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SALUTE E BENESSERE

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Nel mondo, tra il 2000 e il 2015, i tassi di mortalità materna e dei bambini sotto i 5 anni sono diminuiti rispettivamente del 37% e del 44%. In calo anche l’incidenza di Hiv, tubercolosi e malaria.  In Italia, nonostante i progressi, persistono forti disuguaglianze di fronte all’offerta sanitaria, in termini di accesso e di qualità.

 

Senza qualità impossibile copertura sanitaria per tutti entro il 2030

Servizi di scarso livello ostacolano il miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini, imponendo costi aggiuntivi a famiglie e bilanci pubblici. Da Ocse, Oms e Banca mondiale un monito per governi, pazienti e operatori sanitari.

Diagnosi inaccurate, errori medici, trattamenti inappropriati o superflui e l'impiego di operatori non adeguatamente formati persistono in tutti i Paesi del mondo, indipendentemente dal reddito, generando un aumento dei costi economici e sociali di migliaia di miliardi di dollari ogni anno.

Se l’obiettivo posto dell'Agenda 2030 è di raggiungere la copertura sanitaria universale entro 12 anni, sarà necessario puntare in primis sulla qualità per ricostruire la fiducia dei cittadini nei servizi sanitari e garantire a tutti l’accesso a trattamenti e cure di alta qualità, incentrati sulle persone.

Ad affermarlo è il rapporto a cura dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e della Banca mondiale Delivering quality health services – a global imperative for universal health coverage, che descrive la qualità dei servizi sanitari come la misura in cui questi aumentano la probabilità di raggiungere i risultati desiderati in termini di salute e sono coerenti con l’attuale livello di conoscenza medica. Per essere di qualità, quindi, le cure devono essere efficienti, sicure, tempestive, eque e incentrate sugli specifici bisogni individuali.

Il rapporto sottolinea che nella maggior parte dei Paesi la qualità dei servizi sanitari non è adeguata. La situazione è peggiore negli Stati a basso o medio reddito, dove il 10% dei pazienti ospedalizzati rischia di contrarre infezioni durante il ricovero, contro il 7% dei Paesi ad alto reddito, nonostante la migliore igiene e l’uso appropriato di antimicrobici. Sempre nelle aree più ricche del mondo, inoltre, un paziente su dieci subisce danni durante il trattamento medico e circa il 15% della spesa pubblica in sanità è impiegata per rimediare a errori clinici o a sepsi contratte durante le degenze.

Per assicurare servizi sanitari di qualità, quindi, Ocse, Oms e Banca mondiale indirizzano una serie di proposte a governi, pazienti e operatori sanitari.

In particolare, i governi dovrebbero:

  • dotarsi di politiche e strategie per una maggiore qualità a livello nazionale;

  • dimostrare accountability nell’erogare servizi sicuri e di alta qualità;

  • assicurarsi che le riforme che mirano alla copertura sanitaria universale considerino la qualità come fondamento dei sistemi sanitari;

  • assicurare che i sistemi sanitari possiedano un’infrastruttura e tecnologie dell’informazione in grado di misurare e monitorare la qualità delle cure;

  • ridurre il divario tra la performance effettiva e quella desiderata in termini di qualità;

  • stabilire e sostenere una forza lavoro di qualità in ambito sanitario;

  • finanziare la ricerca sul miglioramento della qualità dei servizi.

Cittadini e pazienti dovrebbero:

  • essere coinvolti nei servizi di cura per ottimizzare il proprio stato di salute;

  • avere un ruolo centrale nell’elaborazione di nuovi modelli di cura che incontrino le aspettative e i bisogni della comunità locale;

  • essere informati del proprio diritto di avere accesso a cure che rispettino i moderni standard di qualità;

  • ricevere supporto e informazioni per poter gestire le proprie condizioni di lungo termine.

Infine, gli operatori sanitari dovrebbero:

  • partecipare alla misurazione e al miglioramento della qualità con i propri pazienti;

  • lavorare come una squadra e vedere i pazienti come colleghi nell’erogazione di servizi di cura;

  • impegnarsi a fornire e utilizzare dati per dimostrare l’efficacia e la sicurezza delle cure.

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Leggi il rapporto “Delivering quality health services – a global imperative for universal health coverage

 

di Lucilla Persichetti

lunedì 13 agosto 2018
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