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ACQUA PULITA E SERVIZI IGIENICO-SANITARI

Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture igienico-sanitarie

Nel 2015, il 90% della popolazione del Pianeta ha migliorato le proprie fonti di acqua potabile e 4,9 miliardi di cittadini hanno avuto accesso a una rete più sicura di servizi igienico-sanitari. Tuttavia, oltre 2 miliardi di persone vivono sotto stress idrico. In Italia la carenza d’acqua è un'emergenza nazionale: nell'estate del 2017 dieci Regioni hanno dichiarato lo stato di calamità.

Investiti 23 mld di dollari dalle aziende per gestire meglio le risorse idriche

Secondo il Global water report le grandi imprese stanno finanziando circa mille progetti per affrontare i rischi legati a un uso insostenibile dell’acqua in 91 Paesi nel mondo.

I rischi e i danni legati all’approvvigionamento delle risorse idriche continuano a interessare un numero sempre più grande di imprese e di investitori che cercano di capire come possano giocare un ruolo attivo nell’affrontare questi rischi.

Il Global water report del Cdp raccoglie ogni anno dati riguardo agli sforzi di gestione e controllo delle risorse d’acqua delle più grandi aziende mondiali. Durante il 2017 sono state 2025 le imprese che hanno risposto alla call, rispetto alle 1432 dell’anno precedente. Le aziende hanno, inoltre, impegnato 23,4 miliardi di dollari in oltre mille progetti per affrontare i rischi legati a problematiche idriche in 91 Paesi in tutto il mondo.

La crescente sensibilità nei confronti del tema nel settore industriale è dovuta non solo a una maggiore coscienza etica degli imprenditori, ma anche alla comprensione dei danni provocati da una insostenibile gestione della risorsa. Nel documento, infatti, sono quasi 4mila i rischi dichiarati che minaccerebbero i permessi delle aziende di operare in un determinato settore, la sicurezza dei loro processi di produzione e la loro capacità di crescita.

I dati forniti da questo Rapporto vengono utilizzati, inoltre, da 639 investitori istituzionali che possono così scegliere di finanziare le imprese più virtuose facendosi catalizzatori di un cambiamento di paradigma.

Di seguito si riportano alcuni esempi di impegni finanziari di alcune delle grandi compagnie attente al tema della tutela delle risorse idriche:

  • la Kimberly-Clark Corporation, che sta investendo 9 milioni di dollari in un nuovo sistema di trattamento delle acque reflue in uno dei suoi stabilimenti in Perù che consentirà un maggiore riciclo dell'acqua per ridurne il consumo e migliorare significativamente la qualità dello scarico delle acque reflue;
  • la società mineraria statunitense Alcoa, che ha già investito 115 milioni di dollari nelle sue operazioni in Australia per installare un sistema di filtrazione che riduce l'uso di acqua dolce di più di 2 miliardi di litri all'anno, riducendo contemporaneamente le fuoriuscite;
  • la Danone sta ingaggiando fornitori e investendo 59 milioni di dollari in progetti per garantire l'accesso sostenibile a materie prime chiave, come le forniture di latte nelle aree subsahariane e le forniture di frutta in Cina;
  • il conglomerato diversificato indiano Itc Limited ha investito quasi 9 milioni di dollari in interventi idrici in tutta l'India, costruendo oltre 10mila unità di raccolta dell'acqua e utilizzando fattorie dimostrative per condividere le migliori pratiche in materia di irrigazione efficiente e conservazione del suolo.

Il Global water report individua sei aree di azione che consentono di tenere traccia dei progressi delle aziende rispetto alla gestione delle risorse idriche.

La prima area si concentra sulla trasparenza delle informazioni circa la gestione dell’acqua e dei servizi igienici nelle aziende.

La seconda riguarda la governance dell'acqua che dovrebbe essere mantenuta nei programmi di consiglio di ogni azienda del mondo. Nel 2017, 520 aziende hanno mantenuto la supervisione a livello del consiglio di amministrazione sulle problematiche idriche e ne stanno raccogliendo i vantaggi, tra cui la differenziazione del mercato, la fiducia degli azionisti e la resilienza delle imprese.

La terza area riguarda la misurazione e il monitoraggio che le aziende devono fare per i prelievi, gli scarichi, la qualità, il consumo di acqua e la fornitura di servizi d’acqua e servizi igienici. Nel 2017, sono 466 le aziende che hanno una buona conoscenza di questi dati.

La valutazione del rischio idrico è la quarta area che le aziende dovrebbero tenere in considerazione. Nel 2017, 148 aziende hanno sviluppato una visione completa della loro esposizione al rischio idrico. Migliorando la loro comprensione del modo in cui viene gestita l'acqua, le aziende possono prepararsi meglio a rispondere in modo proattivo alle sfide.

La quinta area riguarda la determinazione di obiettivi ambiziosi che le aziende devono raggiungere per ridurre gli impatti sulla disponibilità e sulla qualità dell'acqua. A oggi, 418 aziende hanno fissato obiettivi di questo genere. Tuttavia, la maggior parte rimane di natura a breve termine e non tiene adeguatamente conto delle soglie sostenibili dei bacini da cui si riforniscono le imprese.

L’ultima area comprende il processo di produzione delle aziende. Queste, sfruttando il loro potere di acquisto sono in grado di guidare il cambiamento a un ritmo maggiore. Sono 297 le aziende che si stanno impegnando con i loro fornitori, richiedendo loro di segnalare la propria gestione dell'acqua, incentivandoli così a comportarsi in modo più sostenibile.

di Giulia D’Agata

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mercoledì 17 gennaio 2018
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