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Dall’Agenda 1338 all’Agenda 2030: il buon governo e gli SDGs in un affresco

In occasione del Siena Food Innovation Festival, il Santa Chiara Lab dell'Università di Siena ha prodotto un video che individua i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile nell’affresco “L’allegoria del buono e del cattivo governo” di Ambrogio Lorenzetti.

Uno dei cicli di affreschi civici più importanti del Medioevo si trova sulle pareti del magnifico palazzo pubblico di Siena,  cuore del potere civile della città. “L'affresco del Lorenzetti del 1338 inerente alle conseguenze del buon governo sulla città e la campagna è un vero e proprio manifesto politico”, dice il professor Angelo Riccaboni che è stato nominato consigliere della ministra del Miur (ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca), Valeria Fedeli, per il Programma europeo per la ricerca e l’innovazione nell’area mediterranea (Prima), e da qui deriva appunto il nome “Agenda 1338”. “Ci piaceva collegare il dipinto ad un altro documento che in fondo è anch’esso un manifesto politico, l'Agenda 2030” continua Riccaboni. Infatti, in occasione della seconda edizione del Siena Food Innovation, un’iniziativa dell’Università di Siena organizzata su due giornate (una a maggio e una a ottobre, a cui ha partecipato anche l’ASviS) Siylab ha prodotto un video che individua ognuno dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile in diverse scene del famoso dipinto “Buon governo” dell’artista medievale di origini senesi, Ambrogio Lorenzetti.

Secondo la professoressa di storia medievale dell’Università di Siena Gabriella Piccinni, la ricerca del buon governo e del bene comune, cioè la subordinazione dell'interesse privato a quello della comunità, ha attraversato la storia del pensiero occidentale come uno dei più grandi temi di riflessione politica di tutti i tempi. A questi temi e concetti di valore universale, si è dedicato il pittore Ambrogio Lorenzetti nel 1338, dipingendone i principi astratti e gli effetti. La professoressa Piccinni ricorda anche come la complessità del messaggio trasmesso da Lorenzetti, pieno di spunti politici e riferimenti filosofici, poteva essere in pieno interpre­tata e apprezzata solo dai più colti, ma l’uso di tanti particolari della vita quotidiana rendeva il contenuto d’immediata comprensione anche per il pubblico meno provveduto. Ciò avviene anche oggi

È proprio grazie alla forza comunicativa del Buon governo e alle riflessioni dell’artista su concetti universali che oggi è possibile guardare l’opera sì, con gli occhi del futuro, essendo passati sette secoli, ma anche utilizzarla come una mappa iconografica dove ritrovare i 17 elementi fondamentali dell’Agenda 2030. 

 

Guarda il video: 

 

di Ottavia Ortolani

venerdì 10 novembre 2017
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