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SCONFIGGERE LA FAME

Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Negli ultimi anni l’insicurezza alimentare globale ha ripreso a crescere per la prima volta dal 2003 e oggi soffrono la fame 815 milioni di persone. In Italia l’agricoltura registra risultati positivi in termini di eco-efficienza, ma permangono i fenomeni di sfruttamento del lavoro e di evasione fiscale.

Italia prima in Europa per il riciclo, a trainarla è il Nord

Il nostro Paese recupera e ricicla il 76,9% dei rifiuti a fronte di una media Ue del 37%. Merito soprattutto delle città settentrionali, con Trento, Aosta, Perugia e Milano in testa, mentre al Sud si ricicla meno e si paga di più per il trattamento.

L’Italia registra la più alta percentuale in Europa di recupero e riciclo di rifiuti urbani e industriali. Con il 76,9%, presenta un’incidenza più che doppia rispetto alla media Ue del 37%, lasciandosi alle spalle Francia (54%), Regno Unito (44%) e Germania (43%). A rivelarlo sono i dati Eurostat di settembre, pubblicati l’8 ottobre da Kyoto Club.

In valore assoluto, si tratta di oltre 56 milioni di tonnellate di rifiuti riciclati, al netto di import ed export. Le stesse considerazioni quantitative vedono il Paese secondo soltanto alla Germania, che ricicla, al netto, 72,4 milioni di tonnellate di rifiuti. L’Italia è al secondo posto dopo la Germania anche in termini di fatturato e di addetti nel settore della preparazione al riciclo.

Per quanto riguarda la composizione della materia avviata al riciclo, la metà del flusso italiano consiste in riciclabili tradizionali (plastica, carta, vetro, metalli, tessili e legno), che ammontano a 26 milioni di tonnellate. Ci sono poi i rifiuti misti avviati a selezione (14 milioni di tonnellate), i rifiuti organici e verdi (6 milioni di tonnellate) e i rifiuti chimici (1,7 milioni).

Ma se si stringe l’inquadratura sui comuni italiani, emergono forti disparità. Secondo l’edizione 2017 del Rapporto sui rifiuti urbani dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), infatti, i comuni più virtuosi per la raccolta differenziata sono prevalentemente quelli del Nord. Al primo posto troviamo Trento, con un livello di raccolta differenziata pari al 78,9%. Seguono Aosta (65,5%), Perugia (62,2%) e Milano (57,6%).

Prendendo come valore di riferimento il costo pro-capite annuo di gestione dei rifiuti indifferenziati e delle raccolte differenziate, che comprende i costi generali del servizio e quelli di remunerazione, l’indagine Ispra rivela anche che nelle città che fanno più raccolta differenziata i cittadini incorrono in costi di gestione inferiori. Così Trento registra il costo pro-capite più basso, 152,86 euro per abitante, mentre ad Aosta i cittadini spendono 194,82 euro l’anno, a Perugia 222,84 e a Milano 222,49 euro.

Al Sud si vede l’altra faccia della medaglia, con Palermo che registra un livello di raccolta differenziata pari al 7,2% e un costo annuo di gestione e trattamento dei rifiuti pari a 305,23 euro per abitante, e Cagliari con il 29,7% di differenziata e un costo pro-capite di 299,11 euro l’anno.

La buona performance del Paese rispetto alla media europea si può poi spiegare alla luce dei dati Eurostat sulla gestione dei rifiuti, che rivelano che i Paesi del Nord Europa inceneriscono gran parte dei propri rifiuti nei termovalorizzatori per la produzione di energia. Inoltre, i Paesi dell’Est affondano la media Ue di riciclo e recupero con i loro alti tassi di smaltimento in discarica, che raggiungono anche l’80%.

Il Rapporto Ispra sui rifiuti urbani
Il comunicato stampa di Kyoto Club che spiega i dati Eurostat
Le tabelle Eurostat sulla generazione e sul trattamento dei rifiuti

 

di Lucilla Persichetti

martedì 14 novembre 2017
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