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IMPRESE, INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE

Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

A livello globale, i finanziamenti destinati a Ricerca a Sviluppo si sono attestati all'1,7% del Pil nel 2014, rispetto all’1,5% del 2000. L’Italia ha fatto passi in avanti soprattutto nell’Ict: il 97% delle abitazioni hanno accesso a reti fisse a velocità compresa tra i 2 e i 20 Mbit/s, mentre le linee di rete fissa a banda larga con velocità pari o superiore ai 10 Mbit/s hanno superato il 50% del totale.

Per l’innovazione l'Ue guardi all’audacia e complessità del programma Apollo

Presentata alla Commissione Ue la proposta formale per il prossimo Programma Quadro: dallo studio di Mariana Mazzucato le modalità di selezione per raggiungere gli obiettivi di crescita, inclusione e sostenibilità.

“L'innovazione non solo stimola la crescita e le attività economiche ma può anche attivamente orientarle al fine di fronteggiare le sfide globali, trasformando queste in missioni concrete, misurabili e, più importante di tutto, raggiungibili”, parola di Mariana Mazzucato, docente di Economia dell'innovazione e rilevanza pubblica alla University College London (Ucl) e direttore dell'Institute for innovation and public purpose, nella stessa università, autrice dello studio "Mission-Oriented Research and Innovation in the European Union - a problem-solving approach to fuel innovation-led growth"  presentato il 22 febbraio alla Commissione europea e al commissario per la Ricerca e l’innovazione Carlos Moedas, in qualità di proposta formale per il prossimo Programma Quadro (FP9), che l’esecutivo europeo elaborerà a giugno.

Scopo della ricerca, precisa Mazzucato nell'introduzione, non è di decidere qual è il futuro delle missioni legate a ricerca e innovazione ma piuttosto offrire una guida sulla loro modalità di selezione e implementazione. Se infatti i tre obiettivi più importanti per l'Europa sono crescita, inclusione e sostenibilità,  è necessario capire in che modo l'innovazione possa essere il volano con il quale intervenire su queste emergenze.

Insegnano qualcosa le missioni del passato, come ad esempio il programma Apollo, che viene analizzato nel dettaglio, mostrando come fondamentali caratteristiche di quella impresa furono l'audacia e l'attivazione dell'innovazione in più ambiti connessi tra loro ai fini del risultato.

In quel caso la missione prevedeva immensi costi e necessitava di investimenti non solo nel settore aerospaziale ma anche in medicina, biologia, geologia, materiali, elettronica e comunicazioni: senza l'apporto di tutte queste conoscenze il successo non sarebbe stato conseguibile. E ancora: dopo quell'evento i bambini iniziarono a studiare sognando di diventare astronauti, ebbero origine nuove sinergie tra ricercatori di diversi ambiti, nonché vennero stimolate nuove imprese con rischi del tutto sconosciuti prima e reso le materie scientifiche improvvisamente attraenti.

Così nuove applicazioni innovative potrebbe davvero cambiare segno a molti fenomeni e tendenze sociali e globali, si pensi come ad esempio i più avanzati satelliti potrebbero funzionare per ridurre le morti di migranti nei viaggi della speranza attraverso il Mediterraneo. Ciò richiederebbe la collaborazione tra settori diversi come lo spazio, i servizi di sicurezza, la tecnologia marina, i servizi marittimi e di immigrazione.

Se è vero che l'innovazione “non ha solo un tasso ma anche una direzione”,  le missioni sono un potente strumento per orientare la crescita economica e l'agenda politica europea perché cercano e propongono soluzioni, opportunità di miglioramento su problematiche vere, siano essi connessi all'erogazione di servizi pubblici o cure di malattie come il cancro o l'obesità, piaghe per miliardi di persone in nel mondo. 

 

di Elis Viettone

martedì 06 marzo 2018
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