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L’Isa verso un regolamento per lo sfruttamento dei fondali marini

L’International Seabed Authority ha concluso la sua 23esima assemblea con la pubblicazione della prima bozza. Durante l’assemblea è stata ribadita l’importanza della ricerca e della condivisione dei risultati.

L’ International Seabed Authority (Isa) si è riunita dal 8 al 18 agosto a Kingston (Giamaica) per la 23sima Assemblea annuale. Il presidente dell’Assemblea Eugénio João Muianga ha aperto la sessione sottolineando la responsabilità e il ruolo attivo dell’Isa nell’indirizzare le sfide e le opportunità verso un uso sostenibile degli oceani e delle loro risorse. Sono stati poi ricordati gli impegni volontari che l'Isa si è assunta durante la Ocean Conference dell’Onu di giugno del 2017, in particolare riguardo: il rafforzamento del ruolo delle donne nella ricerca scientifica marina attraverso una mirata capacity building; l’incoraggiamento alla diffusione dei risultati delle ricerche attraverso il Premio del Segretario Generale Isa per l'eccellenza sulla ricerca sul mare; la valorizzazione delle valutazioni sulla biodiversità delle profondità marine attraverso la creazione di atlanti tassonomici online legati alle attività estrattive delle acque profonde; la cooperazione per promuovere lo sviluppo sostenibile delle risorse delle acque profonde e il sostegno della blue economy dell'Africa; il miglioramento della valutazione delle funzioni ecologiche essenziali dei mari profondi attraverso osservazioni oceanografiche subacquee.
Altri temi di discussione hanno riguardato la concessione del permesso alla Polonia di esplorare un'area vicino alla Dorsale Medio Atlantica per l'estrazione di solfidi polimetallici e l'estensione per l’India del contratto per la ricerca dei noduli polimetallici. Inoltre, è stato comunicata la pubblicazione online della prima bozza del documento sulla Regolamentazione dello sfruttamento delle risorse marine.

L'Isa è stata istituita come istituto autonomo nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (United Nations Convention on the Law of the Sea, Unclos) per organizzare e controllare le attività nell'Area, definita come il fondale marino e il sottosuolo oltre i limiti della giurisdizione nazionale e tutte le risorse minerali solide, liquide o gassose in situ nell'area o sotto il fondale marino, inclusi i noduli polimetallici. Inoltre, l'Isa è tenuta a prevedere le misure necessarie per garantire un'efficace protezione dell'ambiente marino da effetti nocivi, che possono derivare da attività minerarie nell'Area.

L’Isa si trova attualmente  in una “fase di transizione” in cui discute i passi intrapresi durante questa sessione per migliorare la propria trasparenza e per garantire il raggiungimento dell'equilibrio appropriato tra la conservazione e l'uso sostenibile delle risorse attraverso lo sviluppo dei regolamenti di sfruttamento.

di Giulia D’Agata

giovedì 24 agosto 2017
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