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Le presentazioni di “L’utopia sostenibile” e il commento di Augias

Il nuovo libro del portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini racconta come evitare il collasso del sistema. Le presentazioni in corso sono un’importante occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica ai temi dello sviluppo sostenibile.

Le presentazioni del saggio “L’utopia sostenibile”, scritto dal portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) Enrico Giovannini e pubblicato il 1° febbraio da Editori Laterza., si sono svolte finora a Bari, Napoli, Roma, Torino e Parma, mentre la prossima è prevista a Taranto per l'11 maggio. Segnaliamo in particolare:

  • Nella trasmissione “Quante storie”, lunedì 26 su Rai 3, Giovannini ne ha discusso con Corrado Augias, giornalista e conduttore televisivo,  che nel  nuovo video di “Racconti” commenta così il libro: “Parrebbe un’utopia ma è l'unica possibilità 'sostenibile'. L'alternativa sarebbe una profonda crisi ambientale, economica, sociale del mondo intero".  
  • Sempre a Roma, il 28 marzo, dalle 17 alle 19, si è discusso del libro presso la Biblioteca Tullio De Mauro. Insieme all'autore, hanno partecipato l'assessora a “Roma semplice” Flavia Marzano, il presidente dell'Istituzione Biblioteche di Roma Paolo Fallai, l'editore Giuseppe Laterza e la giornalista Roberta Carlini. Il dibattito è stato videoregistrato da Radio Radicale.
  • Sabato 24  febbraio Giovannini ha parlato del volume nel corso della trasmissione “Otto e Mezzo” su La7.

Il volume affronta le ragioni, le caratteristiche e gli obiettivi di un’utopia sostenibile. Non si tratta, però, di un “libro dei sogni”, come afferma l’autore nell’opera, poiché “accanto all’evidenza sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo e ai presupposti teorici di un approccio alternativo, sono state indicate proposte molto concrete su come aiutare l’Italia ad affrontare le sue tante debolezze e a spostarsi su un sentiero di sviluppo sostenibile”.

Il primo capitolo descrive l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, evidenziando come molte delle previsioni contenute nel rapporto del Club di Roma “The Limits to Growth” (1972), allora considerate catastrofiche e pessimistiche, si stiano avverando. Seguono un’analisi concisa sullo stato del mondo e alcune riflessioni sul cosiddetto Antropocene. Il secondo capitolo ripercorre le tappe principali dello sviluppo sostenibile fino all’adozione dell’Agenda 2030, mentre il terzo contrappone il nuovo modello della sostenibilità, caratterizzato dall’interdipendenza tra fattori economici, ambientali e sociali, a quello tradizionale dell’economia lineare, illustrando anche i modi alternativi di misurare il benessere. Nel quarto capitolo viene offerta una panoramica dettagliata sulla situazione dell’Italia e la relativa insostenibilità, anche attraverso l’utilizzo degli indicatori compositi dell’ASviS. Nell’ultimo capitolo vengono avanzate proposte sulle possibili misure da adottare per migliorare il futuro del Paese in termini di sostenibilità, anche grazie alle analisi e proposte contenute nei Rapporti ASviS 2016 e 2017, ed evidenziata l’importanza di attuare le politiche orientate allo sviluppo sostenibile simultaneamente.

Giovannini individua tre ingredienti fondamentali per realizzare lo sviluppo sostenibile: tecnologia, governance e cambiamento di mentalità. Rispetto alla tecnologia, l’autore afferma che poiché non disponiamo ancora di soluzioni radicali, è necessario “guadagnare tempo” riducendo al minimo i danni grazie all’utilizzo delle attuali tecnologie.

Per quel che riguarda la governance, per mettere in atto le soluzioni già esistenti serve la volontà politica ed è necessario compiere scelte lungimiranti adottando politiche di lungo periodo. Per mettere la sostenibilità al centro dell’azione politica, Giovannini propone un programma per una “legislatura dello sviluppo sostenibile”, caratterizzato da misure volte a “prevenire, preparare, proteggere, promuovere e trasformare (4P + T) il Sistema Italia”.

Infine, il cambiamento di mentalità, il problema più complesso, inteso come trasformazione della cultura e soprattutto dei modelli con cui si interpreta la realtà. Tra i cambiamenti, i parametri con i quali misuriamo il successo di un Paese e il benessere: andare oltre il Pil, ad esempio con gli indicatori di benessere equo e sostenibile.

Sono passi difficili, ma il Paese ha già cominciato a muoversi per realizzare il cambiamento. La speranza di trasformare l’utopia sostenibile in realtà forse non è ancora molto visibile per il grande pubblico e i politici, dice il saggio, ma il cambiamento sta avvenendo in tante persone, soprattutto nei più giovani e in tante imprese e governi “che vedono nella conversione dell’attuale modello di produzione, di consumo e di organizzazione della società una straordinaria opportunità, anzi l’unica opportunità da cogliere per evitare il collasso prossimo venturo e migliorare il proprio futuro”. i misurare il benessere. Nel quarto capitolo viene offerta una panoramica dettagliata sulla situazione dell’Italia e la relativa insostenibilità, anche attraverso l’utilizzo degli indicatori compositi dell’ASviS. Nell’ultimo capitolo vengono avanzate proposte sulle possibili misure da adottare per migliorare il futuro del Paese in termini di sostenibilità, anche grazie alle analisi e proposte contenute nei Rapporti ASviS 2016 e 2017, ed evidenziata l’importanza di attuare le politiche orientate allo sviluppo sostenibile simultaneamente.

Giovannini individua tre ingredienti fondamentali per realizzare lo sviluppo sostenibile: tecnologia, governance e cambiamento di mentalità. Rispetto alla tecnologia, l’autore afferma che poiché non disponiamo ancora di soluzioni radicali, è necessario “guadagnare tempo” riducendo al minimo i danni grazie all’utilizzo delle attuali tecnologie.

Per quel che riguarda la governance, per mettere in atto le soluzioni già esistenti serve la volontà politica ed è necessario compiere scelte lungimiranti adottando politiche di lungo periodo. Per mettere la sostenibilità al centro dell’azione politica, Giovannini propone un programma per una “legislatura dello sviluppo sostenibile”, caratterizzato da misure volte a “prevenire, preparare, proteggere, promuovere e trasformare (4P + T) il Sistema Italia”.

Infine, il cambiamento di mentalità, il problema più complesso, inteso come trasformazione della cultura e soprattutto dei modelli con cui si interpreta la realtà. Tra i cambiamenti, i parametri con i quali misuriamo il successo di un Paese e il benessere: andare oltre il Pil, ad esempio con gli indicatori di benessere equo e sostenibile.

Sono passi difficili, ma il Paese ha già cominciato a muoversi per realizzare il cambiamento. La speranza di trasformare l’utopia sostenibile in realtà forse non è ancora molto visibile per il grande pubblico e i politici, dice il saggio, ma il cambiamento sta avvenendo in tante persone, soprattutto nei più giovani e in tante imprese e governi “che vedono nella conversione dell’attuale modello di produzione, di consumo e di organizzazione della società una straordinaria opportunità, anzi l’unica opportunità da cogliere per evitare il collasso prossimo venturo e migliorare il proprio futuro”. 

di Flavia Belladonna

 

 

 

mercoledì 02 maggio 2018
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