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Goal 11: nelle città restano critici trasporti pubblici e abusivismo

Secondo il Rapporto ASviS 2018, nonostante il peggioramento degli indicatori sulle città rispetto al 2010, ci sono segnali di crescita grazie al miglioramento delle abitazioni e della gestione dei rifiuti. 

Il Rapporto ASviS 2018 evidenzia che, nonostante il peggioramento costante dal 2010, un leggero miglioramento è visibile a partire dal 2016. Migliorano infatti le condizioni delle abitazioni e la quota dei rifiuti urbani conferiti in discarica, mentre rimangono ancora critiche le questioni legate all’abusivismo e ai trasporti pubblici.

L’attività legislativa italiana dell’ultimo anno è stata caratterizzata da alcuni passi avanti costituiti dall’approvazione della relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta della Camera dei Deputati sulle condizioni di degrado e di sicurezza delle città e delle loro periferie, dall’approvazione della Legge n.2 del 2018 sulla promozione dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto e, per superare l’emergenza smog, dalla sottoscrizione di un nuovo accordo di programma tra il ministero dell’Ambiente e le regioni del bacino padano. Tuttavia, i provvedimenti adottati sono ancora insufficienti per rispondere alle diverse esigenze delle città.

Il Rapporto ASviS propone, partendo dall’analisi contenuta nell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, di migliorare le condizioni delle scuole e delle università, avviare un Piano nazionale per le reti di distribuzione idrica, favorire la nascita di startup e luoghi di economia creativa, adottare un Piano d’azione nazionale che fortifichi la rete di trasporti pubblici, definire un Piano tra Stato e Regioni per ridurre il consumo di suolo, incrementare i controlli sulla qualità dell’aria e proteggere le aree verdi.

 

Guarda la videointervista al referente del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal  11 Andrea Stefani (Segretariato ASviS - Gruppo di lavoro sugli indicatori)

 

L'indicatore composito per l’Italia

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS per il Goal 11 peggiora tra il 2010 e il 2015 e presenta un incremento nel 2016. Questo miglioramento è dovuto alla diminuzione dell’indice di bassa qualità dell’abitazione, alla riduzione del numero di abitazioni che presentano problemi strutturali o di umidità e alla riduzione della quota dei rifiuti urbani conferiti in discarica sul totale dei rifiuti urbani raccolti.

 

Le regioni italiane e il Goal 11

Il Goal 11, rispetto alla media nazionale nel 2010, mostra una situazione negativa nella maggior parte delle regioni, dovuta all’aumento dell’abusivismo edilizio e alla diminuzione dell’offerta di trasporto pubblico. Va però sottolineato che si sono dimezzati i rifiuti urbani conferiti in discarica sul totale dei rifiuti urbani raccolti. L’Umbria e l’Abruzzo sono le regioni che registrano il decremento più significativo a causa del peggioramento della qualità delle abitazioni, dell’aumento del numero di persone che vivono in abitazioni sovraffollate e della forte crescita dell’abusivismo edilizio.

 

 

Il resoconto degli ultimi 12 mesi

Il Rapporto Istat sugli SDGs registra tendenze eterogenee per l’Italia sul Goal 11. Se infatti si rilevano dei leggeri miglioramenti per quanto riguarda le condizioni delle abitazioni, la soddisfazione per l’utilizzo dei mezzi pubblici peggiora notevolmente. L’abusivismo edilizio è in crescita, mentre diminuisce la spesa pro-capite per la protezione delle biodiversità e dei beni paesaggistici. Positive le tendenze a ridurre l’inquinamento atmosferico e la diminuzione della quota di rifiuti urbani portati in discarica (anche se ammontano ancora al 24,7% del totale).
Nel 2017 la Commissione d’inchiesta della Camera dei Deputati sulle condizioni di degrado e di sicurezza delle città e delle loro periferie ha approvato all’unanimità la propria relazione conclusiva contenente diverse proposte che costituiscono una importante indicazione per la nuova legislatura. Tra le proposte ci sono:

  • la costituzione di una Commissione bicamerale sulle città e le periferie;
  • l’individuazione di un punto di riferimento dell’amministrazione centrale con lo scopo di coordinare le politiche per le città e di definire l’Agenda urbana nazionale;
  • l’elaborazione di un Piano strategico per le città italiane di carattere pluriennale (6-10 anni);
  • l’elaborazione di una strategia per la rigenerazione urbana non solo riferita alla parte fisica della città, ma anche come progetto di inclusione sociale e sviluppo economico;
  • l’approvazione di una nuova legge nazionale di principi sul governo del territorio;
  • la definizione di un nuovo programma nazionale per l’edilizia residenziale pubblica e una nuova legge quadro per le Aziende casa;
  • il rafforzamento del Comitato metropolitano già previsto dalla legge n. 48 del 2007 per la definizione di specifici Patti per la sicurezza;
  • la costituzione di Agenzie sociali di quartiere.

Inoltre, è stata approvata la Legge n.2 del 2018 sulla promozione dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto e la Legge di bilancio 2018 ha previsto la possibilità di destinare fino a 100 milioni di euro delle risorse già disponibili del fondo per il rinnovamento del parco mezzi del trasporto pubblico regionale e locale a progetti sperimentali e innovativi di mobilità sostenibile.
Infine, per superare l’emergenza smog, soprattutto con riferimento all’area di criticità della pianura Padana, il 9 giugno 2017 è stato sottoscritto un nuovo accordo di programma tra il ministero dell’Ambiente e le regioni del bacino padano. L’inquinamento atmosferico è stato poi oggetto di un disegno di legge, esaminato ma non approvato, dal Senato (AS n. 2277).
La diciassettesima Legislatura si è conclusa senza l’approvazione in via definitiva del disegno di legge AS n. 2383 avente per oggetto il «Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato».

Le proposte dell’ASviS

Le città possono svolgere un ruolo cruciale per accelerare il percorso verso la sostenibilità. Circa il 66% delle città europee ha già un piano di mitigazione dell’impatto dei cambiamenti climatici, il 26% un piano di adattamento, il 17% piani di adattamento e mitigazione congiunti, mentre il 30% non ha alcuna forma di iniziativa. Il Patto dei sindaci europei sta incoraggiando le città più piccole a impegnarsi seriamente sul tema del cambiamento climatico. In Italia sono quasi 3.200 i comuni aderenti e, su un campione di 76 città con popolazione superiore a 50mila abitanti, 58 si sono dotate di un piano autonomo di contenimento delle emissioni e 56 di un piano clima-energia, mentre solo 15 si sono impegnate in azioni pianificate di adattamento. Infine, sono cinque le città italiane che hanno aderito al «Compact of Mayors» lanciato dall’Onu con C40 e Icleu per costituire una rete mondiale di iniziative per clima ed energia.

Partendo dall’analisi contenuta nell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, si avanzano le seguenti proposte:

  • istruzione di qualità: ridurre l’abbandono scolastico, con interventi precoci e percorsi personalizzati più flessibili per i giovani che abbandonano gli studi. Fare delle università e dei centri di ricerca i volani fondamentali per lo sviluppo delle aree urbane, aumentando gli investimenti in campus con servizi per studenti, docenti e ricercatori, anche al fine di qualificare la rete degli atenei in ogni parte del Paese, riducendo il divario tra Sud e Centro-Nord;
  • acqua pulita e servizi igienico-sanitari: avviare un «Piano nazionale di ammodernamento delle reti di distribuzione idrica» per ridurre lo spreco delle risorse, con la sollecita approvazione del Ddl sull’acqua come bene pubblico e l’adeguamento dei sistemi di depurazione alla direttiva 91/271/CE, al fine di migliorare la qualità dei corpi idrici ricettori;
  • lavoro dignitoso e crescita economica: adottare nuovi strumenti finanziari e incubatori d’impresa per favorire la nascita di start-up e la creazione di luoghi per l’economia creativa e della conoscenza (FabLab, living lab, makerspace, ecc.) utilizzando le aree industriali dismesse;
  • mobilità urbana: adottare un Piano d’azione nazionale per sostenere le città nel perseguimento dei principali obiettivi europei, cioè una forte riduzione dell’uso delle auto alimentate con carburanti tradizionali e delle vittime della strada, la realizzazione di sistemi di logistica urbana a zero emissioni di carbonio, l’incremento significativo degli investimenti per recuperare il ritardo nella dotazione di infrastrutture di trasporto pubblico nelle città e la realizzazione del sistema di monitoraggio sulla sicurezza stradale previsto dall’Unione europea;
  • consumo di suolo: definire un Piano d’azione concordato tra Stato e Regioni per individuare obiettivi di riduzione del consumo di suolo e controllarne l’attuazione, approvare una legge nazionale di principi sul governo del territorio e creare una banca dati del patrimonio edilizio pubblico e privato inutilizzato e disponibile per il recupero e il riuso;
  • qualità dell’aria: individuare urgentemente un pacchetto nazionale di misure che riguardino i trasporti e gli impianti di riscaldamento e dell’industria; rafforzare i sistemi di monitoraggio locale e di informazione ai cittadini sui rischi per la salute, valorizzando esperienze di concertazione ai diversi livelli istituzionali, come il Tavolo sulla qualità dell’aria istituito presso il Mattm tra le Regioni e il Governo per la Pianura Padana;
  • verde urbano: riconoscere tale elemento nella sua totalità come produttore di servizi ecosistemici e serbatoio di biodiversità, con l’istituzione di una nuova categoria di aree verdi nella pianificazione urbanistica adatte a fronteggiare i cambiamenti climatici in atto, con l’introduzione di incentivi per favorire il mantenimento e lo sviluppo delle reti ecologiche, delle infrastrutture verdi e delle aree agricole periurbane.

 

Leggi l’analisi del Goal 11 nel Rapporto ASviS 2018 e le proposte dell’Alleanza su città, infrastrutture e capitale sociale

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venerdì 26 ottobre 2018
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