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Ecco le sei trasformazioni esemplari per un mondo sostenibile dal 2050

Rapporto Iiasa: partire dall’educazione e la salute per intervenire su clima ed energia, consumare e produrre responsabilmente, controllare l’impatto della tecnologia. Ma bisogna agire da subito con una governance efficace.

È stato presentato il 12 luglio in occasione dell’High level political forum delle Nazioni Unite (9 – 18 luglio 2018, New York) il rapporto “Transformations to Achieve the Sustainable Development Goals”, redatto da esperti mondiali di sostenibilità provenienti dal mondo della ricerca, delle imprese, dei governi e delle Ong riuniti nell’iniziativa “The World in 2050” (Twi2050) dell’International Institute for Applied Systems Analysis (Iiasa).

Il documento esamina le tendenze e le dinamiche che favoriscono o mettono a rischio il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, presentando sei trasformazioni esemplari che potrebbero consentire di realizzare gli SDGs e costruire una sostenibilità di lungo termine che vada oltre il 2050.

Gli scenari trasformativi riguardano sei aree tematiche:

  1. Capacità umane e demografia. La trasformazione prioritaria per realizzare gli SDGs riguarda il miglioramento dell’educazione e della salute delle persone per consentire a tutti di condurre una vita autodeterminata, trovare un lavoro adeguato e generare reddito per mantenersi. Solo in questo modo le persone saranno messe nelle condizioni di poter agire per mitigare il cambiamento climatico e gestire i problemi ambientali. Le ambizioni inerenti a questa trasformazione riguardano anche gli Obiettivi sull’eliminazione della povertà e sulla riduzione delle disuguaglianze a livello globale.
  2. Consumo e produzione. Applicare modelli di consumo e produzione responsabili a tutti i settori economici consentirebbe di fare di più con meno: si dovrebbe adottare un approccio orientato all’economia circolare anche rispetto alla mobilità, all’edilizia abitativa e ai sistemi alimentari, ad esempio.
  3. Decarbonizzazione ed energia. Secondo il rapporto, rispettare gli Accordi di Parigi è ancora possibile, ma solo se si tiene in considerazione un insieme più ampio di SDGs. Aumentare la quota di rinnovabili, raggiungere l’efficienza energetica e al tempo stesso decarbonizzare il sistema sono tutti obiettivi compatibili con il garantire a tutti l’accesso a energia pulita.
  4. Cibo, biosfera e acqua. Come la prima trasformazione, anche quella che riguarda i sistemi alimentari, la biosfera e l’acqua è molto significativa per i suoi effetti a cascata. Prioritario è assicurare a tutti cibo sano e accessibile per porre fine alla fame nel mondo. Secondo Twi2050, è possibile venire incontro ai bisogni di una popolazione in aumento e al contempo limitare gli impatti ambientali dei sistemi alimentari puntando su alcuni elementi chiave: dall’aumento della produttività agricola e la riduzione di sprechi e perdite alla transizione verso una dieta più povera di carne.
  5. Smart city. Entro il 2050, circa i due terzi della popolazione umana vivrà nelle aree urbane. Per questo, trasformare le città garantendo servizi di connettività integrati, infrastrutture smart e ridotte impronte ambientali, andrà a beneficio della maggioranza della popolazione globale.
  6. Rivoluzione digitale. Le innovazioni scientifiche e tecnologiche rappresentano un importante motore di cambiamento, ma il rapporto sottolinea che possono anche ostacolare il raggiungimento degli SDGs. C’è quindi urgente bisogno di allineare le il mondo della sostenibilità con quello della tecnologie per identificare i trade-off della rivoluzione digitale (in particolare in termini di impatto sui posti di lavoro, sulla coesione sociale e sulla dignità umana) e concordare la direzione del cambiamento verso un futuro sostenibile.

Per realizzare queste trasformazioni, gli esperti di Twi2050 sottolineano che è necessario adottare una prospettiva olistica e intraprendere azioni ambiziose a partire da subito. Essenziale è la governance del processo, che deve essere efficiente, efficace e inclusiva. Infine, bisogna accettare che ogni trasformazione genera vincitori e perdenti: il percorso di cambiamento deve quindi includere misure per proteggere chi potrebbe essere lasciato indietro o subire delle perdite. Trasformazione e giustizia, quindi, devono essere concepiti come concetti interdipendenti.
 

Leggi il rapporto “Transformations to Achieve the Sustainable Development Goals
 

di Lucilla Persichetti

venerdì 20 luglio 2018
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