rapporto ASviS 2018 registra progressi nel Goal 2 in Italia. Aumenta, infatti, la superficie agricola dedicata alle coltivazioni biologiche e migliorano la produttività e la redditività delle piccole aziende agricole.
 A livello regionale, il quadro è particolarmente positivo nel Lazio, mentre si riscontrano peggioramenti in Molise e Puglia a causa della diminuzione dell’indice di buona alimentazione.

L’attività legislativa italiana dell’ultimo anno ha adottato alcuni provvedimenti che potranno incidere favorevolmente sulle quattro dimensioni che caratterizzano i target dell’Obiettivo 2: il superamento della povertà alimentare (definita come la difficoltà di accesso a una dieta di sostentamento adeguata), l’impatto del sistema alimentare sulla salute, la sostenibilità dell’agricoltura e il suo ruolo nella strategia italiana di cooperazione allo sviluppo. Ma c’è ancora molto da fare: l’ASviS propone di incentivare la responsabilità degli attori del sistema agroalimentare, investire in processi di innovazione sociale così da accrescere il contrasto alla povertà alimentare, indirizzare l’agroindustria al modello di economia circolare, condurre campagne di educazione alimentare e favorire la collaborazione tra il mondo universitario e della ricerca e gli operatori locali per sviluppare innovazioni.

 

Guarda la video-intervista al coordinatore del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 2, Gian Paolo Cesaretti (Fondazione Simone Cesaretti).

 

L’indicatore composito per l’Italia

Tra il 2010 e il 2016 l’indicatore composito del Goal 2 elaborato dall’ASviS per l’Italia migliora significativamente. Negli ultimi due anni la dinamica positiva è spiegata dalla diminuzione della popolazione sovrappeso, dall’aumento della produttività del lavoro delle aziende agricole e dall’espansione della superficie delle coltivazioni biologiche.

 

 

Le regioni italiane e il Goal 2

L’indice composito elaborato dall’ASviS con base Italia 2010 = 100 mostra per il Goal 2 un miglioramento in quasi tutte le regioni italiane. Ciò è dovuto all’aumento della produttività del lavoro delle aziende agricole e della quota di superficie agricola utilizzata (Sau) per coltivazioni biologiche (quota che raddoppia in 6 anni passando dal 6% al 12%). La regione che mostra l’incremento più forte rispetto ai livelli del 2010 è il Lazio, dove la quota di superficie agricola utilizzata investita da coltivazioni biologiche passa dal 7% nel 2010 al 17% nel 2016. Le uniche regioni che hanno registrato un arretramento rispetto alla media italiana sono il Molise e la Puglia, entrambe a causa della diminuzione dell’indice di buona alimentazione.

 

 

Il resoconto degli ultimi 12 mesi


Nel quadro giuridico rappresentano passi importanti per il superamento della povertà alimentare:

  • il D. Lgs 15 settembre 2017, n. 147 “Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà”, che ha introdotto il ReI (reddito di inclusione);
  • il Decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali n. 14771 del 18/12/2017, che rende operative le “Mense biologiche scolastiche” certificate, con l’obiettivo di ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio e realizzare iniziative di informazione e promozione del consumo nelle scuole di prodotti biologici e sostenibili per l’ambiente.

Riguardo all’impatto del sistema dell’alimentazione sulla salute, il 5 aprile scorso è divenuto operativo il D. Lgs 15 settembre 2017, n. 145 “Disciplina dell’indicazione obbligatoria nell’etichetta della sede e dell’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento”, che mira a garantire una corretta e completa informazione ai consumatori, una migliore e immediata tracciabilità degli alimenti da parte degli organi di controllo e, di conseguenza, una più efficace tutela della salute.

È stato poi emanato l’atteso Decreto Ministeriale n. 1862 del 18/01/2018 che disciplina le “Modalità di funzionamento dell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” e che renderà effettivamente operativa la gestione del Sistema nazionale della biodiversità agraria e alimentare, istituito nel 2015.

Per quanto riguarda la necessità di potenziare la competitività del sistema agro-alimentare nel rispetto dei vincoli sociali, ambientali e istituzionali (la cosiddetta “performance sostenibile” dell’agricoltura), il 18 giugno 2018 è stato approvato il nuovo regolamento Reg. (Ue) 2018/848 in materia di agricoltura biologica che entrerà in vigore nel 2021. È quindi importante per l’Italia, leader in questo comparto, lavorare per far recepire tutte le modifiche che si ritengano necessarie per non inficiare il livello qualitativo riconosciuto alle produzioni biologiche, come per esempio la diminuzione delle soglie per i residui di fitofarmaci. Lo scorso 7 giugno 2018, inoltre, è stato approvato il “Regolamento Omnibus”, che rappresenta una vera e propria riforma di medio termine della Politica Agricola Comune (Pac) per il periodo 2014-2020. Il provvedimento apporta notevoli semplificazioni amministrative, una maggiore flessibilità nelle regole del greening e la possibilità di aumentare il pagamento di base per i giovani agricoltori, tutti fattori che possono incidere positivamente sulla performance del settore.

In riferimento alla dimensione internazionale del Goal 2, nei mesi scorsi sono avvenuti tre fatti che potrebbero mettere a rischio la performance dell’agricoltura nei Paesi in via di sviluppo (Pvs): non si sono registrati progressi rispetto alla quota di Aiuto pubblico allo sviluppo, ancora lontana dallo 0,7% del Pil; il protezionismo e l’incertezza che si stanno manifestando nelle politiche commerciali internazionali possono avere ripercussioni negative anche sulle esportazioni dei Pvs; l’attacco politico mosso agli accordi commerciali multilaterali possono mettere a rischio gli strumenti di stabilizzazione del reddito proveniente da esportazioni di prodotti agroalimentari.

 

Le proposte dell’ASviS

Nel contrasto alla povertà alimentare è opportuno un maggiore impegno delle istituzioni per:

  • definire piani alimentari “adeguati”, basati sulla combinazione di diete appropriate, ecologicamente sostenibili ed economicamente accessibili;
  • condurre campagne di sensibilizzazione ed educazione alimentare e nutrizionale come conoscenza di base per migliorare il benessere personale;
  • accrescere la performance del “Sistema di contrasto alla povertà alimentare” (Banco alimentare, mense poveri, ecc), investendo in processi di innovazione sociale fondati su una sinergia tra gli stakeholder del territorio, come previsto dalla Legge sugli sprechi del 2016.

Va poi modificato il sistema attualmente utilizzato per monitorare la malnutrizione infantile (in particolare, i dati relativi a wasting, stunting e sovrappeso sotto i 5 anni), non coerente con quello utilizzato a livello mondiale (es. Unicef), il che impedisce di effettuare comparazioni efficaci.

Per migliorare le relazioni tra alimentazione e salute è opportuno diffondere l’adozione del “Principio di responsabilità” tra gli attori del sistema agroalimentare e stimolare al massimo il ruolo che i prodotti “responsabili” possono assumere sul mercato.

Per favorire la performance sostenibile del settore agroalimentare, è importante:

  • far progressivamente transitare il sistema food al modello di economia circolare, migliorando le conoscenze dei suoi principi presso gli imprenditori, definendo un piano di incentivi a sostegno del cambio di paradigma, favorendo la diffusione delle best practice per un’Agricoltura 4.0, difendendo la competitività dei prodotti “sostenibili”, potenziando la percezione presso i consumatori dei valori ambientali e sociali in essi espressi, riducendo sprechi e perdite alimentari dal campo alla tavola, valorizzando il ruolo delle donne come agenti del cambiamento.
  • operare a livello nazionale ed europeo per ridurre gli squilibri nella distribuzione dei pagamenti diretti dell’attuale Politica Agricola Comune (Pac) europea e far sì che la nuova Pac favorisca la filiera corta del cibo, integrando la dimensione urbana a quella peri-urbana e rurale e offrendo maggiori agevolazioni fiscali agli imprenditori (soprattutto giovani) che vogliono produrre cibo in modo equo e sostenibile.
  • favorire la collaborazione del mondo universitario e della ricerca (eventualmente attraverso l’azione della Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile - Rus) con gli operatori locali per definire le priorità e sviluppare innovazioni e soluzioni tecnologiche, organizzative e sociali in grado di affrontare le sfide ambientali e nutrizionali, così da promuovere la sostenibilità della filiera agroindustriale e contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro, come raccomandato nel “Milan Urban Food Policy Pact” e dalla “Carta di Milano”.

Leggi l’Analisi del Goal 2 nel Rapporto ASviS 2018 e le proposte dell’Alleanza su Capitale umano, salute ed educazione

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mercoledì 10 ottobre 2018
#supergoal2

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