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QUESTA SETTIMANA: Quando la politica scopre di dover fare i conti con il futuro

Si discute molto e in molte sedi, in vista della prossima campagna elettorale. Ma quando davvero ci si interroga sui prossimi anni si scopre che i temi che contano non sono quelli che tengono banco nel dibattito quotidiano.

di Donato Speroni

“La Cina sta investendo 130 miliardi nella via della seta, che unirà Asia e Africa. Che conseguenze avrà? Ma il tema va al di là del Raccordo anulare, quindi non ce ne occupiamo”.

La battuta amara di Emma Bonino al convegno Stati Uniti d’Europa promosso da Radicali italiani, segnala l’insofferenza di chi guarda avanti rispetto al chiacchiericcio che domina la scena politica italiana. Analogamente, in un videomessaggio allo stesso convegno, Romano Prodi ha proposto un “Piano Marshall per l’Africa” cogestito tra Europa e Cina, perché questa collaborazione è nell’interesse comune. E Giuliano Pisapia ha ricordato che dobbiamo fare i conti con l’Africa, la cui popolazione pochi decenni fa era un terzo di quella dell’Europa mentre nel 2050 sarà il triplo del Vecchio continente “e questi temi non si affrontano senza una risposta europea”.

Visioni e discorsi di grande respiro non sono mancati anche in un altro grande incontro: la quadriennale “Settimana sociale dei cattolici italiani” che si è svolta a Cagliari e si è conclusa con sette proposte operative, quattro al governo italiano e tre all’Europa. Anche se, come ha ricordato l’economista Luigino Bruni, i media faticano a prendere atto di queste proposte quando escono dallo stereotipo della contrapposizione culturale cattolici – laici.

La filosofia generale è quella del “voto col portafoglio” espressa dall’economista cattolico Leonardo Becchetti:

Enunciare un dover essere però non basta se la prassi è lontana dal realizzarsi. Una volta stabilito "cosa" fare, resta il problema più grande, quello del "come" fare. La direzione più promettente è quella del "voto col portafoglio" accompagnato da politiche di stimolo delle "energie dal basso" della società civile (come ad esempio una rimodulazione dell’Iva a saldo zero per le finanze pubbliche che premi i prodotti e le filiere più sostenibili). Non è un caso che nei Sustainable Development Goals, i 17 obiettivi che costituiscono l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, si parli molto di più che in passato dell’azione della società civile. È del tutto evidente, infatti, che quando parliamo di ambiente (e ad esempio di risorse idriche) gli stili di vita sono fondamentali e senza la collaborazione dei cittadini le istituzioni possono poco e non sono stimolate ad agire.

Anche nella scelta dei temi della conferenza programmatica del Partito democratico che si è svolta a Napoli dal 27 ottobre c’è stato uno sforzo di guardare avanti. Le dieci “piazze tematiche” ricalcavano molti degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, e il vicesegretario Maurizio Martina ha fatto un esplicito riferimento agli SDGs:

Collochiamo il nostro progetto nel quadro degli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo sostenibile e in piena coerenza con gli accordi di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici.

Non si può dire però, quanto meno dalle cronache dell’incontro di Napoli, che questi temi abbiano davvero avuto molto spazio nella discussione.  

Nelle prossime settimane, gli altri movimenti politici dovranno necessariamente proporre le loro visioni del futuro nella elaborazione dei programmi elettorali e l’ASviS non mancherà di continuare a stimolarli, con la diffusione delle proposte contenute nel Rapporto 2017, con gli incontri radiofonici nella rubrica AltaSostenibilità e con una serie di altre iniziative di confronto diretto, nella convinzione che la prossima legisatura sarà determinante per mettere l’Italia su un percorso di sviluppo sostenibile.

Allargando lo sguardo al di fuori dell’Italia, segnaliamo due notizie. La prima è l’apertura il 6 novembre della Cop 23, la nuova Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici. Dopo la Cop 21 di Parigi, caratterizzata dall’assunzione condivisa dell’obiettivo di mantenere il riscaldamento entro i 2 gradi centigradi, e possibilmente entro 1,5 gradi, dopo la Cop 22  di Marrakech segnata dallo sbandamento provocato dal rifiuto di Donald Trump di mantenere gli impegni precedentemente sottoscritti, la Cop 23 sarà il momento della riaffermazione comune dell’Accordo di Parigi, ma anche di valutazioni realistiche sulle conseguenze che l’accelerazione del cambiamento sta avendo sull’intero Pianeta. Il primo ministro figiano Frank Bainimarama guiderà l’incontro e non a caso i partecipanti s’imbatteranno innanzitutto in una canoa polinesiana, portata a Bonn per ricordare la minaccia che incombe sulle piccole isole.

L’altra notizia da non sottovalutare è la decisione del Burundi di abbandonare la Corte penale internazionale (Icc, International criminal court) per evitare che questo organo internazionale possa investigare sulle repressioni attuate dal presidente Pierre Nkurunziza per modificare la Costituzione e ottenere un terzo mandato. Non è una storia da poco, perché anche il Sudafrica ha compiuto una mossa in questa direzione, sostenendo che la Icc tiene nel mirino soprattutto i leader africani.

La vicenda mette in evidenza quanto sia difficile far progredire la governance internazionale in un mondo dominato da regimi di dubbia democrazia o guidati da leader che rifiutano i processi multilaterali per guardare solo ai (presunti) interessi nazionali o ai rapporti bilaterali. Eppure le cose si muovono, non rimangono chiuse nei confini nazionali. Nei giorni scorsi, Transparency international ha sottolineato con favore la sentenza di un tribunale di Parigi che condanna Teodoro Nguema Obiang Mangue, vicepresidente della  Guinea equatoriale e figlio del presidente, per aver rubato 150 milioni di euro di fondi pubblici, spesi poi in auto sportive e altri generi di lusso, sequestrandone i beni in Francia con l’obiettivo di costringerlo a restituire il maltolto al suo popolo.

Neppure ci rendiamo conto della intensità del lavoro che continua in tutto il mondo per tessere una rete di accordi che ci avvicinino alla realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite. Ne dà notizia, con cronache inevitabilmente noiose ma puntuali di incontri che quasi mai rimbalzano sui grandi media, l’Earth Negotiations Bulletin.

Guardando solo a Roma, nei giorni scorsi si sono tenuti:

- il 13esimo incontro del Persistent Organic Pollutants Review Committee (Poprc-13) nel quadro della convenzione di Stoccolma sui “Persistent Organic Pollutants (Pops)”, dal 17 al 20 ottobre alla Fao, “con 130 partecipanti tra rappresentanti dei governi, delle imprese, delle università e della società civile”.

- il 13esimo incontro del Chemical Review Committee (Crc-13) nel quadro della Convenzione di  Rotterdam sulla procedura di  “Prior Informed Consent (Pic) for Certain Hazardous Chemicals and Pesticides in International Trade”, dal 23 al 26 ottobre, con 80 partecipanti.

Verrebbe da dire che non solo non guardiamo al di là del Raccordo anulare, ma spesso non ci accorgiamo neppure di quello che avviene all’interno della Città eterna. Certo, si tratta di incontri tecnici, difficili anche da raccontare da parte dei non addetti ai lavori, ma che in prospettiva avranno un impatto significativo sui nostri consumi e sulla nostra vita.  L’importante è essere consapevoli che questo grande lavoro di governance internazionale va avanti, è faticoso, ma dà risultati. Ed è un elemento di speranza. 

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E INOLTRE...

a cura di Giulia D’Agata

In questi giorni il sito asvis.it si è anche occupato di:

Altre segnalazioni:

  • L’associazione Cittadinanzattiva ha presentato il 26 ottobre il dossier “Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense” relativo alla situazione italiana circa le tariffe e lo stato qualitativo di mense scolastiche e nidi.
     
  • Nel quadro del progetto europeo Brights è stato sviluppato il Massive open online courses (Mooc) di quattro settimane “Affrontare l’Educazione alla Cittadinanza Globale attraverso lo Storytelling Digitale” durante il quale i partecipanti acquisiranno una comprensione approfondita su come progettare e applicare la metodologia dello Story circle a favore dell’educazione alla cittadinanza globale.
     
  • Fondazione Unipolis, con il Progetto Sicurstrada, promuove il concorso “La sicurezza si fa strada” che ha come obiettivo la progettazione di nuovi strumenti multimediali che favoriscano la sensibilizzazione e l’attenzione dei giovani alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile. Il concorso si aprirà il 15 novembre 2017 e si chiuderà il 15 febbraio 2018.
     
  • Il Premio Socialis valorizza i laureati e futuri manager della responsabilità sociale d’impresa premiando le migliori tesi di laurea sui temi della Csr, della governance, del non profit e dello sviluppo sostenibile. Sono ammessi a partecipare i laureati con le tesi discusse dopo il 1° gennaio 2014, pervenute alla segreteria del Premio Socialis entro il 4 novembre 2017.
     
  • Durante l’evento “Credito al Credito” il 26 ottobre Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, è intervenuto sottolineando che le banche hanno un ruolo fondamentale nel favorire la grande trasformazione verso lo sviluppo sostenibile e che questa evoluzione, necessaria per il futuro, è un'occasione straordinaria di crescita per le imprese.
     
  • È possibile guardare sul sito dell’ASviS il video completo della presentazione del Rapporto 2017 “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” che si è tenuta alla Camera il 28 settembre.
     
  • Nell’ambito della fiera Ecomondo è stata avviata la terza edizione di Intrap(p)rendere Green, progetto con il patrocinio ASviS che insegna ai preadolescenti i comportamenti di sostenibilità ambientale.
  • È uscito il sesto numero del Barometro della Cisl del benessere/disagio delle famiglie. Il Barometro registra per i primi due trimestri del 2017 un miglioramento limitato rispetto allo stesso periodo del 2016. Sono positivi i dati dell’Attività economica e della Quantità del lavoro (la linea rossa è più esterna). È invece deludente l’andamento della Qualità del lavoro con nuovi minimi assoluti; andamento sfavorevole anche per i Redditi; in questo caso i valori al 2° trimestre 2017 sono peggiori di quelli dello stesso periodo 2016.
     

Prossimi eventi:

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giovedì 02 novembre 2017
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