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Confindustria, manifesto sulla responsabilità sociale per le imprese 4.0

Degrado ambientale, cambiamento climatico e aumento delle diseguaglianze: ecco i grandi problemi irrisolti della crescita economica globale. Un decalogo destinato agli imprenditori per l'attuazione dell'Agenda 2030.

L’importanza della sostenibilità cresce perché cresce l’urgenza di porre rimedio ad alcuni grandi problemi che interessano l’intero Pianeta. Non riconoscere l’importanza del tema mette a rischio, in prospettiva, la stessa esistenza della singola impresa e la rilevanza del sistema produttivo italiano nel contesto internazionale”: così la Confindustria descrive l'impellente necessità per le attività imprenditoriali italiane e di tutto il mondo di dotarsi di piani a medio e lungo termine che creino benessere per le comunità, sviluppo economico e sociale, con un'attenzione alla tutela ambientale e al capitale naturale, nel solco degli Obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu.

Nel Manifesto “La Responsabilità sociale d’impresa per l’Industria 4.0” elaborato dal Gruppo tecnico Rsi presieduto da Rossana Revello e presentato dalla Confederazione generale dell'industria italiana il 24 gennaio, vengono riassunti in dieci punti gli obiettivi verso cui orientarsi, tenendo anche conto degli impegni già sottoscritti, quali l'adesione il 17 novembre 2017 al Patto di Milano, il documento elaborato dall'ASviS dal titolo "Le imprese italiane insieme per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile".

La crescita economica alla quale abbiamo assistito finora, spiega il Manifesto, ha creato una pressione ambientale “non sostenibile nel lungo termine, prodotto risultati non soddisfacenti in termini di uguaglianza e inclusione sociale”, mentre “l'utilizzo delle risorse ha spesso superato la capacità naturale di rigenerazione. Aumentata inoltre la presenza di sostanze inquinanti”.

Tutto questo potrebbe diventare una seria minaccia al benessere collettivo ma anche al tessuto economico e imprenditoriale. Il degrado ambientale, il cambiamento climatico, le diseguaglianze di reddito e benessere tra Paesi, ma anche entro gli stessi confini nazionali, spiccano fra tutti come i grandi problemi irrisolti della crescita economica a livello globale.

In Europa occidentale, Usa, Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda vive circa il 15% della popolazione globale, circa un miliardo di persone. Di contro tra gli 1 e i 2,5 miliardi di persone vivono in condizioni di povertà estrema. Si spiegano così i flussi migratori mondiali ma non bisogna sottovalutare anche all’interno dei Paesi Ocse il notevole incremento delle disuguaglianze di reddito e ricchezza, con gruppi sociali più vulnerabili, minor protezione pensionistica e contrazione dell'occupazione giovanile.

Con l'incremento dai sette miliardi di abitanti di oggi ai nove stimati nel 2050 appare sempre più necessaria l'affermazione di una crescita economica sostenuta, sostenibile e inclusiva, perché, continua il Manifesto, “la soluzione dei più gravi problemi del mondo non può realizzarsi senza il contributo delle imprese. Sono infatti l’innovazione e la sua concreta applicazione produttiva che rendono possibile la sostenibilità: due driver che insieme definiranno la transizione verso un’economia più circolare, più efficiente nell’uso delle risorse, a basse emissioni e più inclusiva”.

Ecco una sintesi dei dieci punti che descrivono le azioni della Confederazione rivolte alle imprese associate, con lo scopo di creare un modello di sviluppo per una crescita più sostenibile, inclusiva ed equa.

1. Maggiore considerazione e supporto ai problemi sociali e ambientali con maggiore impatto per le imprese italiane, 2 sia in termini di potenziali nuovi spazi di business sia di prevenzione dei rischi.
2. Promuovere la considerazione della sostenibilità nei sistemi di governance delle imprese.
3. Promuovere l’innovazione dei modelli di business e lo sviluppo di strategie aziendali orientate verso i Sustainable development goals (Sdgs).
4. Sviluppare programmi di formazione sulla sostenibilità e sulle caratteristiche dell’Agenda 2030.
5. Sostenere e promuovere l’integrità dei comportamenti e il contrasto alla corruzione, ostacolo al sistema produttivo.

Inoltre, l’azione di Confindustria sarà rivolta verso le istituzioni, al fine di:

6. Proporre e ottenere strumenti di politica economica a favore delle imprese che adottano buone pratiche di responsabilità sociale d'impresa.
7. Orientare le iniziative di sostegno alla ricerca pubblica e privata sullo sviluppo sostenibile.
8. Richiedere al governo un impegno costante per sostenere e promuovere il raggiungimento degli Sdgs.

Infine, Confindustria si impegna a collaborare con altre organizzazioni, quali università e ong per:

9. Promuovere lo sviluppo di partnership tra pubblico, privato e terzo settore per favorire l’innovazione e la creazione di valore condiviso.
10. Incoraggiare le Business School e le università a sviluppare una cultura della sostenibilità come modello di comportamento per le imprese.

 

Scarica il Manifesto “La Responsabilità sociale d’impresa per l’Industria 4.0”

 

di Elis Viettone

giovedì 25 gennaio 2018
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