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Dal segretario sette proposte per riposizionare le attività Onu in vista degli SDGs

Abbandonare l'approccio “business as usual”, con una maggiore attenzione alle esigenze specifiche di ciascun Paese: così Guterres nel secondo Rapporto di riposizionamento delle operazioni di sviluppo delle Nazioni Unite.

Sette proposte di riforma per una svolta nel coordinamento, trasparenza e responsabilizzazione dell’attività del sistema Onu in ciascun Paese, a partire da una nuova generazione di coordinatori nazionali dotati di competenze adeguate alle priorità e alle necessità di sviluppo, seguendo come orizzonte comune da perseguire i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 dell'Onu.

Così il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha introdotto nel suo discorso, durante una riunione del Consiglio economico e sociale a New York il 22 gennaio, il secondo Rapporto di riposizionamento del sistema di sviluppo delle Nazioni Unite intitolato “Repositioning the United Nations development system to deliver on the 2030 Agenda: our promise for dignity, prosperity and peace on a healthy planet” (“Riposizionare il sistema di sviluppo delle Nazioni Unite per raggiungere l'Agenda 2030: la nostra promessa per dignità, prosperità e pace in un Pianeta sano”.

“Lo sviluppo sostenibile è un diritto umano ed è anche la migliore opportunità per un futuro di pace e prosperità, per questo deve essere al centro delle attività dell'Onu”: a un anno dall'inizio del suo mandato al Palazzo di vetro, il segretario sottolinea e ribadisce la scelta di adottare un percorso  ambizioso, per abbandonare l'approccio “business as usual” che “certamente non può fornire ai Paesi il sostegno di cui hanno bisogno per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile o per rispettare gli impegni di Parigi sul cambiamento climatico”, afferma Guterres.

Nello specifico, il Rapporto risponde al mandato della risoluzione 71/243 dell'Assemblea generale di redigere una revisione quadriennale completa delle politiche e delle azioni intraprese per lo sviluppo dei Paesi dell'Onu: un documento strategico per iniziative condivise al fine di raggiungere l'Agenda 2030 integrato da diverse proposte per un sistema in grado di rafforzare ulteriormente la rete di coordinatori dei Paesi membri.

Ecco le sette riforme chiave contenute nella relazione del segretario, qui brevemente descritte.

  1. La formazione di una nuova generazione di squadre e gruppi di lavoro nazionali, orientati a uno scopo, con competenze specifiche per affrontare le priorità e le esigenze peculiari di ciascun Paese per lo sviluppo sostenibile;
  2. un rafforzamento del sistema del Coordinamento dei residenti (Rc). I Resident coordinators sono la più alta autorità che rappresenta le Nazioni unite in ciascun Paese, coordinando le attività locali delle agenzie dell’Onu. Questi coordinatori dovranno essere dotati di maggiore capacità di leadership, responsabilità e imparzialità;
  3. un approccio regionale coordinato, ripensato e strutturato per sostenere meglio il lavoro sul campo;
  4. ottimizzare le strutture regionali dell’Onu per guidare azioni a livello di sistema e portare maggiore trasparenza e affidabilità ai risultati; inoltre il rafforzamento del Consiglio economico e sociale introdurrebbe una maggiore responsabilizzazione degli attori e funzionerebbe da stimolo e incentivo;
  5. una risposta istituzionale più decisa e netta da parte delle Nazioni Unite e un approccio sistemico per favorire i partenariati dei diversi Paesi per l'Agenda 2030, a livello globale, regionale e nazionale; a questo proposito Guterres lancia alcune proposte, con la collaborazione di diversi soggetti, tra i quali il Global compact e la World bank;
  6. misure concrete per accelerare l'allineamento all'Agenda 2030 attraverso un documento strategico a livello di sistema elaborato in seno alle Nazioni Unite.
  7. infine, un patto di finanziamento per migliorare qualità, quantità e stima delle risorse, con più responsabilità e trasparenza.

“Definendo efficacia, efficienza, benefici per le persone e valorizzazione del denaro 'i nostri obiettivi condivisi' affermiamo anche la nostra responsabilità collettiva nel loro raggiungimento”, sottolinea il segretario, che ribadisce come un mondo in rapida evoluzione, “non possa permettersi di avere un sistema di sviluppo dell'Onu che si riforma lentamente. Dobbiamo riconoscerlo in modo onesto e dobbiamo agire. Così, alla fine, l'ambizione non appare come una delle scelte possibili ma è piuttosto la nostra unica opzione”.


Scarica il Rapporto “Repositioning the United Nations development system to deliver on the 2030 Agenda: our promise for dignity, prosperity and peace on a healthy planet” (“Riposizionare il sistema di sviluppo delle Nazioni Unite per raggiungere l'Agenda 2030: la nostra promessa per dignità, prosperità e pace in un Pianeta sano”.


di Elis Viettone

martedì 06 febbraio 2018
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