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Città e migrazioni: l’Onu raccomanda conoscenza e accoglienza

Ogni anno milioni di persone si spostano verso i centri urbani più grandi alla ricerca di una vita migliore. Dobbiamo conoscere meglio questi flussi e combattere la xenofobia, dice la Commissione su popolazione e sviluppo.

Secondo le stime delle Nazioni Unite entro il 2030 sei persone su dieci abiteranno in una grande città. Nel 2050 potrebbero diventare due su tre. Stiamo assistendo ad una migrazione di massa dell’umanità, milioni di persone ogni anno abbandonano le loro terre d’origine e si spostano verso le grandi città, in cerca di un futuro migliore. La Commissione Onu su popolazione e sviluppo, riunitasi dal 9 al 13 aprile per la 51esima sessione di lavoro, ha affrontato il tema “Città sostenibili, mobilità umana e migrazione internazionale”. Al centro dei lavori le modalità per proteggere le popolazioni che si spostano e allo stesso tempo preparare e rendere le città più sostenibili nell’accogliere i nuovi arrivati. “Le persone si muovono a ritmi elevati all'interno dei confini nazionali, e la migrazione internazionale sta diventando più complessa” ha dichiarato il vice segretario generale delle Nazioni Unite Amina Mohammed all'apertura dei lavori. Durante le sessioni tematiche i delegati hanno approfondito i fattori che incidono nei cambiamenti demografici in corso e hanno individuato i drivers  che spingono le popolazioni ad abbandonare la propria terra: la ricerca di una condizione di vita migliore, le scarse prospettive economiche, la necessità di sfuggire ai conflitti e negli ultimi anni anche i rischi legati al cambiamento climatico. Secondo il recente rapporto “Groundswell – Preparing for Internal Climate Migration” della Banca Mondiale, entro il 2050 più di 140 milioni di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le proprie case a causa dei fenomeni meteorologici estremi. 

A conclusione dei lavori della Commissione è stato prodotto un documento che contiene importanti raccomandazioni sulle strategie che gli Stati dovrebbero adottare per rendere le città più sostenibili.

 Al centro di tutto ci deve essere, da parte degli Stati, l’azione forte nel sostenere il diritto delle persone a migrare per migliorare le loro condizioni di vita. Parallelamente ogni nazione dovrebbe implementare una serie di politiche attive mirate alla lotta contro la xenofobia, al razzismo e contro ogni forma di discriminazione verso i migranti. Occorre che le comunità ospitanti diventino accoglienti, riconoscano l’impatto positivo che i flussi migratori hanno sul potenziale di sviluppo. Il successo sarà legato alla capacità di promuovere l’integrazione nelle città assieme alla capacità di migliorare l'accesso all'istruzione, alla formazione, all'alloggio e al lavoro dignitoso per i cittadini migranti. Occorre capire le necessità dei migranti, incoraggiarli a partecipare attivamente nelle scelte della società civile e migliorare le infrastrutture e i servizi sociali. La chiave del successo, secondo la Commissione su popolazione e sviluppo dell’Onu, sta nei dati demografici. I governi dovrebbero raccogliere e migliorare questo tipo di informazioni; solo così è possibile comprendere a fondo i modelli migratori. Per questo l’invito è di collaborare a ogni livello per promuovere, raccogliere e sviluppare dati utilizzabili nel contesto degli SDGs. Queste informazioni sono fondamentali per migliorare la comprensione collettiva del cambiamento demografico in atto e possono aiutare i governi locali nella pianificazione urbana sostenibile, garantendo alla popolazione l’accesso ai servizi essenziali che i migranti perseguono con i loro spostamenti.

Di Tommaso Tautonico

 

 

 

mercoledì 02 maggio 2018
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