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Strategia Iclei 2024: le città come acceleratori dello sviluppo sostenibile

L’organizzazione internazionale delle città e delle regioni ha presentato la sua visione 2018-2024, modellata su cinque percorsi: basse emissioni, natura, economia circolare, resilienza e attenzione alle persone.

Le aree urbane rappresentano il 70% dei consumi energetici globali e delle emissioni di gas serra.  Partendo da questo dato l’Iclei – Local governments for sustainability (una rete globale che riunisce oltre 1500 città e regioni) ha lanciato nel suo ultimo congresso nel giugno scorso il documento “Iclei Montreal commitment and strategic vision 2018 – 2024”, un percorso basato sull’impegno delle città nel far avanzare gli obiettivi fissati nell’Agenda 2030. Secondo uno studio della rete tra le città metropolitane C40, entro il 2050 i cambiamenti climatici interesseranno 1,6 miliardi di persone in 970 città del mondo, causando una serie di problemi tra cui siccità, ondate di caldo, carenza di cibo, inondazioni, blackout e disuguaglianze sociali. D’altra parte, sostiene una ricerca del Brooking Institute, le città che investono nell’economia a basse emissioni di carbonio e in resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici, stanno riscontrando enormi opportunità economiche. “Le città hanno il potere politico di influenzare le strategie nazionali” dichiara Martin Frick, direttore Unfcc, “Sono pronte ad agire e comprendono la necessità di un cambiamento. Dobbiamo usare questo potere”.
Basse emissioni, natura, economia circolare, resilienza e attenzione alle persone. Sono i cinque nuovi percorsi modellati da Iclei per una trasformazione urbana sostenibile.

Il primo, dedicato allo sviluppo economico low emission, prevede un percorso in cui i governi locali avranno la possibilità di implementare azioni e politiche mirate ad abbattere le emissioni inquinanti delle infrastrutture e delle attività, puntare sull’energia rinnovabile, incentivare l’utilizzo dei veicoli elettrici e della mobilità sostenibile di persone e merci.
Il percorso basato sulla natura prevede che venga assegnata la priorità agli ecosistemi urbani, alla biodiversità e a tutte le risorse naturali che sostengono la vita e la salute. Prevede l’implementazione di piani volti a sbloccare il potenziale offerto dalla natura, favorendo nuove opportunità economiche.

Il percorso dedicato all’economia circolare punta su produzione e consumi sostenibili, incentiva l’utilizzo di risorse riciclabili favorendo l’abbandono dalla classica logica produzione, consumo, rifiuto. Particolare attenzione viene posta nei confronti delle nuove economie locali, dove le risorse vengono scambiate e non sprecate.
Il percorso dedicato alla resilienza è dedicato alla prevenzione e al recupero da shock e stress derivanti da rapidi cambiamenti ambientali, sociali e demografici. I governi locali si preparano a nuovi rischi, nuovi impatti, senza perdere d’occhio i diritti e le esigenze delle fasce sociali più sensibili. Si rafforza la rete dei sistemi essenziali e si cerca di aumentare la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini.

Nel percorso dedicato alla persona, i cittadini sono al centro di tutto. I governi locali implementano piani e politiche dedicate a migliorare la vivibilità delle città e la sicurezza.  Si promuove la salute, si garantiscono ai cittadini aria e suolo puliti, oltre che l’accesso ai servizi di base come acqua, energia e servizi igienico-sanitari. Il cittadino è al centro di tutto.
"Per costruire un mondo sostenibile dobbiamo iniziare con la trasformazione su scala urbana” dichiara Ashok Sridharan, sindaco di Bonn e presidente dell’Iclei. “Accelerando l’azione nelle città di tutto il mondo, la rete Iclei cambierà la traiettoria dello sviluppo globale sostenibile".

 

di Tommaso Tautonico

venerdì 20 luglio 2018
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