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L’Italia e il Goal 8: serve un’azione pluriennale per l’occupazione giovanile

Crescono occupazione e Pil pro-capite, ma ancora lontani i livelli pre-crisi. Tra le proposte del Rapporto ASviS 2018: sostenere l’occupazione giovanile, aumentare la produttività multifattoriale e incentivare l’economia sociale e solidale. 22/10/2018

Il Rapporto ASviS 2018 rileva un complessivo peggioramento nel Goal 8 in Italia. Se è vero che negli ultimi anni è aumentata l’occupazione, il tasso di disoccupazione è ancora quasi doppio rispetto ai livelli pre-crisi e una parte della nuova occupazione ha caratteristiche di frammentarietà e precarietà; in particolare sono molto aumentati il numero e la quota di contratti part-time per ragioni economiche (non per scelta del lavoratore). A livello territoriale, peggiora il tasso di disoccupazione e della quota di persone tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano (Neet).

Nell’ultimo anno, la normativa italiana sul lavoro e la crescita economica hanno fatto passi in avanti, concentrandosi sulle misure per incentivare la produttività, promuovere l’imprenditorialità, superare gli squilibri territoriali e migliorare la condizione giovanile nel mercato del lavoro.

Secondo l’Alleanza, è urgente la definizione di un piano pluriennale che metta a fattor comune tutte le azioni volte a sostenere l’occupazione giovanile. È necessario anche potenziare l’efficienza del sistema produttivo nel combinare i fattori capitale e lavoro. Infine, si propone di riallocare le risorse degli attuali sussidi dannosi per l’ambiente per incentivare l’economia sociale e solidale.

 

 

L’indicatore composito per l’Italia

 

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS per il Goal 8 evidenzia un significativo peggioramento tra il 2010 e il 2012, seguito da un modesto incremento. Complessivamente, il composito mostra una situazione peggiore rispetto al 2010. Si tratta di un indicatore fortemente influenzato dal ciclo economico. Infatti, dopo il forte peggioramento degli anni 2011-2012, in cui erano aumentati il tasso di mancata partecipazione al lavoro e la quota dei giovani Neet, nel biennio 2014-2016 si osserva un lento recupero, trainato dall’aumento dell’occupazione.

 

Le regioni italiane e il Goal 8

 

Rispetto al tema del lavoro e della crescita economica la situazione rispetto al 2010 peggiora drasticamente in tutte le regioni italiane. Ciò è dovuto al peggioramento della maggior parte degli indicatori elementari e in particolare del tasso di disoccupazione e della quota di persone tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano (Neet), che nel 2016 si attestava al 23,4% contro una media europea del 14%. La Puglia, la Sicilia e la Calabria registrano una situazione peggiore rispetto alla media italiana, soprattutto a causa del tasso di mancata partecipazione al lavoro che per la Sicilia e la Calabria nel 2016 si attestava intorno al 42% rispetto a una media nazionale del 21,6%.

 

Il resoconto degli ultimi 12 mesi

Il Rapporto Istat sugli SDGs nota come, benché l’occupazione sia lievemente cresciuta negli ultimi quattro anni, nel 2017 il tasso di disoccupazione sia ancora quasi doppio rispetto ai livelli pre-crisi e pari all’11,2%, contro una media europea del 7,6%. Anche il Pil pro-capite, a differenza della maggior parte dei Paesi europei, rimane ben al di sotto dei livelli pre-crisi, nonostante la leggera ripresa del triennio 2015-2017. In Italia, inoltre, la mancata partecipazione al lavoro è quasi doppia rispetto all’Europa. Infine, a fronte della ripresa del numero di occupati, tornato ben sopra i livelli pre-crisi, non è avvenuto lo stesso per le ore lavorate, ancora inferiori del 5% rispetto ai livelli del 2008, suggerendo che una parte della nuova occupazione ha caratteristiche di frammentarietà, oltre a quelle di precarietà evidenziate dall’aumento dei contratti a termine, e di tempo parziale.

In questo contesto, sono state numerose le misure adottate per la crescita, la produttività e il mercato del lavoro. Per quanto riguarda la produttività, sono da segnalare gli incentivi previsti dalla Legge di Bilancio 2018 per l’acquisto di beni strumentali e per i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. È da evidenziare l’introduzione del credito di imposta per le spese in formazione 4.0 e il potenziamento degli Istituti Tecnici Superiori, nonostante la dotazione finanziaria disponibile per questi ultimi sia stata ritenuta insufficiente. Importante è anche il Piano straordinario per il Made in Italy, volto a promuovere le esportazioni e gli investimenti esteri, segnalando la necessità di coinvolgere anche imprese di piccole dimensioni.

Riguardo alla condizione giovanile, vanno segnalati gli incentivi alle assunzioni di giovani previsti dalla Legge di Bilancio 2018 e il protocollo d’intesa Anpal-Miur volto a rafforzare l’alternanza scuola-lavoro.

Nell’ agosto 2018 è stato approvato in via definitiva il cosiddetto “decreto dignità” (DL 87/2018 convertito in legge il 9/8/2018, legge 96/2018) che contiene alcune modifiche alla precedente legislazione (il cosiddetto “Jobs Act”) in materia di lavoro. In particolare, si introducono limitazioni significative al ricorso ai contratti a tempo determinato.

Tra le misure volte a promuovere l’imprenditorialità, il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi e il Fondo per la crescita sostenibile è stato accolto positivamente, anche se si segnala un problema di accessibilità per quest’ultimo. Relativamente alla promozione dell’imprenditorialità nel comparto turistico è da apprezzare il “Piano Strategico per il Turismo”, che mira a rafforzare la dimensione sostenibile del turismo. Positive sono anche le misure previste dalla Legge di Bilancio 2018 volte al sostegno di occupazioni usuranti, al miglioramento delle condizioni previdenziali e assistenziali (Ape sociale e volontario) e alla tutela del consumo delle famiglie (proroga della Cigs per riorganizzazione e crisi aziendale e nelle aree di crisi complessa).

Sul piano degli interventi volti a superare gli squilibri territoriali vanno ricordate le misure adottate per promuovere lo sviluppo economico e l’imprenditorialità nel Mezzogiorno: il Fondo imprese Sud previsto nella Legge di Bilancio 2018 e il “Decreto Sud” del giugno 2017.

Riguardo all’obiettivo di scindere la crescita economica dal degrado ambientale va segnalato il dibattito stimolato dalla pubblicazione, nel 2017, del “Catalogo dei sussidi dannosi e favorevoli all’ambiente”: sono state diverse le iniziative di deputati e senatori che hanno avanzato proposte specifiche legate alla riduzione dei Sad (Sussidi ambientalmente dannosi) in favore dei Saf (Sussidi favorevoli all’ambiente).

Da ricordare, infine, l’impegno già avviato nel 2017 dal Governo Gentiloni e contenuto nel Def 2018 per il rilancio degli investimenti pubblici come strumento indispensabile per promuovere la buona crescita e una politica industriale che si assuma la responsabilità di indirizzare produzioni e consumi sostenibili.

 

Le proposte dell’ASviS

I dati più recenti inducono a richiedere l’immediata definizione di un “patto per l’occupazione giovanile”, in linea con il documento dell’Ilo dal titolo “Superare la crisi: un patto globale per l’occupazione”, approvato nel 2009. Alla luce dei mutamenti industriali in atto e dell’affermarsi di economie di rete e legate alla digitalizzazione, un’iniziativa di questo tipo è più che mai necessaria e urgente (il Target 8.b invita i Paesi a realizzarla entro il 2020). Essa dovrebbe coinvolgere il Governo, le parti economiche e sociali e le autonomie locali, giungendo a definire un piano pluriennale che metta a fattor comune tutte le azioni volte a sostenere l’occupazione giovanile, dagli interventi per migliorare la transizione dalla scuola al lavoro a quelli per aumentare i fondi dedicati alla ricerca e allo sviluppo, soprattutto nelle imprese, dalla formazione professionalizzante all’orientamento al sostegno all’impiego e all’autoimpiego anche attraverso il taglio del cuneo fiscale e contributivo, dal potenziamento delle politiche attive del lavoro ai servizi a supporto dei nuovi nuclei familiari.

D’altra parte, sono indispensabili azioni volte ad aumentare la produttività, in particolare quella “multifattoriale”, cioè l’efficienza del sistema produttivo nel combinare i diversi fattori (capitale e lavoro). Ancora una volta si sottolinea la necessità di investire di più nelle risorse umane, così da far acquisire le competenze richieste dai comparti più dinamici e proiettati verso il futuro, che assicurano non solo un alto valore aggiunto, ma anche retribuzioni elevate, senza dimenticare, oltre ai servizi rilevanti per la qualità della vita e l’accesso al credito, quelli in campo sanitario, culturale, educativo e turistico-agricolo-ambientale.

L’economia sociale e solidale, così come forme innovative di promozione turistica sostenibile e responsabile e di valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, hanno maggiori possibilità di successo se adeguatamente supportate da una regia nazionale, da adeguate infrastrutturazioni e incentivi che potrebbero essere finanziati, a parità di gettito, attraverso la riallocazione degli attuali sussidi dannosi per l’ambiente (16 miliardi di euro all’anno).

 

 

Leggi l’analisi del Goal 8 nel Rapporto ASviS 2018 e le proposte dell’Alleanza su Economia circolare, innovazione, lavoro

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lunedì 22 ottobre 2018
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