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SALUTE E BENESSERE

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Nel mondo, tra il 2000 e il 2015, i tassi di mortalità materna e dei bambini sotto i 5 anni sono diminuiti rispettivamente del 37% e del 44%. In calo anche l’incidenza di Hiv, tubercolosi e malaria.  In Italia, nonostante i progressi, persistono forti disuguaglianze di fronte all’offerta sanitaria, in termini di accesso e di qualità.

 

Ecco i cinque pilastri dell’accesso universale ai servizi sanitari

Riconoscere a tutti il diritto a servizi di qualità, adottare un approccio olistico alla salute e investire sostenibilmente in sanità. Sono alcune delle raccomandazioni dello European Patients’ Forum per centrare il Goal 3 dell’Agenda 2030.

Fornire ai policymaker europei e nazionali delle raccomandazioni al fine di raggiungere al più presto i Target dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile n. 3 sulla salute e il benessere: è questo lo scopo della tabella di marcia dal titolo “Taking action – a roadmap to achieving universal health coverage for all by 2030”, presentata il 6 dicembre al Parlamento Ue dallo European Patients’ Forum (Epf), organizzazione della società civile europea che si occupa di sanità e assistenza sociale. Il documento rientra nella campagna “Universal health coverage for all”, lanciata a gennaio dall’Epf per sensibilizzare sulle barriere e le disuguaglianze in termini di accesso all’offerta sanitaria.

La tabella di marcia formula raccomandazioni attorno a cinque pilastri per garantire l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria entro il 2030. In particolare, le istituzioni europee e gli Stati membri dovrebbero:

  1. Riconoscere che, indipendentemente dal Paese di origine o di residenza, i pazienti dell’Unione europea (Ue) hanno il diritto a servizi di assistenza sanitaria di qualità. A tal fine, l’assistenza e i servizi di cura dovrebbero essere implementati secondo un approccio olistico, integrato, inclusivo e basato sulle persone. Per garantire la fornitura di servizi di qualità da parte degli operatori sanitari, inoltre, sono necessari adeguati investimenti in educazione e formazione. È poi necessario assicurare l’offerta pubblica dei servizi sanitari di base e garantire l’erogazione di diagnosi e terapie in tempi adeguati.
  2. Investire sostenibilmente nell’assistenza sanitaria, evitando tagli non giustificati alla sanità pubblica e assicurandosi che le risorse siano impiegate appropriatamente, ma anche devolvendo più fondi alla cooperazione europea in sanità nel quadro finanziario pluriennale dell’Ue. E ancora: garantendo la trasparenza decisionale in ambito sanitario, identificando e contrastando la corruzione laddove costituisca una barriera di accesso ai servizi, investendo in programmi di gestione delle malattie croniche ed effettuando valutazioni di efficienza ed efficacia della spesa sanitaria per aumentare i ritorni sugli investimenti.
  3. Assicurare a tutti prodotti e servizi sanitari accessibili. Questo obiettivo richiede la garanzia di adeguati livelli di spesa pubblica in sanità, oltre che l’accertamento, da parte dei governi, che le risorse finanziarie e la distribuzione delle spese nazionali in sanità riflettano effettivamente i bisogni del Paese. Il sistema sanitario, inoltre, dovrebbe affidarsi di più alle competenze dei farmacisti per ottimizzare l’utilizzo delle medicine e raggiungere risultati migliori in termini di salute riducendo i costi complessivi dell’assistenza sanitaria.
  4. Potenziare un approccio olistico alla salute favorendo la collaborazione tra la sanità e altri settori (sociale, economico, ambientale e del lavoro) per ridurre i trade-off tra le politiche e migliorando la collaborazione all’interno del sistema sanitario e tra i suoi operatori.
  5. Eliminare le discriminazioni e assicurarsi che a nessuno sia precluso l’accesso all’offerta sanitaria. Questo obiettivo si può raggiungere principalmente attraverso la riforma di leggi e politiche che restringono l’applicazione del diritto alla salute sulla base dello stato di residenza e attraverso il rispetto del diritto all’informazione per garantire a tutti i pazienti una buona conoscenza delle cure e dei trattamenti cui hanno diritto.

Consulta:

di Lucilla Persichetti

mercoledì 13 dicembre 2017
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