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L’Oms: “tre milioni di morti l’anno per abuso d’alcol, bisogna fare di più”

Nel 2016 un decesso su 20 era legato all’eccessivo uso di bevande alcoliche, più dei tre quarti delle morti riguarda gli uomini. L’Europa è il continente che ne fa più uso, ma il consumo globale è destinato a crescere. 26/9/2018

Episodi di violenza e infortuni fisici, disturbi mentali, malattie come cancro e ictus. Sono i problemi legati al consumo eccessivo di alcolici, pratica diffusa soprattutto nei Paesi industrializzati.
Lo dice l’ultimo rapporto redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il “Global status report on alcohol and health 2018”, secondo cui crescono di pari passo il numero di famiglie e comunità destinate a fare i conti con gli effetti prodotti dall’abuso di alcolici.
Nonostante ci siano stati dei passi avanti sulla questione perché dal 2010 le morti correlate all’alcol si sono ridotte del 10%, per l’Oms le attuali cifre rimangono comunque inaccettabili, in particolare in Europa e per alcune regioni americane.
In media, nel mondo, sono circa 2,3 miliardi le persone che assumono 33 grammi di alcol puro al giorno (equivalente a due bicchieri di vino, ciascuno da 150 ml, oppure a una bottiglia di birra da 750 ml), quantità che si traduce in un uso annuale pari a 6,4 litri di alcol puro a testa.  
L’Europa fa registrare il consumo pro-capite maggiore  con una media 9,8 litri consumati all’anno (per l’Italia la media è di 7,5 litri a persona), ma si prevede una crescita nel prossimo decennio in diversi Paesi, soprattutto per quanto riguarda quelli del Sud-est asiatico, del Pacifico occidentale e dell’America centro-meridionale.
A soffrire dei disturbi legati all’abuso di alcol sono circa 237 milioni di uomini e 46 milioni di donne, conproblemi più diffusi nei Paesi ad alto reddito dove diverse indagini indicano che spesso si inizia a bere alcol pure prima dei 15 anni di età, con differenze che si assottigliano tra maschi e femmine.
In totale le morti attribuibili all’alcol nel 2016 sono state tre milioni, in pratica sei morti al minuto, una su venti sul totale delle morti di quell’anno, con il 28% dei decessi totali causati da episodi violenti (incidenti stradali e fenomeni di autolesionismo a farla da padrona). Il 21%, invece, è stato causato dal peggioramento delle condizioni dell’apparato digestivo, il resto è dato da malattie cardiovascolari, malattie infettive, tumori, disturbi mentali e altre condizioni di salute instabili.
"Tutti i Paesi possono fare molto di più per ridurre i costi sociali e sanitari associati al consumo dannoso di alcool", sostiene Vladimir Poznyak, coordinatore dell'unità che si occupa del problema all'OMS, che aggiunge: “azioni comprovate ed economicamente vantaggiose comprendono l'aumento delle tasse sulle bevande alcoliche, divieti o restrizioni sulla pubblicità di alcolici e la limitazione della disponibilità fisica di alcolici".
Tasse sugli alcolici che, secondo il rapporto, pur essendoci nel 95% dei Paesi al mondo, vengono utilizzate male o vanificate da altre iniziative. Meno della metà dei Paesi, infatti, utilizza il divieto di consumi di alcolici come strategia e la vendita sottocosto e sconti sul volume incentiva l’acquisto di questi prodotti. Inoltre, pur essendo diffuso il divieto di pubblicità su tv e radio, questo viene spesso aggirato dalle pubblicità presenti su internet e social media, dove in pratica non esistono restrizioni.
"Ci piacerebbe vedere gli Stati membri implementare soluzioni creative in grado di salvare vite umane", ha sottolineato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, “dobbiamo fare di più per ridurre la domanda e raggiungere l'obiettivo fissato dai governi (obiettivo 3.5 degli SDGs) di una riduzione relativa del 10% del consumo di alcol a livello globale tra il 2010 e il 2025".
Riduzione dell’uso eccessivo di sostanze alcoliche, fa sapere sempre l’Oms, in grado di contribuire a un netto miglioramento del benessere collettivo, aiutando così a raggiungere pure gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile sulla salute.

 

di Ivan Manzo

mercoledì 26 settembre 2018

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