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QUESTA SETTIMANA: Che cosa dobbiamo chiedere ai duemila ricconi globali

Un impegno del governo cinese e una polemica sul ruolo dei miliardari nella lotta alla povertà: l’attuazione dell’Agenda 2030 investe temi vasti e suscita discussioni. L’iniziativa dell’ASviS per mobilitare i cittadini.

di Donato Speroni

“Giù le mani dai pinguini”. L’ammonimento è pubblicato in bella evidenza sul South Cina Morning Post, in un articolo sulle nuove regole varate dal governo cinese per ridurre l’impatto dei suoi visitatori in Antartide: oltre 5mila all’anno che collocano la Cina al secondo posto dopo gli Stati Uniti nell’esclusivo turismo al Polo Sud. Le nuove norme proibiscono la caccia agli animali, la raccolta di campioni geologici, l’abbandono di qualsiasi genere di rifiuti, a conferma della crescente sensibilità ecologica nella grande nazione asiatica.

C’è un’altra buona notizia che ci arriva dall’emisfero australe: dopo un periodo disastroso per le sue foreste, con la distruzione di 350mila ettari in due anni, il Parlamento del Queensland si appresta a varare norme di tutela del patrimonio boschivo. La battaglia sarà durissima, perché le lobby degli agricoltori a favore del taglio del legname sono molto forti, ma le conseguenze della deforestazione sono già molto gravi, fino a minacciare la Grande barriera corallina con i residui del taglio che finiscono nelle acque, e si spera che a questo punto l’opinione pubblica appoggi l’impegno degli ambientalisti.

The environment non sta tanto bene neppure negli Stati Uniti, dove un sondaggio Gallup ci dice che la maggioranza degli americani è scontenta dello stato dell’ambiente. È la prima volta che ciò accade, nei 18 anni in cui la Gallup ha condotto questa rilevazione. Un altro sondaggio, sempre della Gallup, segnala che per la prima volta in nessuno dei 50 stati degli Usa si riscontra una percezione di miglioramento del benessere. Nei 21 stati che hanno segnalato un peggioramento, in gran parte collocati nella fascia meridionale e orientale, i cittadini dichiarano che il loro benessere nell’ultimo anno è diminuito, a conferma che le cose non vanno poi così bene nell’America di Donald Trump, nonostante i buoni risultati economici.

Come si combatte la povertà? In una lectio doctoralis in occasione del conferimento della laurea honoris causa all’Università di Brescia, l’economista Jeffrey Sachs ha avanzato alcune proposte concrete. Tra queste, quella di 

insistere perché i ricchissimi contribuiscano seriamente agli SDGs, pagando le tasse e impegnandosi in opere filantropiche a favore degli Obiettivi di sviluppo sostenibile

partendo dalla constatazione che

secondo Forbes, nel 2017, 7.700 miliardi di dollari si concentravano nelle mani di 2.043 individui – i miliardari del mondo.

All’opposto della tesi di Sachs si colloca il Wall Street Journal, espressione della leadership economica degli Stati Uniti, che in un editoriale ha scritto: “La guerra ai ricchi non aiuterà i poveri”. Il giornale polemizza in particolare con il rapporto presentato da Oxfam a Davos, nel quale si chiede che “i governi usino il loro potere normativo e la tassazione per ridurre radicalmente i livelli di ricchezza estrema”. Per contestare questa tesi, il WSJ cita lo studio del 2015 degli economisti Tomas  Hellebrandt e Paolo Mauro, i quali affermano che la diseguaglianza globale dal 2003 al 2013 è diminuita grazie alla rapida crescita economica dei Paesi più poveri.

Il giornale americano attacca frontalmente Oxfam denunciando che questa organizzazione “nata da un gruppo di Quaccheri, attivisti sociali e accademici di Oxford a favore del libero mercato” oggi ricava più della metà del suo budget, pari a oltre un miliardo di dollari, da pagamenti di governi e delle Nazioni unite, tanto da suggerirne il cambiamento di nome da Oxfam a “Oxgov”.

Polemiche, sia quelle australiane che questa sulla povertà, che ci dicono chiaramente una cosa: che si parli di ambiente e di situazione sociale, la costruzione di un mondo sostenibile tocca interessi forti, passa attraverso confronti anche aspri.

Nella campagna elettorale italiana di tutto questo si parla poco, come ha rilevato anche Gian Antonio Stella nel suo editoriale “Ambiente, la svolta che non c’è” sul Corriere della sera di mercoledì 14. Per dare sostanza ai discorsi sullo sviluppo sostenibile siamo convinti che si debba lavorare partendo dal basso, chiedendo la collaborazione di tutti i cittadini. È questo il senso della campagna #2030whatareUdoing che l’ASviS ha lanciato in questi giorni invitando tutti a contribuire raccontando il loro impegno per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Anche se la politica è poco presente, l’attenzione ai temi della sostenibilità è comunque in crescita. Lo dimostra lo studio “C.d.A. e politiche di sostenibilità” elaborato da Altis, Csr manager network e Assonime, nel quale si rileva che tra il 2013 e il 2016 più del 70% delle imprese del Ftse Mib (il più significativo indice azionario della Borsa italiana) ha incluso nel proprio piano aziendale alcuni obiettivi legati alla sostenibilità. Cresce anche l’attenzione alla finanza sostenibile: dopo la relazione dell’High level expert group on sustainable finance istituito dall’Unione europea, è annunciata per la prima metà di marzo la presentazione dell’Action Plan che articolerà, con le relative tempistiche, le misure necessarie ad implementare questa strategia. Sugli obiettivi della finanza sostenibile, che deve convogliare investimenti pubblici e privati, pochi giorni prima si era pronunciata la task force Elti presieduta da Romano Prodi, proponendo di mobilitare 150 miliardi di investimenti nelle infrastrutture sociali.

Dai pinguini ai ricconi, dalla mobilitazione dei cittadini al nuovo impegno delle imprese e della finanza, i temi su cui si dispiega l’azione per il raggiungimento degli Obiettivi sono vastissimi, le battaglie spesso aspre, le ricette controverse. Ma passo dopo passo l’Agenda 2030 sta conquistando il centro della scena globale. E si imporrà al Parlamento italiano nella prossima legislatura, possiamo esserne certi, anche se gli strateghi della campagna elettorale non pensano che questi temi servano ad acchiappare voti. 

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E INOLTRE...

a cura di Giulia D’Agata

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

  • Il nuovo rapporto di Oxfam “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza” secondo nell'ultimo anno il numero di miliardari ha visto un'impennata raggiungendo un totale di 2.043 miliardari e un ammontare della ricchezza da essi acquisita di 762 miliardi: questa cifra è pari a sette volte l'importo necessario per far uscire dallo stato di povertà estrema 789 milioni di persone, quasi la totalità di coloro che oggi vivono in estrema indigenza. 
     
  • il rapporto Global Early Warning - Early Action (Ewea) della Fao che mira all’elaborazione di azioni preventive basate sulle previsioni e sugli allarmi segnalati nelle zone del mondo in cui crisi sociali, economiche e ambientali mettono a rischio l’approvvigionamento alimentare e agricolo delle popolazioni minandone la sopravvivenza;
     
  • la quarta edizione del rapporto Ocse “How’s Life? 2017” da cui emerge una tendenza a livello globale verso l'aumento medio dei guadagni dell'8%, la diminuzione di oltre un terzo delle persone che vivono senza accesso ai servizi igienico-sanitari di base, un miglioramento nella percezione della sicurezza da parte dei cittadini nelle proprie strade di notte e un allagamento della speranza di vita media;
     
  • l’ASviS chiede di raccontare su Facebook o Twitter attraverso un post contenente un video o un’immagine, e con l’hashtag #2030whatareUdoing, un progetto che testimoni cosa si sta facendo concretamente per aiutare il Paese ad accelerare il cammino verso la sostenibilità economica, sociale e ambientale;
     
  • i dati riportati nella seconda edizione della ricerca su “C.d.A. e politiche di sostenibilità” grazie alla collaborazione di Altis, Csr manager network e Assonime mostrano un crescente interesse e impegno intorno alla sostenibilità da parte di più del 70% delle imprese del Ftse Mib (il più significativo indice azionario della Borsa italiana).

Altre segnalazioni

  • Sono online, nell’ambiente per i docenti Neoassunti 2017/2018 sulla piattaforma Indire, i contenuti formativi su “L’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. I materiali sono stati realizzati da ASviS–MIUR nel quadro del protocollo d’intesa siglato a novembre 2016 e finalizzato proprio a “favorire la diffusione della cultura della sostenibilità” nelle scuole.
     
  • Il 28 febbraio scade il termine per inviare gli elaborati e i documenti di iscrizione alla 12esima edizione nazionale del Premio di giornalismo ambientale Giornalisti nell'Erba.
     
  • Al Pontificio Consiglio della Cultura sono partiti i lavori della «Commission on the value of life» (Commissione sul valore della vita), che impegnerà per un anno esponenti della comunità scientifica internazionale e del Vaticano a discutere delle «emergenze senza precedenti» che l’umanità si trova ad affrontare. Dai cambiamenti climatici ai flussi migratori. L’obiettivo è raccogliere i contributi che emergeranno all’interno di un numero della rivista Lancet.
     
  • Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, ha illustrato le cause e le possibili soluzioni alla grava disuguaglianza economica che caratterizza questo periodo storico durante la trasmissione di TV2000 “Siamo Noi”, il 6 febbraio, e il programma Tagadà su la7, l’8 febbraio.
     
  • La casa di produzione americana Vice ha prodotto un film sulla Terza Rivoluzione Industriale per diffondere il più possibile il pensiero di Jeremy Rifkin. Il film è stato presentato in anteprima alla Camera dei Deputati il 9 febbraio.
     
  • Sono aperte le iscrizioni al Master interdisciplinare di secondo livello Maris in Rendicontazione, Innovazione, Sostenibilità dell’Università di Roma Tor Vergata che fornisce una formazione post-laurea di eccellenza sui temi della responsabilità e della rendicontazione sociale, della creazione di valore condiviso e dello sviluppo sostenibile.
     
  • Duecento giovani universitari e neolaureati del network CSRnatives, con il coordinamento di Koinètica, hanno realizzato la Mappa della sostenibilità che identifica quali imprese italiane fanno della sostenibilità un elemento strategico e di crescita, dove operano e, soprattutto, quali sono gli strumenti che possono dimostrare oggettivamente la loro responsabilità sociale.
     
  • Il 7 settembre si è tenuto in Malesia la nona edizione del World Urban Forum il cui tema è stato "Cities 2030, Cities for All: Implementing the New Urban Agenda" per porre l'attenzione sulla nuova agenda urbana, adottata nel 2016, come strumento e acceleratore per raggiungere l'Agenda 2030 e il Obiettivi di sviluppo sostenibile.
     
  • Amref ha redatto insieme al Csv Marche, al Centro Studi e Ricerche Idos e all'organizzazione della diaspora Redani un comunicato stampa per riflettere sulla pericolosa diffusione del fenomeno del razzismo che ha avuto uno dei suoi culmini nella recente tentata strage di Macerata. Tra i dati analizzati è allarmante quello secondo cui in Italia si verificano almeno 7 casi di discriminazione al giorno, il 69% per motivi etnico-razziali.
     
  • L'Associazione Grande, in collaborazione con L’istituto “Carlo Rosselli” di Castelfranco Veneto, indice il concorso grafico nazionale “Manifesto della Sostenibilità” che ha il duplice scopo di valorizzare gli indirizzi di grafica presenti nei diversi percorsi dell'Istruzione secondaria superiore e promuovere, attraverso la comunicazione visiva, la sostenibilità sociale facendo della scuola e dei giovani il veicolo del cambiamento verso un modello di sviluppo sostenibile.

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giovedì 15 febbraio 2018
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