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QUESTA SETTIMANA: Quei segnali di speranza che arrivano dall’Africa

La pace tra Etiopia ed Eritrea: una nuova per la regione. La sconfitta dell’Ebola in Congo e la mobilitazione contro l’Aids. L’allarme Hlpf: solo 12 anni per attuare gli SDGs. E l’Italia che cosa sta facendo?

di Donato Speroni

Questa è l’ultima newsletter settimanale dell’ASviS prima delle ferie estive. Ho scelto di aprirla con due notizie positive che ci arrivano dall’Africa. La prima, la più importante, è certamente la pace tra Etiopia ed Eritrea, dopo il conflitto che tra il 1998 e il 2000 costò 80mila morti e la conseguente militarizzazione di un vasto territorio negli anni seguenti. Non tutto sarà facile, con la pace: Al Jazeera segnala le preoccupazioni della comunità cristiana nell’area di Irob, evangelizzata nell’Ottocento dal missionario italiano san Giustino De Jacobis. Se l’Etiopia restituirà la regione, rispettando una decisione dell’Onu del 2002, gli abitanti temono la ripetizione degli abusi che si verificarono durante la precedente occupazione eritrea. Ma la pace potrà portare conseguenze positive enormi. Potrebbe attenuare il rigore militaristico del dittatore eritreo Isaias Afwerki , che induce i giovani a fuggire da una coscrizione senza limiti di tempo. Restituirà all’Etiopia, in pieno boom economico, un più esteso accesso al Mar Rosso, mentre attualmente le sue merci possono essere canalizzate solo attraverso Gibuti, diventato un grande scalo portuale con capitali arabi e cinesi. Potrebbe contribuire a stabilizzare tutta quella parte di Africa che conta due Paesi tra i più travagliati del mondo, la Somalia e il Sud Sudan.

È un segno, insomma dell’Africa che cambia: non è solo un serbatoio di migranti che minacciano l’Europa. Un’altra notizia positiva proviene dalla Repubblica democratica del Congo, che martedì 24 è stata finalmente dichiarata “Ebola free” come segnala The Economist Espresso.  Da 42 giorni non si registrano nuovi casi e considerando che l’incubazione dura tre settimane, le autorità hanno finalmente dichiarato che il pericolo è passato. La malattia aveva colpito Mbandaka (mai sentita nominare? neanch’io; è sul fume Congo e ha un milione di abitanti) e avrebbe potuto raggiungere la capitale Kinshasha (12 milioni di abitanti); invece è stata fermata con 52 casi accertati e 29 morti. Un grande successo, se si considera che la stessa malattia in Africa occidentale nel 2014 aveva provocato 11mila morti. Oltre al governo locale che ha risposto tempestivamente, il merito va alle agenzie internazionali e a nuove tecnologie, compreso un vaccino, che hanno sconfitto la malattia.

Altrettanto impegno deve ora essere impiegato per debellare l’Aids, vera piaga per l’Africa (e non solo): secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2016 su un milione di morti in tutto il mondo, 760mila si sono registrati nel Continente nero. La conferenza Aids 2018 si sta svolgendo ad Amsterdam, dal 23 al 27 luglio e richiama un’attenzione globale. Secondo l’Agenda 2030 l’Aids dovrebbe essere tra le epidemie debellate entro il 2030, ma ad Amsterdam sono stati espressi dubbi sul raggiungimento di questo target. L’agenzia cinese Xinhua così riassume gli interventi per rimettere back on track la lotta all’Aids: “grandi investimenti, scelte pubbliche basate sulla scienza e volontà politica”.

Insomma, accelerare il progresso: il messaggio vale per l’Obiettivo 3, ma può essere esteso a tuttu gli SDGs, come è emerso dai risultati dell’High level political forum (Hlpf) che si è tenuto a New York. Al 2030 mancano solo 12 anni  e sarà molto difficile raggiungere tutti gli Obiettivi, in tutti i Paesi. Tuttavia la mobilitazione testimoniata dall’Hlpf, le fotografie scattate dalle Voluntary national review (Vnr), finora presentate da 149 Paesi, le nuove iniziative anche tecnologiche, come le analisi delle situazioni ambientali via satellite annunciate da Google e Unep, testimoniano una grande mobilitazione che contribuirà a rendere migliore questo mondo.

E l’Italia? Da quando, un anno fa, il nostro Paese ha presentato la sua Vnr a New York, poco è cambiato: il Programma nazionale di sviluppo sostenibile è stato approvato dal precedente governo, che ha anche emanato una direttiva che prevede lo spostamento delle politiche per la sostenibilità a Palazzo Chigi, uno spostamento che comporta scelte operative sollecitate dall’ASviS. Finora però il nuovo governo, nonostante i riferimenti alla sostenibilità contenuti nel “Contratto” tra Lega e M5S e nel discorso inaugurale di Giuseppe Conte, non ha manifestato chiaramente le sue intenzioni. È certamente da registrare in senso positivo che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa abbia presentato le sue linee programmatiche al Senato  e alla Camera  e che queste linee programmatiche pongano l’accento su questioni fondamentali come:

- l’inquinamento e i cambiamenti climatici;

- la questione della desertificazione e dell’esaurimento delle risorse naturali, soprattutto dell’acqua;

- la perdita di biodiversità;

- lo sviluppo sostenibile, obiettivo complesso, articolato a livello internazionale dalle Nazioni Unite nei 17 Obiettivi per lo sviluppo dell’Agenda 2030

Costa non ha potuto però chiarire (e del resto non competeva più a lui) la strategia generale del governo sullo sviluppo sostenibile. Giustamente nei giorni scorsi il Rapporto GCap, patrocinato dalla Coalizione italiana contro la povertà, ha ribadito la stretta interconnessione tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, che devono essere affrontati nel nostro Paese con una logica unitaria e con attenzione ai punti più critici.

L’ASviS lo sostiene da tempo. Nella newsletter mensile diffusa martedì 24, il portavoce dell’Alleanza Enrico Giovannini, nel suo editoriale, preannuncia un grande impegno per i prossimi mesi.

L’ASviS, a partire da settembre incalzerà il Governo e il Parlamento, e in particolare le forze politiche che hanno sottoscritto le dieci proposte avanzate prima delle elezioni, a mettere l’Agenda 2030 al centro delle proprie decisioni. Non vivendo su un altro pianeta, sappiamo bene che non sarà facile, ma proprio per questo il nostro impegno sarà massimo, come lo è stato finora. La differenza rispetto a un anno fa è che, anche grazie al Festival, sappiamo di avere il sostegno di una parte sempre più ampia della società italiana.

Giovannini fa riferimento al Festival dello sviluppo sostenibile, al quale è dedicata la recente newsletter: in essa potete trovare una panoramica di quei 17 formidabili giorni e i principali risultati, per gruppi di Obiettivi.

Buone ferie a tutti. La prossima newsletter settimanale sarà pubblicata il 23 agosto, ma potete continuare a consultare il nostro sito asvis.it che verrà costantemente aggiornato, perché le notizie sullo sviluppo sostenibile non conoscono vacanza, come ben sanno i giovani della nostra meravigliosa redazione.

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E INOLTRE...

a cura di Francesca Cucchiara

In questi giorni il sito asvis.it si è occupato di:

  • I risultati dell’High level political forum, tenutosi a New York tra il 9 e il 18 luglio, che quest’anno ha affrontato il tema della trasformazione verso società sostenibili e resilienti.  Il Forum ha messo in rilievo una forte mobilitazione per l’Agenda 2030 a livello globale, ma anche la necessità di accelerare il passo per raggiungerne gli Obiettivi. Occorrerà quindi rafforzare i sistemi statistici nazionali, identificare strategie e meccanismi innovativi per finanziare gli SDGs, aumentare la coerenza delle politiche e assicurare un migliore coordinamento tra diversi livelli di governo.
     
  • La nuova piattaforma creata da Google e dall’Unep per rendere facilmente accessibili le informazioni satellitari sullo stato degli ecosistemi e della biodiversità. Presentata lo scorso 16 luglio all’High level political forum di New York, la piattaforma consentirà per la prima volta a governi e Ong di monitorare l’andamento di specifici target ambientali, facilitando l’adozione di interventi per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.
     
  • Il Rapporto World energy investment 2018, che analizza l’andamento degli investimenti nel settore energetico nel corso dell’anno passato. Secondo l’Iea l’aumento del ruolo delle imprese di proprietà statale nel settore energetico non ha favorito l’evoluzione verso la sostenibilità, mentre anche gli incentivi per l’efficienza energetica sono calati.  
     
  • I due Atlanti pubblicati rispettivamente dalla Banca mondiale e dalla Commissione europea;  il primo, “The 2018 Atlas of Sustainable development goals”, è una mappa interattiva che valuta la sostenibilità di oltre 220 economie, il secondo, "l’Atlante mondiale sulla desertificazione" sviluppato dal Joint research centre, riporta invece lo stato di degrado del suolo terrestre, che già interessa il 75% del totale. Entrambi gli Atlanti sono disponibili ‘open source’ e sono stati ideati per rendere  i dati scientifici facilmente fruibili e accessibili a tutti.
     
  • Il Rapporto “Transformations to achieve the sustainable development goals”, redatto da esperti mondiali nel campo della sostenibilità riuniti nell’iniziativa “The World in 2050” (Twi2050). Lo studio esamina le tendenze e le dinamiche che ostacolano o favoriscono il raggiungimento dell’Agenda 2030 ed individua sei trasformazioni essenziali per raggiungere una sostenibilità di lungo termine, oltre il 2050. Perché ciò si realizzi, dicono gli studiosi, è necessario, però, assumere una prospettiva olistica ed intraprendere azioni ambiziose, anche in maniera tempestiva.
     
  • Il Rapporto realizzato dalla Coalizione italiana contro la povertà (Gcap) dal titolo “Sviluppo sostenibile: per chi? Una visione critica per la coerenza delle politiche italiane ed europee” che analizza l’applicazione dell’Agenda 2030 in Italia. Manca, secondo il Rapporto, una strategia condivisa su come gli Obiettivi debbano essere perseguiti; il Gcap suggerisce di prendere come riferimento i diritti umani, che possono costituire “il fil rouge” per orientarsi nel percorso verso la sostenibilità.
     
  • Il Rapporto “Iclei Montreal commitment and strategic vision 2018 – 2024”, che propone una roadmap per le città nel perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. I percorsi identificati dall’Iclei per una trasformazione urbana sostenibile sono 5, dedicati rispettivamente a: la riduzione delle emissioni, l’economia circolare, la preservazione dell’ecosistema, la resilienza da shock ambientali, il benessere della persona. Alla luce dei dati scientifici che dimostrano il peso crescente delle città, l’Iclei auspica una trasformazione del mondo urbano, dal quale è necessario ripartire per raggiungere gli Obiettivi di sostenibilità.
     
  • L’articolo del New Yorker dal titolo “Trump’s cuts in climate-change research spark a global scramble for funds”, che spiega le conseguenze della politica anti-ambientalista trumpiana. Il Presidente americano cancella i fondi promessi da Obama per combattere il cambiamento climatico nei Paesi in via di sviluppo ed il Centro dei cambiamenti climatici della comunità caraibica (Ccccc), si vede quindi costretto ad abbandonare importanti studi scientifici. Nel frattempo, gli effetti del riscaldamento globale nelle isole, come l’innalzamento del livello del mare, lo sbiancamento della barriera corallina e la siccità sono già visibili ed allarmanti.
     
  •  Il rapporto dell’Ocse “The long view: scenarios for the world economy to 2060”, che presenta i risultati delle proiezioni economiche di lungo termine di 46 Paesi. L’analisi rivela che nei prossimi anni la crescita del Pil globale continuerà a rallentare, mentre il centro di gravità economico del mondo si sposterà verso l’Asia. La realizzazione degli scenari previsti dall’Ocse dipenderà dalle politiche che adotteranno i vari Paesi; standard di vita migliori si raggiungeranno intervenendo su governance, politiche del lavoro, investimenti e ricerca.
     

 

Altre segnalazioni

  • Il Rapporto Invalsi 2018, recentemente pubblicato, fotografa la povertà educativa del Paese;  si conferma ancora il gap fra Nord e Sud e quello fra status sociali delle famiglie.
  • Lanciata la roadmap francese per lo sviluppo sostenibile; un set di raccomandazioni sviluppato dal “Fiduciary Duty in the 21st Century programme” per offrire orientamento ai policy-makers negli investimenti ad impatto sociale ed ambientale.
  • Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara assicurazioni sull’ecosostenibilità in casa, fra gli italiani stanno aumentando le abitudini al consumo consapevole e si riducono gli sprechi di acqua ed energia
  • Federfarma e altre 11 associazioni hanno firmato un protocollo d'intesa sul consumo sostenibile; fra le varie iniziative sono previste collaborazioni tra consumatori e farmacie per la riduzione degli sprechi.
  • È aperta, fino al 30 settembre, la consultazione pubblica sul “Terzo Rapporto Gimbe sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”.
  • Presentato a Ferrara il progetto “il Po d'Amare” che mira a prevenire l’ accumulo della plastica nel mare intercettando i rifiuti trasportati dal Fiume; un’iniziativa sperimentale predisposta dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Corepla e Castalia.
  • Dal 16 al 20 luglio la Commissione di sicurezza della Malaysia ha ospitato la “Sustainable Investment Week”, un’occasione di confronto per la realizzazione di un economia sostenibile ed  inclusiva nel contesto asiatico.
  • Pubblicato il nuovo volume dell’Ocse “Africa's Development Dynamics 2018: Growth, Jobs and Inequalities”, che riporta i maggiori trend economici e sociali del Continente e la sua posizione nell’era della globalizzazione.

Prossimi eventi

  • 1 agosto – Il Global footprint network  ha fissato per questa data Earth overshoot day.
  • 3 agosto – A Cesarò si tiene il seminario sul parco dei Nebrodi: “25 anni di Parco: le ragioni dell’area protetta più grande della Sicilia” per ripercorrere la storia del luogo e presentare nuove iniziative per la sostenibilità.
  • 13-14 settembre – A Capraia, l’Istituto di Biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l’Università di Pisa e Attivarti.org organizza il simposio internazionale “Promotion and protection of the night sky”.
  • 19-21 settembre – A Parigi l'associazione internazionale per le statistiche ufficiali (Iaos) e l'Ocse organizzeranno congiuntamente la 16esima edizione della conferenza: “Better statistics for better lives”.
  • 20 settembre – A Bruxelles il Comitato economico e sociale europeo (Cese) ed Ecolise, la rete europea di supporto alle iniziative sul cambiamento climatico, organizzano la conferenza “Building sustainability trough collaboration”.

 

 

giovedì 26 luglio 2018
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