per dare un futuro alla vita   
e valore al futuro

La diplomazia riparte dai giovani: le proposte dello Youth 7

32 delegati dei Paesi del G7 si sono riuniti ad Ottawa per redigere le raccomandazioni della comunità giovanile su tre temi rilevanti: lavoro, ambiente, parità di genere. Ecco i risultati.

Il Youth 7 (Y7), conosciuto anche come G7 Youth Summit, è uno dei gruppi di lavoro del G7, che dà voce ai milioni di giovani che vivono, studiano e lavorano negli Stati membri del G7 e dell’Unione Europea. Ogni anno, i delegati si riuniscono per discutere e negoziare raccomandazioni e proposte di policy che riflettano le priorità e preoccupazioni delle giovani generazioni. Tra queste delegazioni, anche quella italiana, inviata direttamente dalla Young Ambassadors Society (Yas), in collaborazione con il governo italiano e il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Il prodotto di queste raccomandazioni è un comunicato finale, presentato direttamente ai capi di Stato del G7. Anche se il G7 di Charlevoix non le ha totalmente recepite, le proposte rimangono sul tappeto.
“Noi giovani siamo tra le risorse più preziose per i paesi del G7”, si legge nella Call to Action presentata ai Capi di Stato. “Eppure, nutriamo profonde preoccupazioni per il nostro futuro. Garantire la tutela di tutte le identità, salvaguardare l’ambiente ed essere adeguatamente preparati ad un mercato del lavoro in continuo cambiamento sono le nostre principali priorità”.



Inoltre, nel documento finale, i giovani ambasciatori hanno prodotto richieste e possibili soluzioni per le tre problematiche sopra citate, con target al 2018, 2024 e 2030.
Parità di genere.
Entro il 2030, i delegati chiedono di “dar seguito ai movimenti contro le molestie sessuali e la violenza di genere”, e proseguono: “vivremo in un mondo in cui l’integrità fisica di ogni individuo sarà riconosciuta e rispettata, indipendentemente dall’identità di genere o dall’orientamento sessuale, e dove tutte le persone vivranno libere dalla violenza, dalla discriminazione, dalle molestie e dagli abusi sessuali”.
Entro il Summit del G7 del 2018, invece, i giovani ambasciatori chiedono l’istituzione di cariche istituzionali ai governi del G7, come “un consigliere speciale per ogni capo di Governo per la libertà dall’abuso sessuale, dalle molestie, dalla violenza di genere e per la salute sessuale”, dotato di “competenze e poteri specifici”.
Entro il Summit del 2024, invece, viene demandato di “sviluppare strategie comuni con il settore privato e la società civile per affrontare e monitorare tramite report annuali:

  • Tutte le forme di violenza di genere, tra cui omofobia, transfobia e traffico umano soprattutto nelle comunità maggiormente vulnerabili;
  • Molestie sul web, salute mentale giovanile, mascolinità tossica e cultura sessista sul posto di lavoro;
  • Educazione sessuale e riproduttiva adattata alle esigenze del ventunesimo secolo”.

Cambiamenti climatici e ambiente. Per quanto riguarda il problema clima, il discorso dello Youth7 si focalizza sulla “preservazione della biodiversità marina con azioni immediate sui materiali plastici”. Al centro delle richieste anche una “rapida ed efficiente decarbonizzazione”
Entro il Summit del G7 del 2018, i delegati esortano i governi a:

  • Vietare l’uso di microplastiche nei prodotti cosmetici e definire un piano di eliminazione rapida delle altre plastiche nocive;
  • Istituire un gruppo di lavoro del G7 che ricerchi strategie innovative per la tutela delle acque, anche a livello legale, per l’estensione delle aree protette e per la definizione di una lista di corpi d’acqua a rischio.

Entro il G7 del 2024 è invece richiesto ai governi di redigere un trattato internazionale vincolante che regoli la gestione sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce e salata e ne favorisca la rinascita.
Futuro del lavoro, tema molto caldo, sul quale i giovani ambasciatori hanno prodotto richieste molto precise. Il gruppo di lavoro si è concentrato sulla questione dell’uso della privacy e dei dati come diritto umano.
Per Y7, nel 2030 “vivremo in un mondo dove la tecnologia esistente e quella di nuova generazione saranno ancora più efficacemente al servizio delle persone e promuoveranno responsabilmente l’inclusione, proteggendo allo stesso tempo la privacy e i dati individuali”, ma il lavoro da svolgere è ancora molto.
Entro il Summit del G7 del 2018, i delegati richiedono di “riconoscere ufficialmente che il diritto umano alla privacy includa a pieno titolo la proprietà dei dati personali, anche quando essi sono utilizzati e trattati da entità non-umane per logiche di profitto”;
Entro il Summit del G7 del 2024, infine, il gruppo Y7 sollecita i governi a “coordinare gli sforzi, a livello internazionale, per dichiarare la proprietà dei dati personali come diritto umano, promuovendo normative condivise a livello globale”.
“Il Y7 è un'occasione diretta di coinvolgimento attivo della comunità giovanile nel processo decisionale. È un'opportunità di crescita, di confronto e di dibattito costruttivo in un contesto multiculturale e stimolante”, conclude la delegazione italiana in Canada. “È un passo fondamentale di condivisione di aspettative e preoccupazioni dei giovani indipendentemente dalla nazione di provenienza. Un'ulteriore conferma di quanto in fondo siamo tutti simili. È soprattutto un momento unico per dimostrare che noi ci siamo, che il futuro è adesso e che per noi, questo futuro, è prezioso. Non lasciamocelo sfuggire. Impegniamoci, partecipiamo, difendiamo ciò che riteniamo giusto, lottiamo per la bellezza ed educhiamoci all'ascolto: questo l'invito ai nostri coetanei, e non solo”.

di Flavio Natale

venerdì 15 giugno 2018
#ASviS_Altre_News #goal17

Aderenti

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS
Via Farini 17, 00185 Roma C.F. 97893090585 P.IVA 14610671001

Licenza Creative Commons
This work is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale