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QUESTA SETTIMANA: Le donne si fanno strada anche guidando i tuk - tuk

Dall’empowerment delle donne al rafforzamento dell’Onu, dalla gestione delle acque alla riforma del budget europeo per affrontare il cambiamento climatico, i temi dell’Agenda 2030 sono ovunque all’ordine del giorno.

di Donato Speroni

In occasione dell’8 marzo, abbiamo segnalato sul sito dell’ASviS le iniziative dell’Ocse che si svolgeranno dal 7 al 20 con l’obiettivo di affrontare le diverse forme di divario di genere. Ma vogliamo anche proporre questo video dell’Indian Express  che annuncia la discesa in campo a Calcutta del primo gruppo di donne alla guida dei tuk – tuk, i pittoreschi veicoli a tre ruote motorizzati caratteristici delle città indiane. Come spiega una di loro, la giovanissima Mousumi Sardar, sono tutte molto orgogliose di essere entrate in un campo di lavoro tradizionalmente dominato dai maschi. In realtà i tuk –tuk (o auto rickshaw, come preferiscono chiamarli in India) a guida femminile sono già presenti in altre città indiane, talvolta dipinti in un viola che li caratterizza. Il governo ha promosso questa iniziativa anche per liberare molte donne dalla paura delle violenze, frequenti nel Paese, che le inducevano a rinunciare a utilizzare questa economica forma di taxi. Insomma, prendi il tuk - tuk viola e sai che non rischi di essere stuprata.

Tra i temi importanti in questi giorni nel mondo c’è certamente quello dell’acqua. Come segnalato da tempo da tutta la stampa internazionale (e anche dalla nostra newsletter), Cape Town tra qualche settimana rischia di rimanere con i rubinetti completamente a secco e la crisi della città sudafricana potrebbe essere la prima di altre aree metropolitane. Una analisi di Ecobusiness sottolinea l’importanza della gestione dell’acqua, che è all’origine di molte crisi contemporanee, dalla siccità che provoca conflitti in Medio Oriente agli allagamenti diventati più frequenti in Asia, e invita a una maggiore attenzione verso le riserve naturali: foreste, paludi e bacini che abbiamo dato per scontati ma che invece vanno studiati e preservati in un’ottica sistemica. Anche in Italia si parla di acqua: come riferisce il Corriere della Sera, in un convegno a Palermo il Fai ha lanciato la campagna #salvalacqua per avviare anche l’uso differenziato dell’acqua: “incentivando l’installazione di cisterne per raccogliere quella piovana, attivando il doppio circuito per acque potabili e grigie, in modo da non utilizzare la (poca) acqua da bere per lo sciacquone, per il lavaggio auto o per innaffiare i giardini”. Anche in questo campo, la sfida va vista a diversi livelli: richiede un comportamento responsabile dei cittadini, ma impegna anche le imprese nella progettazione di un diverso modo di utilizzo delle acque grigie consumate in casa. E impegna anche i politici perché comporta innovazioni legislative per favorire questo processo. Sul tema segnaliamo anche la manifestazione “Labirinto d’acque 2018” che si svolgerà a Parma dal 21 al 24 marzo e che, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo, prevede un incontro con la partecipazione del portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini.

Da segnalare, in questi giorni, un discorso importante del segretario generale dell’Onu António Guterres in occasione di una riunione operativa dell’Ecosoc. Qualche settimana fa Guterres aveva presentato un progetto di rafforzamento e di migliore coordinamento delle attività delle Nazioni Unite nei diversi Paesi. Ora il Segretario generale ha fatto il punto sulla situazione, senza nascondere le grandi difficoltà delle attività multilaterali. Riportiamo una sintesi del suo intervento.

Il nostro mondo sta affrontando una crisi di legittimazione, di fiducia, di sicurezza. Non si tratta di una crisi astratta; è radicata nelle legittime paure, ansietà e anche nella rabbia delle popolazioni. Nessuno può mettere in dubbio i tanti benefici della globalizzazione: l’integrazione delle economie mondiali, l’espansione del commercio, i sorprendenti progressi della tecnologia.

C’è sempre più gente che esce dalla situazione di estrema povertà e la classe media globale è più grande che mai. C’è più gente che vive una vita più lunga e più sana, ma troppi sono lasciati indietro nelle diverse aree di degrado del nostro mondo. Ancora oggi le donne hanno meno possibilità di partecipare al mondo del lavoro e il gap di genere nelle retribuzioni continua a essere una preoccupazione globale. La disoccupazione giovanile è a livelli allarmanti. Le diseguaglianze sono evidenti e mettono a dura prova la struttura stessa delle società col rischio di infrangere il contratto sociale. La gente giustamente si interroga su un mondo in cui poche persone hanno la stessa ricchezze di metà dell’umanità. Intere regioni, Paesi e comunità si trovano ai margini delle onde del progresso e sono trascurate dalla crescita. L’esclusione ha un prezzo: frustrazione, alienazione, instabilità. Per ricostruire la fiducia dobbiamo perseguire una globalizzazione giusta: l’Agenda 2030 è il nostro contributo cruciale. L’eliminazione della povertà rimane la priorità numero uno. L’Agenda 2030 è la nostra roadmap, i Goal e i target gli strumenti per raggiungerla. I Sustainable Development Goals rendono evidenti la nostra ambizione e il nostro impegno.

Il discorso di Guterres ci dice che è tempo di ripensare priorità e impegni, perché l’evoluzione mondiale verso gli Obiettivi non è sufficiente. Anche in Europa, del resto, ci si pone il problema di affrontare con maggiore ambizione il percorso verso lo sviluppo sostenibile. Lo riassume efficacemente il direttore esecutivo di Eurosif Flavia Micilotta nella sua ultima newsletter:

Mentre la comunità di chi è attento ai problemi della sostenibilità attende per i prossimi giorni l’annuncio dell’Action Plan della Commissione europea sulla finanza sostenibile, analisti politici ed esperti stando valutando i possibili percorsi per inserire le considerazioni relative al cambiamento climatico nell’agenda politica europea. Finora le riunioni dell’Unione a 27 hanno mostrato una generale carenza di proposte su come inserire l’azione per il cambiamento climatico all’interno della struttura di bilancio e come assicurare che gli Stati membri aumentino gli investimenti a favore dell’economia pulita.

Un punto molto importante è la revisione dei sussidi dell’Unione alle fonti energetiche fossili,

che attualmente ammontano a circa quattro miliardi all’anno. Se questi sussidi fossero eliminati, questa mossa contribuirebbe a incoraggiare la comunità degli investitori privati nello spostamento di capitali dai carburanti fossili verso altre destinazioni.

A questo proposito Micilotta ricorda che in vista della prossima discussione di bilancio, un gruppo di 19 economisti ha scritto alla Commissione europea per ridiscutere il contributo dell’Unione ai settori del petrolio, del gas e del carbone. Fra i firmatari ci sono l’ex presidente del consiglio italiano Enrico Letta, l’ex direttore del Wto Pascal Lamy, l’ex ministro delle finanze tedesco Hans Eichel e l’economista belga Paul de Grauwe. L’obiettivo è imporre una tassa di cinque euro per tonnellata di CO2 emesso, che potrebbe portare a un’entrata fiscale di 17 miliardi all’anno. Questi soldi potrebbero servire per un European energy transition adjustment fund, per assistere gli Stati membri e le autorità locali nella transizione verso un quadro energetico più sostenibile. Del resto l’Unione europea, già in occasione del G7 del 2016, si era impegnata a porre fine ai sussidi alle fonti fossili entro il 2025; queste politiche di phasing out dei sussidi potrebbero essere il miglior modo per far sì che la Commissione accompagni questo processo. Micilotta ricorda che

anche il rapporto dell’High-Level Expert Group on Sustainable Finance aveva raccomandato che il budget europeo svolgesse un ruolo importante nel favorire investimenti in grado di creare valore a lungo termine. Non possiamo più stare seduti sulla siepe a guardare, ora dobbiamo agire.

Sarebbe troppo facile dire che di questi temi legati ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile si discute ovunque tranne che in Italia. In questo momento abbiamo bisogno di tempo per digerire i risultati elettorali e per assistere alla formazione di una nuova classe di governo. Il quadro è troppo incerto e non spetta a noi analizzare gli esiti di un voto che ha comunque dimostrato la situazione di profondo disagio in cui vive una parte consistente della popolazione italiana. Ricordiamo soltanto che molti dei maggiori partiti prima delle elezioni hanno sottoscritto l’appello in dieci punti dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, per caratterizzare la prossima legislatura su un percorso teso al raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Il nostro compito, da questo momento, non è certo di pronunciarci su coalizioni o alchimie politiche, ma di valutare nel merito i comportamenti rispetto agli impegni assunti. Il prossimo Festival dello sviluppo sostenibile, dal 22 maggio al 7 giugno, sarà una prima importante occasione di verifica e di dibattito.

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E INOLTRE...

a cura di Giulia D’Agata

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

  • la video-registrazione disponibile online della prima lecture su “L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile adottati dall'Onu” che si è tenuta all’Università di Roma Luiss Guido Carli da Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf;
  • le presentazioni in Italia del libro “L’utopia sostenibile” di Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS, in cui si affrontano le ragioni, le caratteristiche e gli obiettivi di un’azione collettiva basata sull’Agenda 2030;
  • l’impegno di Unicef a promuovere politiche concrete da attuare per garantire i diritti non solo di bambine/i e adolescenti italiani che permangono in situazioni di disagio, ma anche di quelli di altri Paesi;
  • l’elaborazione del Documento di strategia italiana per l’Educazione alla cittadinanza globale (Ecg) da parte di ministeri, enti locali,  università, numerose organizzazioni della società civile e l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) che si prepara ad essere la base di un Piano di azione pluriennale per promuovere nell'ambito dell'educazione formale e non formale, nell’informazione e nelle campagne di sensibilizzazione, la formazione di attori globali;
  • il corso e-learning realizzato dall’ASviS in collaborazione con il ministero dell’Istruzione con l’obiettivo di “favorire la diffusione della cultura della sostenibilità in vista dell’attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030” e che rientra a pieno negli impegni del Piano per l’educazione alla sostenibilità;
  • il documento Taxing Energy Use Report 2018 che si focalizza sulla tassazione del consumo di energia in 42 economie dell'Ocse del G20 e che rappresenta un insieme di dati unico per confrontare la copertura e l'entità delle imposte specifiche del settore;
  • lo studio "”Mission-Oriented Research and Innovation in the European Union - a problem-solving approach to fuel innovation-led growtheffettuato da Marina Mazzucato per offrire guida sulla modalità di selezione e implementazione delle missioni legate a ricerca e innovazione;
  • la serie di eventi, tra dibattiti, seminari e discussioni che l’Ocse ha organizzato per ricordare e reclamare misure urgenti per colmare le diverse forme di divario di genere a partire dal 7 fino al 20 marzo in varie località tra Parigi, New York e Washington, dal titolo programmatico “March on gender, the implementation gap”.

Altre segnalazioni

  • Il 6 e il 7 aprile si terrà a Taranto il seminario in cui la ricerca accademica si confronterà con l’imprenditoria che crede nella sostenibilità, per delineare insieme le ricadute sia a livello della terza missione dell’università (vale a dire, le ricadute della ricerca sul tessuto sociale e territoriale), sia a livello della responsabilità sociale delle imprese. (LINK PDF)
     
  • È stato avviato il progetto “Long Life Welfare: il volontariato a supporto della tutela e dell’autotutela”, finanziato dalla Fondazione con il Sud e condotto da Anolf, Anteas e Idos. Si tratta di un progetto di formazione per volontari e operatori del Sud Italia interessati a conoscere e informare sui diritti sociali e previdenziali di immigrati e anziani in Italia. 
  • Percorsi di Secondo Welfare analizza il volume presentato a Roma a fine febbraio “La povertà minorile ed educativa. Dinamiche territoriali, politiche di contrasto, esperienze sul campo” pubblicato dalla Fondazione Banco di Napoli e dal Centro “Studi e ricerche per il Mezzogiorno”, con il supporto della Compagnia di San Paolo e il contributo scientifico della rete dei “Quaderni di Economia Sociale”.
     
  • È in corso la 24esima sessione della International Seabed Authority che ha avuto inizio il 5 marzo e che durerà fino al 9. L'argomento principale di discussione è il progetto sulla regolamentazione dello sfruttamento delle risorse minerarie nei fondali profondi, tenendo in considerazione i commenti delle parti interessate sul progetto.
     
  • Sul sito ciriesco.it è uscito un articolo di approfondimento e chiarimento su che cosa s’intende per economia circolare, quali sono i protagonisti e in che modo si attua.

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giovedì 08 marzo 2018
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