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Maggiore coerenza delle politiche, ma insufficienti gli Aiuti per lo sviluppo

Le politiche italiane di cooperazione internazionale si strutturano sugli SDGs, ma è ancora lontano l’obiettivo di destinare alla Cooperazione lo 0,7% del Pil. Si attende l’approvazione della legge sul Commercio equo e solidale.

Nel Rapporto 2017 sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile, presentato alla Camera il 28 settembre, si esamina la situazione dell’Italia in relazione all’Obiettivo 17 (“Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile”) dell’Agenda 2030.

I Target dell’Obiettivo 17 includono numerosi impegni significativi sottoscritti dall’Italia, tra i quali:

- Target 17.2 – “I Paesi sviluppati adempiano pienamente ai loro obblighi di aiuto pubblico allo sviluppo, tra cui l'impegno da parte di molti Paesi sviluppati di raggiungere l'obiettivo dello 0,7 per cento di Aps/Pil (Aiuti per lo sviluppo) per i Paesi in via di sviluppo e da 0,15 a 0,20 per cento di APS/PIL per i Paesi meno sviluppati; i donatori di Aps sono incoraggiati a prendere in considerazione la fissazione dell’obiettivo di fornire almeno 0,20 per cento di Aps/Pil per i Paesi meno sviluppati”.
- Target 17.14 – “Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile”.
- Target 17.10 – “Promuovere un sistema commerciale multilaterale universale, basato su regole, aperto, non discriminatorio ed equo nell’ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio, anche attraverso la conclusione dei negoziati dell’agenda di Doha per lo sviluppo”.
- Target 17.17 – “Incoraggiare e promuovere efficaci partenariati tra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile, basandosi sull'esperienza e sulle strategie di accumulazione di risorse dei partenariati”.

In termini di Assistenza pubblica allo sviluppo (Aps), tra il 2015 e il 2016 si è registrato un leggero aumento, dallo 0,22% allo 0,26%, della quota rispetto al Reddito nazionale lordo. Tuttavia, l’impegno al raggiungimento dello 0,7% entro il 2030, ribadito nel Documento del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) ma non nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, è ancora lontano.

Relativamente alla coerenza delle politiche, si segnala il “Documento triennale di Programmazione e di Indirizzo 2016-2018” del Maeci che, seppur approvato dal Consiglio dei Ministri con forte ritardo (marzo 2017 invece di maggio 2016), presenta un’innovativa strutturazione secondo gli SDGs e una generale corrispondenza con quanto presente nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. Naturalmente, la coerenza potrà essere assicurata soltanto attraverso una forte assunzione di responsabilità nell’attuazione di quest’ultima da parte della Presidenza del Consiglio e, per quanto attiene la dimensione della cooperazione internazionale, attraverso l’adozione da parte dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) di linee guida che definiscano priorità di intervento per aree geografiche e tipologie di intervento a sostegno degli SDGs, identificando gli indicatori di monitoraggio. Si segnala che l’aggiornamento 2017-2019 del Documento del Maeci è già in corso di approvazione.

Sul fronte del Target 17.10 sulla realizzazione di un sistema commerciale non discriminatorio ed equo, si segnala che è ancora in corso l’iter di approvazione della legge sul Commercio Equo e Solidale, che costituirebbe un grande passo in avanti funzionale allo sviluppo sostenibile dei Paesi in via di sviluppo e di quelli meno sviluppati e spingerebbe le aziende italiane verso un percorso di integrazione della sostenibilità sociale nelle proprie filiere produttive, trasformandole in attori importanti nel raggiungimento degli SDGs a livello globale.

Per la dimensione internazionale è importante evidenziare anche la necessità di implementare in tutti i Paesi i diritti legati alla dignità della vita umana, che costituisce uno degli obiettivi e principi di riferimento della Cooperazione italiana ai sensi della Legge 125/2006. Tra questi, si segnala che nell’aprile del 2016 è stato raggiunto un traguardo significativo per il diritto umano all’acqua: l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del Ddl n. 2343 “Principi per il governo e la gestione pubblica dell’acqua”, il quale prevede (oltre all’accesso gratuito ad almeno 50 lt/g/persona per tutti i cittadini) strumenti di solidarietà internazionale attraverso l’attivazione di un Fondo per realizzare progetti volti a migliorare l’accesso all’acqua potabile nei Paesi più poveri. Il provvedimento legislativo è attualmente all’esame nella Commissione Ambiente del Senato e potrebbe essere approvato prima della fine della legislatura.

Per rafforzare i mezzi di attuazione e il partenariato mondiale per il raggiungimento degli SDGs nel Rapporto ASviS 2017 si propone, tra l’altro, di: stabilire meglio le azioni da svolgere per rafforzare gli Obiettivi più direttamente connessi con le finalità della Cooperazione individuate dalla Legge 125/2014 e definire azioni di intervento specifiche per alcuni Obiettivi centrali dell’Agenda 2030 (come l’accesso all’acqua, la riduzione della povertà alimentare, lo sviluppo dei sistemi sanitari e il sostegno all’empowerment della componente femminile); rafforzare i partenariati pubblici-pubblici e impostare il partenariato pubblico-privato in maniera coordinata e coerente con un approccio allo sviluppo locale che delinei i ruoli e le responsabilità dei partner, nonché la distribuzione dei benefici finanziari e non finanziari; procedere con l’approvazione della “Legge per la promozione e la disciplina del Commercio Equo e Solidale” e del Ddl n. 2343 “Principi per il governo e la gestione pubblica dell’acqua”; avanzare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu o al Consiglio per i diritti umani la proposta di avviare un gruppo di lavoro per l’adozione di un Protocollo internazionale vincolante per assicurare il diritto umano all’acqua sancito da una risoluzione dell’Onu mai attuata.

Nel caso dell’Obiettivo 17, l’ASviS non presenta un indice composito, ma un indicatore headline dato dal rapporto tra l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo e il reddito nazionale lordo. Tale rapporto presenta un andamento fortemente altalenante dovuto alla instabile disponibilità annuale di fondi.

Ricordiamo che l’indicatore composito ci informa sul trend, ma non sulla distanza che separa l'Italia dai target fissati dall'Agenda 2030.

I dati dettagliati sugli indicatori relativi a questo Goal si possono ricavare interrogando il database interattivo dell’Alleanza.

Leggi l’Analisi del Goal 17 nel Rapporto ASviS 2017 e le proposte dell’Alleanza su Cooperazione internazionale.

mercoledì 18 ottobre 2017
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