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SCONFIGGERE LA FAME

Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Negli ultimi anni l’insicurezza alimentare globale ha ripreso a crescere per la prima volta dal 2003 e oggi soffrono la fame 815 milioni di persone. In Italia l’agricoltura registra risultati positivi in termini di eco-efficienza, ma permangono i fenomeni di sfruttamento del lavoro e di evasione fiscale.

Non solo più risorse: per la sicurezza alimentare potenziare i partenariati

Le partnership multi-stakeholder possono mobilitare risorse importanti per raggiungere il Goal 2 dell’Agenda 2030, ma servono adeguati meccanismi di governance. Le raccomandazioni dell’Hlpe su sicurezza alimentare e nutrizione.

Per realizzare gli SDGs nei Paesi in via di sviluppo sarebbero necessari investimenti pari a 3.900 miliardi di dollari, mentre i tassi attuali ammontano a 1.400 miliardi, determinando un gap di 2.500 miliardi. A ricordarlo era il World Investment Report 2014. Ma come sottolinea l’High level panel of experts on food security and nutrition (Hlpe) nel 13esimo rapporto “Multi-stakeholder partnerships to finance and improve food security and nutrition in the framework of the 2030 Agenda”, diffuso il 9 luglio, la natura interconnessa degli Obiettivi di sviluppo sostenibile riduce la necessità di mobilitare maggiori risorse per realizzarli, richiedendo invece approcci integrati che possano favorire sinergie tra settori.

 

La vera sfida da affrontare per raggiungere la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione, quindi, non è tanto quella di individuare risorse addizionali, ma di migliorare il targeting di quelle già messe in campo e potenziare il coordinamento dei partenariati multi-stakeholder che operano nel campo. Commissionato dal Comitato mondiale per la sicurezza alimentare (Un Committee on World Food Security – Cfs) in preparazione della sua 46esima sessione plenaria, il rapporto dell’Hlpe formula quindi una serie di proposte per rafforzare il ruolo dei partenariati multi-stakeholder nel raggiungimento dei target dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 2 dell’Agenda 2030 (sconfiggere la fame).

 

In primo luogo, l’Hlpe ritiene che, per potenziare il proprio funzionamento, le partnership multi-stakeholder debbano puntare su alcune caratteristiche orientate al risultato e altre orientate al processo: efficacia, impatto e capacità di mobilitare risorse sono gli aspetti di risultato che incidono sul contributo dei partenariati nel finanziare la sicurezza alimentare e la nutrizione, mentre i processi al loro interno dovrebbero essere inclusivi, trasparenti ed efficienti.

 

Alla luce di queste caratteristiche, il rapporto rivolge cinque raccomandazioni a Stati, mondo della ricerca, organizzazioni della società civile e altri portatori di interesse:

1.      Stabilire un quadro politico che assicuri il contributo effettivo dei partenariati alla realizzazione del diritto a un adeguato approvvigionamento alimentare. In particolare, gli Stati dovrebbero tenere in considerazione il ruolo dei partenariati nel momento in cui sviluppano strategie e programmi per raggiungere obiettivi nazionali di sicurezza alimentare. Dovrebbero anche assicurare un quadro regolatore in grado garantire la trasparenza di operato dei partenariati e facilitare la risoluzione dei conflitti di interesse al loro interno.  

2.      Migliorare la mobilitazione e il coordinamento della finanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione attraverso i partenariati. Gli Stati, in collaborazione con le organizzazioni intergovernative, dovrebbero promuovere metodi innovativi per mobilitare i finanziamenti pubblici e privati ai partenariati, anche attraverso meccanismi di blended finance, definiti dall’Ocse come “uso strategico della finanza per lo sviluppo al fine di stimolare attività finanziare per lo sviluppo sostenibile nei Paesi in via di sviluppo”.

3.      Rafforzare la trasparenza e l’accountability dei partenariati attraverso principi di governance e gestione efficaci. I soggetti coinvolti nei partenariati sono incoraggiati a sviluppare codici di condotta in linea con la legislazione nazionale, definire chiaramente ruoli e responsabilità dei diversi partner, incoraggiare processi decisionali inclusivi e sviluppare meccanismi per la risoluzione dei conflitti.

4.      Aumentare l’impatto dei partenariati attraverso adeguato monitoraggio, valutazione e condivisione delle esperienze. Gli stakeholder coinvolti nei partenariati sono chiamati a definire indicatori adeguati a monitorare il raggiungimento degli obiettivi legati alla sicurezza alimentare e a condividere i risultati delle valutazioni con i decisori politici e la società civile per estenderne l’impatto.

5.      Integrare diverse forme di conoscenza ed esplorare altre aree di ricerca sui partenariati per finanziare e migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione. In altre parole gli Stati, il mondo della ricerca e le organizzazioni della società civile dovrebbero promuovere programmi e progetti di ricerca partecipati e continuare ad approfondire le metodologie per potenziare il ruolo e l’impatto delle partnership per la sicurezza alimentare.

 

Consulta:

 

di Lucilla Persichetti

 

mercoledì 18 luglio 2018
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