per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA

Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti

A livello globale, la crescita annuale media del Pil pro-capite è passata dallo 0,9% del 2005-2009 al 1,6% del 2010-2015. Nei Paesi in via di sviluppo, la percentuale è passata dal 3,5% al 4,6%. Anche in Italia il Pil pro-capite ha ripreso a salire (+1,2%), ma nel 2015 quello del Mezzogiorno rappresentava il 47% di quello del Nord-ovest. Il tasso di occupazione nel 2016 si è attestato al 57,2%.

Su quali Obiettivi di sviluppo sostenibile puntano le aziende?

Qual è il contributo del settore privato agli SDGs? Analizzando 1.300 rapporti di sostenibilità presentati alla Global Reporting Initiative, è stato possibile individuare aree e obiettivi prioritari in 40 comparti aziendali diversi. 17/1/2019

L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile riconosce l’importante ruolo del settore privato nel raggiungere i Target fissati. Alla luce di questo importante contributo The Governance & Accountability Institute ha pubblicato a dicembre lo studio “Sector Study on Sustainability Materiality of the SDG Targets and Gri Indicators”, un corposo progetto di ricerca basato sull’analisi dei rapporti di sostenibilità redatti secondo le Linee guida G4 della Global Reporting Initiative (Gri), pubblicati tra marzo 2016 e marzo 2017.

Inoltre, grazie all’integrazione di documenti trasversali come "Inventory of Business Indicators" di SDG Compass e il Gri "Mapping the G4 to the Gri Standards", la ricerca ha potuto esaminare le tendenze delle aziende relative ai 169 Target degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Lo studio è suddiviso in 40 pubblicazioni specifiche per settori: aerospaziale e difesa, estrazione, prodotti farmaceutici, viaggi e tempo libero, industria del tabacco, solo per citarne alcuni. Per ogni comparto sono elencate le società di cui sono stati analizzati i report di sostenibilità, e valutati gli interessi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e gli indicatori Gri.

Grazie a un sistema di punteggio standardizzato, ogni classifica varia da un minimo di -50 a un massimo di 100 punti. Per facilitare la lettura dei risultati, ai punteggi è associata una scala di colori che varia dal rosso (punteggio più basso) al verde (punteggio più alto), passando per le tonalità dei gialli.

Basati sul principio della materialità, definita dal Gri come “la soglia oltre la quale un argomento o un indicatore diventano sufficientemente importanti da dover essere inclusi nel rapporto di sostenibilità”, lo studio è un ottimo strumento a disposizione dei leader aziendali, degli investitori, dei responsabili della società civile, interessati a capire quali settori industriali e modelli di business sono più in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Crediamo che le decisioni riportate nei report di queste 1.387 organizzazioni di tutto il mondo, divise in 40 settori, rappresentino un potente insieme di big data" ha affermato Louis Coppola, co-fondatore del Governance & Accountability Institute.
Analizzando il Rapporto generale, basato sulla scala di colori esplicitata in precedenza, notiamo come non ci sia nessun settore che raggiunga il punteggio massimo.

Il comparto automobilistico, quello delle energie alternative e dell’aerospazio sono i settori dove si registrano i punteggi mediamente più alti, pur senza mai eccellere in nessun Obiettivo di sviluppo sostenibile. 

Da rilevare i 76 punti dell’industria del tabacco sull’Obiettivo 10 – Ridurre le disuguaglianze – e i 63 punti sull’Obiettivo 1 – Sconfiggere la povertà. Questo significa che nei tre rapporti di sostenibilità analizzati, questi due obiettivi sono prioritari rispetto a tutti gli altri. La stessa industria del tabacco registra un punteggio negativo, - 8, sull’Obiettivo 4 – Istruzione di qualità, ad indicare il poco interesse nel garantire l’apprendimento di qualità per tutti.

Scorrendo la tabella riassuntiva dei risultati, c’è un settore che più di tutti registra risultati poco soddisfacenti: quello petrolifero (attrezzature, servizi e distribuzione). Questo settore registra per ogni Obiettivo valori molto bassi, che nella scala dei colori vanno dall’arancio al rosso, senza mai raggiungere le sfumature del giallo o del verde. Il punteggio più critico, 1,97, è registrato sull’Obiettivo 11 – Città e comunità sostenibili, mentre il valore più alto, 24,32, è associato all’Obiettivo 4 – Istruzione di qualità. Questo significa che le imprese del settore hanno ancora molta strada da compiere affinché possano contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Cambiando prospettiva e valutando i risultati in base ai singoli SDGs, è l’Obiettivo 6 – Acqua pulita e servizi igienico sanitari – a registrare il maggior numero di punteggi negativi, segno che nei report di sostenibilità di molti comparti produttivi, non rientra tra gli obiettivi prioritari. Al contrario, l’Obiettivo 16 – Pace, Giustizia e istituzioni solide – è quello con il maggior numero di punteggi nelle sfumature del verde.
Continueremo a fornire e analizzare questo set di big data” dichiara il Governance & Accountability Institute. “Dobbiamo assistere i nostri clienti e accompagnarli a diventare leader della sostenibilità”.

 

Scarica il rapporto “Sector Study on Sustainability Materiality of the SDG Targets and Gri Indicators”

Scarica la tabella di valutazione dei settori rispetto agli SDGs

 

di Tommaso Tautonico

giovedì 17 gennaio 2019
#ASviS_Altre_News #goal8

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale