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Il contributo delle imprese agli SDGs: guida pratica da Gri e Global compact

Definire le priorità in linea con l’Agenda 2030, misurare i risultati e comunicarli per ottenere prestazioni migliori: il nuovo manuale, a cura di Global compact e Global reporting initiative, elabora tre fasi di azione. 24/8/2018

Una guida pratica a uso delle imprese per orientare e supportare l'inclusione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 nelle proprie attività e strategie. Nel Rapporto “Integrating the SDGs into corporate reporting: a practical guide” , pubblicato il 1° agosto grazie alla collaborazione del Global compact delle Nazioni Unite (Ungc) e del Global reporting initiative (Gri), definizione del contesto, trasparenza e affidabilità sono le parole d'ordine per creare nuovi modelli di imprenditorialità che mettano al centro del proprio operato la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. A partire dai Principi guida delle Nazioni unite per le imprese e i diritti umani, il manuale è scandito in tre sezioni che corrispondono ai tre passi da compiere, con precise indicazioni metodologiche e pratiche ed esempi concreti dai quali trarre insegnamento e ispirazione.

Della partnership tra Global compact e Gri annunciata nel settembre 2016, era stata data notizia nella sua fase di avviamento operativo, nel febbraio 2017. Con questo Rapporto, gli strumenti a disposizione del settore privato si arricchiscono ulteriormente per un più efficace sostegno ad aziende e imprese operative in ogni comparto, a prescindere dalla dimensione, numero di dipendenti o Stato di appartenenza. Lo scopo è quello di coinvolgere i portatori di interesse, coadiuvare le decisioni in materia di sostenibilità a tutti i livelli dell'impresa, creare nuove strategie di business, guidare l'innovazione e meglio orientare la creazione di benessere economico ma anche sociale, oltre che attrarre gli investimenti, se è vero che si stima che l'attuazione dei 17 SDGs sarà in grado di creare un valore di almeno 12mila miliardi di dollari entro il 2030, mitigando i rischi per persone e ambiente e individuando nuovi prodotti e servizi in funzione dello sviluppo sostenibile.

La prima fase del processo di transizione verso un vero e stabile contributo del mondo imprenditoriale all'affermazione degli Obiettivi Onu è quello di identificare e definire le priorità nell'ambito dei 17 Goal, insistendo sugli aspetti che risultano più rilevanti per una determinata impresa. In questo senso è importante che l'azienda, sulla base dei rischi e dei benefici possibili per persone e ambiente, circoscriva puntualmente il proprio campo d'azione, responsabilità e potenzialità su alcuni precisi Target dell'Agenda 2030.

Un esempio presentato è quello di un fornitore di servizi idrici che potrebbe ritrovarsi a operare in un contesto in cui un'amministrazione locale distribuisce la rete idrica in maniera discriminante per alcune zone o popolazioni, andando nel senso opposto a quanto indicato nel Goal 6.1, ovvero ottenere un accesso universale ed equo di acqua potabile, sicura e accessibile per tutti. Ecco perché in questo caso il fornitore affronta da una parte il rischio di un investimento in aree svantaggiate, dall'altra può però approfittare dell'opportunità di sviluppare nuove modalità e tecnologie al fine di far arrivare i servizi idrici a queste comunità precedentemente emarginate.

Un altro esempio mostrato è quello di un'azienda tecnologica che mette a punto un sistema innovativo di assistenza telefonica per i lavoratori che subiscono abusi e riporta queste emergenze all'attenzione delle autorità pubbliche, ponendo come priorità anche il superamento di condizioni di lavoro inique per i propri stessi dipendenti, attraverso l'erogazione di salari dignitosi. In questo caso il Goal 8 è l'ambito di azione, con particolare riferimento all'Obiettivo 8.8, per proteggere i diritti dei lavoratori e promuovere ambienti di lavoro sicuri.

La seconda fase si concentra sulla misurazione e la rispettiva analisi dei dati.

Una volta individuate le priorità descritte nel primo passaggio, è necessario identificare e allineare le politiche aziendali, commerciali e lavorative, selezionando specifici obiettivi e in relazione a essi elaborare degli indicatori che riescano a misurare l'impatto dell'azienda in un determinato settore o contesto e siano poi analizzabili, comparabili e confrontabili alla luce degli SDGs. Un esempio presentato è quello di un'azienda di abbigliamento che vuole eliminare le molestie e i rischi per la salute delle donne nelle sue fabbriche di produzione. La sua attività potrebbe dunque affiancarsi a quella delle organizzazioni locali per spiegare alle lavoratrici le questioni relative a violenza e salute, formando anche i dirigenti sull'importanza di affrontare le molestie e garantire l'accesso a sportelli di ascolto e denuncia, offrendo quando necessario un supporto anche economico. Così lavorando, l'impresa avrebbe un significativo riscontro sugli Obiettivi 5.1 e 5.2,  che trattano delle discriminazioni e violenze contro le donne. O ancora: una società mineraria si pone l'obiettivo di ripristinare foreste nelle aree un tempo sfruttate e ora non più in uso. Il Goal di riferimento in questo caso è il 15.2; allo stesso tempo si può prefissare di reinserire nell'ecosistema flora e fauna in via di estinzione, rendendo queste zone delle vere e proprie aree protette, dove combattere la perdita della biodiversità, come previsto nel Goal 15.5. In questo modo è anche possibile coinvolgere le comunità locali, promuovere nuove opportunità di lavoro e modelli di eco-turismo, come descritto nel Goal 8.9.

La terza fase consiste nel fornire una relazione sui cambiamenti prodotti e disegnare orizzonti futuri affinché le imprese migliorino sempre le loro prestazioni in materia di sostenibilità per luoghi, persone, ambiente ed economia. In questo ultimo passaggio le parole chiave per una buona rendicontazione sono “concisione”, “coerenza”, “attualità” e “comparazione”. Un rapporto conciso deve concentrarsi sulle priorità e soffermarsi il più possibile su esempi e strategie concrete che restituiscano esempi e modelli vissuti, evitando un eccesso di informazioni teoriche non necessarie; una reportistica coerente permette di mettere a confronto le tendenze delle prestazioni in un determinato arco di  tempo, gestire e comprendere le informazioni fornite dai dati raccolti, portando alla luce aspetti non considerati in un primo momento che magari assumono una diversa rilevanza  attraverso il confronto storico; l'attualità è un criterio fondamentale perché presenta una finestra in grado di fornire approfondimenti sulle operazioni, gli impatti e il potenziale delle opportunità di business, e invece di soffermarsi sul passato individua tendenze con riferimento al futuro; in ultimo una rendicontazione comparabile consente agli utenti di mettere a confronto le prestazioni con i colleghi del settore e alle aziende di tracciare e valutare i propri impatti, mettendo in cantiere decisioni e soluzioni che potranno così migliorare nel tempo.

 

di Elis Viettone

venerdì 24 agosto 2018

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