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Solo i funghi sopravvivono ai sei gradi, ma anche con due non andiamo bene

I danni provocati dai cambiamenti climatici sono ormai visibili a tutti. Un’infografica del Futurism spiega a quali disastri andremo incontro per ogni aumento di un grado della temperatura globale.

I rischi del cambiamento climatico connesso all’aumento della temperatura globale per cause antropiche sono oramai ben noti e accertati dalla maggior parte della comunità scientifica, anche se c’è sempre qualche negazionista. Questi dati sono stati ribaditi anche nel Climate Science Special Report degli Usa in cui viene fatta una panoramica dell’andamento delle temperature globali e le catastrofi ad esso connesse. Secondo il documento, la media annuale globale della temperatura è aumentata di circa un grado centigrado negli ultimi 115 anni (1901-2016). L’anno attuale è il più caldo mai registrato nella storia della civiltà moderna. L’analisi del rapporto esprime la certezza che le attività umane, in particolare le emissioni di gas a effetto serra, siano la causa principale del riscaldamento osservato dalla metà del 20esimo secolo. Si tratta di un documento ufficiale, che la Casa Bianca ha dovuto accettare anche se contrasta con le tesi del presidente Donald Trump.

Nel complesso quindi siamo tutti stati avvertiti su cause, rischi e pericoli dell’aumento delle temperature. Un’interessante infografica pubblicata su Futurism, spiega nel dettaglio i danni ambientali e sociali a cui andremmo incontro all’aumentare di 1, 2, 3… 6 gradi centigradi.

L’innalzamento della temperatura globale di un solo grado ha dato inizio a ondate di calore d’intensità “sahariana” tali da rendere le estati estremamente torride. Centinaia di migliaia di persone maggiormente esposte alle ondate di calore rischiano di morire a causa dello stress climatico. Il settore agricolo ne risente perché l’eccessivo calore cuoce le verdure prima ancora di essere raccolte. Le foreste bruciano. L’acqua dolce si prosciuga da un terzo dei territori del mondo. Secondo lo schema, siamo già nei guai: abbiamo zero possibilità di evitare l’aumento di temperatura di un grado.

Con l’aumento della temperatura mondiale di due gradi, incorreremmo nello scioglimento dei ghiacci polari. I ghiacci della Groenlandia scomparirebbero in 140 anni. A causa di questo, il livello del mare s’innalzerebbe fino a sommergere città come Miami e la maggior parte di Manhattan (per non parlare di Venezia!). Anche città come Bangkok, Bombay e Shangai si ritroverebbero sott’acqua costringendo metà dell’umanità a migrare verso territori più ad alta quota. Verrebbero messe a rischio le rimanenti scorte d’acqua dolce causando l’estinzione di un terzo delle specie esistenti. A oggi, avremmo ancora il 93% di possibilità di non far realizzare questo penoso scenario se riducessimo del 60% le emissioni di gas serra entro il prossimo decennio.

Con tre gradi in più tutto il settore agricolo e della produzione alimentare andrebbe incontro ad un irreversibile declino minacciando la sopravvivenza di milioni di persone. L’acqua salata raggiungerebbe i fiumi contaminando le falde acquifere. Il calore intenso accelererebbe l’evaporazione prosciugando la vegetazione, il suolo e i bacini idrici. Il carbonio immagazzinato nel suolo dalla vegetazione in decomposizione verrebbe rilasciato nell'atmosfera. Scomparirebbe l’80% dei ghiacciai dell’Artico causando un ulteriore innalzamento del livello del mare. L’aumento della temperature degli oceani causerebbe, inoltre, l’avvento di un maggior numero di uragani. Avremo poche chance di impedire il raggiungimento di questo traguardo se non blocchiamo l’aumento della temperatura prima che aumenti di due gradi e l’innescamento dei feedback provenienti dal ciclo del carbonio.

Portando la temperatura a quattro gradi in più, lo scioglimento ulteriore dei pochi ghiacciai rimasti comporterebbe l’aumento del livello del mare di 50 metri. L’agricoltura della Cina sarebbe completamente distrutta costringendo la popolazione mondiale a trovare un modo per sfamare più di un miliardo e mezzo di persone. Le estati comincerebbero a farsi più lunghe portando le città a raggiungere temperature oltre i 45°C. Lo scioglimento del permafrost artico comporterebbe il rilascio di 550 miliardi di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera.

L’aumento di cinque gradi significherebbe: il completo scioglimento dei ghiacciai di entrambi i poli; la trasformazione delle foreste in deserti; il raggiungimento dei territori continentali da parte delle acque marine. La temperatura raggiungerebbe livelli pari a quelli dell’era dell’Eocene a causa del rilascio di metano nell’atmosfera dalle esplosioni vulcaniche. L’umanità sarebbe condannata a lotte per la sopravvivenza.

La buona notizia è che non dovremo preoccuparci del raggiungimento dei sei gradi. A questo punto i funghi rappresenterebbero l’unica specie sopravvissuta in un pianeta ormai desertico.

di Giulia D’Agata

venerdì 17 novembre 2017
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