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LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA

Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

A livello globale, la crescita annuale media del Pil pro-capite è passata dallo 0,9% del 2005-2009 al 1,6% del 2010-2015. Nei Paesi in via di sviluppo, la percentuale è passata dal 3,5% al 4,6%. Anche in Italia il Pil pro-capite ha ripreso a salire (+1,2%), ma nel 2015 quello del Mezzogiorno rappresentava il 47% di quello del Nord-ovest. Il tasso di occupazione nel 2016 si è attestato al 57,2%.

L’Onu conclude in chiaroscuro quattro anni di indagine su finanza e sostenibilità

Il sistema globale ha subito molti cambiamenti positivi, dice il documento di Un Environment. Ma i flussi non sono ancora sufficienti per sostenere la realizzazione degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Il caso della Cina.

Finanziare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e gli Accordi di Parigi sul clima ha un costo dell’ordine di migliaia di miliardi di dollari all’anno. Per raggiungere questo impegno è necessario che il sistema della finanza mondiale riveda le regole del gioco. Per monitorarne l’evoluzione e progettare un sistema finanziario sostenibile, Un Environment, l’agenzia per l’Ambiente dell’Onu, ha avviato quattro anni fa un’inchiesta allo scopo di allineare la finanza con lo sviluppo sostenibile. “Making waves: Aligning the Financial System with Sustainable Development”, questo il nome del report conclusivo pubblicato il 17 aprile,  rileva che la sostenibilità sta diventando parte integrante nelle attività di routine delle istituzioni finanziarie, ma c’è ancora strada da compiere. Attualmente i flussi finanziari non sono ancora sufficienti per soddisfare le richieste economiche necessarie a sostenere gli SDGs e gli accordi internazionali presi durante la COP21.  "Nei quattro anni di attività dell'indagine, abbiamo assistito ad una riforma del sistema finanziario globale. È al passo con i tempi e più vicino alle banche, agli investitori e alle autorità di regolamentazione che devono proteggere le persone e i lPianeta” ha dichiarato Erik Solheim, executive director di Un Environment. “Il passo successivo è fornire i finanziamenti necessari per garantire un futuro migliore per tutti” conclude Solheim.
A riprova del cambiamento in atto, ci sono alcuni dati importanti: la crescita delle obbligazioni verdi (passate da 11 miliardi di dollari nel 2013 a 155 miliardi nel 2017), la diminuzione degli investimenti nelle attività ad alta emissione di carbonio, il costante calo (ma pur sempre presenti) degli investimenti in carbone, petrolio e gas. Fondamentale l’apporto delle azioni a livello nazionale: un numero crescente di Stati ha definito una roadmap per rendere i sistemi finanziari più sostenibili; il primo fra tutti è la Cina che con le sue “Guidelines for Establishing a Green Financial System” ha prodotto il più completo documento riguardante gli impegni nazionali in favore della finanza sostenibile. 

A livello internazionale negli ultimi quattro anni ci sono state iniziative importanti: è stato istituito il G20 Green Finance Study Group (Gfsg), è stata lanciata la piattaforma Green Invest per favorire gli investimenti green nei Paesi di sviluppo ed è stata fondata la Sustainable Digital Finance, per sfruttare e promuovere le tecnologie digitali per migliorare i finanziamenti a favore dello sviluppo sostenibile. Enormi progressi sono stati fatti, ma tanto c’è ancora a fare. È necessario coinvolgere attori sempre più influenti, formare e creare coalizioni ambiziose e potenti in grado di sviluppare quei settori ancora poco sensibili come la finanza digitale e le agenzie di rating; anche la “Belt and Road Initiative” (la nuova via della seta) può, e deve,  contribuire a questo importante processo di transizione. Ma più di tutti serve l'impegno di piattaforme politiche come il G20, per proseguire la strada intrapresa.
L’attività svolta in questi ultimi quattro anni dall’UN Environment rientra in quell’onda di cambiamento che ha iniziato a collegare il sistema finanziario con lo sviluppo sostenibile. Per proseguire questo processo di transizione occorre un allineamento tra questi due mondi un processo che lil Rapporto ritiene stia accadendo grazie all’interazione di più attività in corso che agiscono a livello nazionale e internazionale. Grazie allo sviluppo di iniziative collettive come la Rete bancaria sostenibile (Sbn) e l’Unep Finance Initiative, le istituzioni finanziarie pubbliche e private hanno integrato rischi e opportunità legati all’ambiente nelle loro linee di business. Inoltre grazie agli sforzi di cooperazione intrapresi dal G20, dal G7, dall’Onu e dal Financial Stability Board sono stati affrontati i diversi aspetti della finanza sostenibile, con il risultato che le banche multilaterali di sviluppo (Mdb) e le istituzioni finanziarie internazionali (Ifi) promuovono attivamente l’adozione di pratiche sostenibili nelle loro attività finanziarie di base. A livello nazionale si registra una propensione crescente verso la finanza sostenibile, spesso scaturita da processi di pianificazione necessari per attuare le politiche sui cambiamenti climatici.
"La maggior parte delle iniziative attualmente in corso per accelerare la finanza sostenibile, sarebbe stata semplicemente impensabile quando l'Inquiry è iniziata nel 2014", ha dichiarato Nick Robins, co-direttore dell'inchiesta."Questo dovrebbe far ben sperare per il futuro. Il sistema finanziario può allinearsi con lo sviluppo sostenibile".

di Tommaso Tautonico

lunedì 07 maggio 2018
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