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L’Onu recupera le terre degradate per accrescere la sostenibilità

Dando seguito a una partnership avviata lo scorso anno tra Onu, Bnp Paribas e Rabobank, nel 2018 arriva il primo finanziamento a lungo termine che prevede opere di riforestazione e conservazione della biodiversità.

L’Onu stima che nel 2050 ci saranno quasi dieci miliardi di persone e l’agricoltura dovrebbe poter garantire il 50% in più di cibo, ma questo non autorizza l’agricoltura ad abbattere più alberi. Secondo i dati diffusi dalle Nazioni unite alla fine del 2017, i tagli alle emissioni, promessi durante la Cop21 di Parigi, sono solo un terzo di ciò che abbiamo bisogno per evitare l’aumento medio della temperatura di 2° C rispetto all’era pre-industriale. Sappiamo che l’agricoltura e le foreste potrebbero contribuire a ridurre del 30% le emissioni di CO2  ma, affinché diano il contributo sperato,  è necessario ripensare il mondo agricolo. Per facilitare la transizione verso un’agricoltura sostenibile che favorisca un uso sostenibile del territorio e che tuteli le foreste, l’Onu, BNP Paribas e Rabobank, assieme ad altri partner, stanno sostenendo e sviluppando strutture dedicate alla finanza sostenibile. Lo scopo di questa iniziativa è quello di incentivare nuove pratiche agricole come l’agroforestazione o agroforestry, un tipo particolare di agricoltura che mira a rivalutare le terre degradate attraverso la presenza mista di colture, bovini e foreste. Si tratta di una pratica in grado di coniugare esigenze produttive e ambientali. Alcune ricerche hanno dimostrato che l’agroforestazione incide positivamente su molti fattori: incrementa la produttività, diversifica la produzione, aumenta la biodiversità, riqualifica il territorio e aumenta la capacità di stoccaggio del carbonio. Uno dei primi interventi finanziati dal programma ambientale dell’Onu è la TropicalLandscapesFinancingFacility, una partnership che coinvolge anche BNP Paribas, World Agroforestry Centre e ADM Capital e che in Indonesia ha finanziato con 95 milioni di dollari una società per lo sviluppo di piantagioni di gomma naturale a Sumatra. Circa la metà dei 90mila ettari concessi sarà accantonato per programmi di conservazione della biodiversità. L’ambizioso progetto eviterà di immettere nell’atmosfera 24 milioni di tonnellate di CO2 equivalente e permetterà la cattura (grazie alla riforestazione) di ulteriori 15,4 milioni di anidride carbonica. A beneficiare di questo programma saranno circa 50mila persone; verranno creati 16mila nuovi posti di lavoro e 20mila agricoltori miglioreranno le loro condizioni di vita.

"Queste iniziative possono fare una notevole differenza per migliorare l'ambiente, la biodiversità o lo sviluppo sociale", ha dichiarato Jean-Laurent Bonnafé, amministratore delegato di BNP Paribas. "Questo accordo segna un nuovo modo per i governi, le imprese e le istituzioni di lavorare insieme per sviluppare soluzioni".

"Se vogliamo vedere un cambiamento come quello che sta attraversando il settore energetico, dove stiamo passando da un'economia basata sui combustibili fossili alle energie rinnovabili, è necessario eliminare alcuni costi e rischi connessi alla transizione verso l’uso sostenibile dei territori", ha dichiarato Ivo Mulder, coordinatore del settore finanziario e delle finanze, unità per gli ecosistemi terrestri presso l'ambiente delle Nazioni unite. "La finanza agevolata è praticamente inesistente nell'uso del suolo".

di Tommaso Tautonico

venerdì 27 aprile 2018
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